Sollecitati da alcuni concittadini, qualche mese fa abbiamo
fatto una piccola indagine sulla sensazione di pericolosità viabilistica di via
Amendola negli abitanti del luogo, chiedendo di esprimere anche propri
suggerimenti.
Abbiamo scelto la forma del sondaggio, ottenendo in
significativo numero di risposte.
Gli esiti, interessanti, sono stati utilizzati per
sottoporre una interrogazione al Sindaco, per ora, di questa città
(l’interrogazione è la forma istituzionale della sollecitazione).
Abbiamo sottoposto una interrogazione (allegando gli esiti
del sondaggio) al Comune ottenendo la dovuta risposta.
Nella risposta il Sindaco pro tempore ci scrive che non c’è nessuna richiesta
specifica in merito alla questione al protocollo del comune.
Ma anche in assenza di richieste hanno provveduto al
rifacimento della segnaletica orizzontale (!)- una volta in cinque anni di
mediocre governo della città, casualmente in data prossima alle elezioni.
Ora è necessario un inciso. Eravamo convinti che l’evidenza
della necessità della manutenzione ordinaria della città non dipendesse dalle
richieste dei cittadini o dall’avvicinarsi della data delle elezioni, bensì
fosse un’attività propria e dovuta tipica di un “buon governo” del Comune da
parte di chi è attento al benessere dei cittadini. Evidentemente in questi anni
non è più così. Deve essere stato
introdotto un Cambiamento.
Tornando alla risposta il Sindaco pro tempore scrive che
“prendendo atto di quanto rilevato” nell’interrogazione , interesserà l’ufficio
Lavori Pubblici per fare una verifica. Se questa dovesse confermare quanto
sottolineato dai concittadini e da noi raccolto e trasmesso, si provvederà a un
intervento in merito.
Saremo facili profeti, guardando il calendario e gli
appuntamenti elettorali del prossimo anno a prevedere che qualche intervento
sarà fatto?
Intanto il Sindaco pro tempore ha risposto senza invitarci, noi e i cittadini di via Amendola,
ad andare a caccia di topi. Anche questo è segno dei tempi…
L'attuale maggioranza che governa
Trezzo si è accorta che la crisi morde ancora pesantemente anche sui nostri
concittadini e dopo avere rigettato l'emendamento di VIVERE TREZZO al consiglio
comunale del 18 marzo, che prevedeva l'accantonamento di 20.000 euro per
riproporre il fondo di solidarietà, finalmente ha deciso di ripresentare
nuove linee guida per un fondo di
solidarietà per le famiglie in difficoltà al consiglio dell'11 novembre scorso.
Il sindaco Villa, che a marzo 2013 riteneva sufficienti solo 5.000 euro
per aiutare le famiglie in difficoltà,
oggi propone un fondo di 40.000 euro e ammette che le linee guida sono
state modificate, migliorandole, tenendo conto dei suggerimenti fatti arrivare
da VIVERE TREZZO in occasione
dell'emanazione del bando.
In sede di consiglio comunale i
consiglieri di opposizione hanno fatto ulteriori proposte di miglioramento, che però ancora una volta
non sono state accolte, salvo poi, a detta dello stesso sindaco, verificare che se le correzioni fatte non
dovessero soddisfare si sarebbe fatto in tempo a migliorare le prossime linee
guida.
Come se i cittadini in difficoltà
possono aspettare....un altro anno.
VIVERE TREZZO ha proposto di
eliminare il requisito che impedisce a chi ha già usufruito del contributo già nel precedente bando,
anche se il nuclo familiare continua ad essere in difficoltà per mancanza di
lavoro e di consentire l'accesso al bando anche prendendo in considerazione la richiesta
in subordine a chi non ne ha mai usufrutito.
Altra proposta è stata quella di
eliminare il requisito relativo al dover dimostrare di aver lavorato almeno 3
mesi per accedere al fondo, ci sembra
che l'idea di questa maggiornaza sia sempre quella della malafede...”e
se il cittadino non ha avuto voglia di lavorare, gli diamo anche il contributo?”
Ma la crisi è vera o presunta?
Infine anche la richiesta fatta da tutta l'opposizione di scaglionare
il contributo in base a più fasce di ISEER , per renderlo più equo, non è stata
accolta, pur avendo ammesso(prevedendo quest'anno due fasce ISEER al posto di
una) che VIVERE TREZZO aveva visto
giusto.
Le linee guida sono comunque
state approvate all'unanimità dal consiglio comunale
Anche l'ordine del giorno per contestare alla
Società "Autostrade per l'Italia " i lavori eseguiti per la
realizzazione delle barriere fonoassorbenti
è stato approvato all'unanimità dal consiglio dopo che sono state
accolte alcune proposte migliorative condivise da VIVERE
TREZZO e Più Trezzo..
La
sentenza di patteggiamento pronunciata oggi dal Giudice per le Indagini
Preliminari di Milano nei confronti digran
parte degli imputati del processo relativo alla Variante SUAP, che ha visto
coinvolti alcuni ex amministratori, ha messo la parola fine ad una pagina
triste della vita politica della nostra cittadina.
Per
l'alto valore che riconosciamo, come Gruppo Consiliare, alle Istituzioni della
Repubblica, nelle quali prestiamo il nostro servizio di Consiglieri Comunali e,
come già pubblicamente dichiarato in occasione di tutte le tappe di questa
vicenda, ribadiamo la nostra completa fiducia nella Magistratura ed il nostro
totale rispetto per le decisioni assunte.
Abbiamo
apprezzato la scelta, peraltro doverosa, dell'Amministrazione Comunale di
costituirsi parte civile in difesa degli interessi di tutti i cittadini, e non
intendiamo giudicare, perché non è nostro compito, le scelte difensive delle
persone coinvolte che hanno portato alla sentenza di patteggiamento (che
consiste in un accordo tra accusa e difesa sulla pena da applicare approvato
poi dal Giudice per le Indagini Preliminari, senza entrare nel merito degli
atti processuali).
Prendiamo
atto con serenità delle risultanze del processo, consapevoli che le
responsabilità individuali rimangono
tali, e che le scelte amministrative e politiche, giuste o sbagliate che
siano, debbano essere valutate e giudicate dai cittadini; non ci comporteremo
come questa maggioranza che ragiona sempre con la logica dei “due pesi e delle due misure”
semplicemente in base al colore politico di appartenenza.
Non
possiamo però non sentire sulle nostre spalle tutto il peso della
rappresentanza istituzionale del mondo politico e sociale trezzese che fa
riferimento al centro sinistra, e per questo intendiamo esprimere a tutta la
cittadinanza il rammarico per le dolorose vicende giudiziarie che con la
sentenza di oggi sono giunte al loro epilogo.
Né
possiamo dimenticare o sottacere che tra le persone coinvolte ci sia il nostro
Candidato Sindaco alle scorse elezioni, ma ci pare doveroso sottolineare come
tale scelta sia avvenuta in modo del tutto trasparente attraverso libere
consultazioni a cui parteciparono circa 1000 cittadini; nessuna imposizione,
nessun baratto e nessuna operazione opaca.
Così
come ci pare altrettanto doveroso sottolineare chel’attuale Gruppo Consiliare si presenta interamente
rinnovato nelle sue componenti, un Gruppo che in questi anni, con il prezioso
aiuto di tante persone che pur non sedendo in Consiglio Comunale hanno dato
alle nostre scelte un contributo determinante, ha cercato di mettere il proprio
impegno con trasparenza e correttezza, pur con tutti i limiti che essere
all’opposizione comporta, al servizio di tutti i cittadini.
Certo
non possiamo negare che anche noi avremmo preferito un finale diverso (anche se
in nessun modo una sentenza di patteggiamento è equiparabile ad una sentenza di
condanna), un finale che non lasciasse ombra alcuna nella cittadinanza anche
sulle responsabilità personali delle persone coinvolte.
Quanto
alle scelte politiche noi crediamo in questi anni, con il nostro operato, di
avere marcato una forte discontinuità con il passato, da un lato opponendoci
fermamente in modo netto e per nulla strumentale alle scelte di questa Amministrazione che ritenevamo e riteniamo
profondamente errate, in particolar modo all’approvazione della Delibera di
Consiglio Comunale n. 24 del 6.5.2013 – Approvazione del Piano Integrato
d’Intervento denominato AT1 Ex Fornace dell’Adda, che altro non è se non la
riproposizione di un intervento in un’area che era parte della Variante SUAP, e
negoziata con i medesimi operatori coinvolti nelle vicende giudiziarie di cui è
cronaca, dall’altro appoggiando invece con convinzione le scelte, poche,
che andavano nella direzione della tutela del territorio (ad esempio votando a
favore della Delibera di Consiglio Comunale n. 53 del 19.11.2012 – Approvazione
ampliamento perimetro Parco Adda Nord, che metterà, quando la Regione darà il
suo assenso definitivo, sotto la tutela del Parco 347.600 mq del nostro
territorio).
Intendiamo
quindi da oggi in poi guardare al futuro mettendo tutto il nostro impegno per
un nuovo modo di fare politica al servizio dei cittadini e non dei propri interessi
personali, perché “la politica che ci
piace è trasparente, si fonda sui valori dell’uguaglianza, del rispetto e della
conservazione dei beni comuni, ponendo attenzione alle fasce più deboli della
popolazione e alle generazioni future”.
Poco meno di un anno fa, esattamente il 19/11/2012 la
maggioranza del Consiglio Comunale di Trezzo respingeva la Mozione proposta dal
Gruppo Consigliare Piu' Trezzo avente per titolo "PREVENZIONE DELLA
ILLEGALITA' E DELLE INFILTRAZIONI MAFIOSE", tra le cui conseguenze ci
sarebbe stata l'adesione da parte del Comune di Trezzo alla “Stazione Unica Appaltante” istituita
presso la Prefettura di Milano, al fine di prevenire l' infiltrazione mafiosa
negli appalti pubblici.
Del tutto misteriose ed incomprensibili furono le
motivazione addotte dal Sindaco e dalla maggioranza per il respingimento della
mozione – peraltro non rinvenibili neppure sul testo della Delibera di
.C.C. n 59/2012 – considerato
oltretutto che tra i più accaniti sostenitori del provvedimento vi era l'allora
Ministro dell'Interno Roberto Maroni.
E' cronaca recente che il Comune di Milano – quartiere
Quarto Oggiaro – ha chiuso un cantiere
per infiltrazioni mafiose. La notizia del 17/10/2013 è presente – in video –
anche sul sito di uno dei più noti quotidiani nazionali, che potete trovare a
questo link
Potrebbe essere solo una sfortunata coincidenza, ma sta di
fatto che in questo video, girato nella giornata in cui viene sgomberato il
cantiere, è immortalato un furgone sul quale compare il logo di un'impresa che tutti i cittadini possono rinvenire anche
sui ponteggi che attorniano il Comune di Trezzo.
Poichénegli ultimi mesi di
cantieri e di appalti a Trezzo ne sono stati aperti e assegnati davvero tanti,
ci viene il dubbio che, il non aver voluto allora dotarsi distrumenti efficaci per contrastare le infiltrazioni
della malavita organizzata negli appalti pubblici, possa rappresentare oggi il
rischio reale che, i soldi dei cittadini di Trezzo finiscanonelle tasche di imprese sbagliate.
Sia chiaro che non vogliamo assolutamente accusare di
connivenza questa amministrazione e tantomeno l’impresa coinvolta, la quale
potrebbe essere assolutamente estranea alle vicende sopracitate; vogliamo
invece sottolineare come, ancora una volta, questa amministrazione risponda in
modo prevenuto alle proposte delle opposizioni respingendole puntualmente anche
se finalizzate al bene della nostra città.
TRASPARENZA e LEGALITA' devono rappresentare il pane quotidiano di chi amministra il
nostro Comune Riteniamo opportuno pertanto
che questa amministrazione si attivi subito a tutela dei cittadini trezzesi fornendo
l'elenco delle imprese che stanno lavorando per il Comune alla Prefettura (ed
in copia ai Capo Gruppi Consiglieri)
reperendo tutte le informazioni del caso, al fine di fugare ogni dubbio in
proposito.
Pubblichiamo il Comunicato Stampa del giorno 8 Ottobre 2013 emanato congiuntamente dai gruppi consiliari “PiùTrezzo – Mai Pa(g)üra” e VIVERE TREZZO
Pasticcio “PGT” alla Colombo ovvero…
Assessore Colombo SVEGLIA! Il Documento di Piano è SCADUTO!
Nell’ultimo Consiglio Comunale
del 30 Settembre
2013 l’Amministrazione ha proposto all’ordine del giorno un punto
nel quale intendeva attuare una Variante (denominata n° 1) al Piano delle
Regole del Piano di Governo del Territorio (PGT).
Le opposizioni, valutando la
documentazione riguardante il punto, hanno riscontrato un atto della Regione
Lombardia – Direzione Generale Territorio e Urbanistica prot. N. 11757 in data 05/08/2013 nel
quale, oltre ad esprimere un parere sulla variante proposta, si riportava testualmente “ Nel richiamare quanto contenuto nel parere
espresso con DGR n. 2687 del 14.12.2011 ( valutazione di compatibilità
sulla variante adottata con DCC n. 27 del 19/07/2011) si coglie l’occasione per ricordare che il Documento di Piano del PGT,
approvato con DCC n. 29 del 30 maggio 2007 e divenuto efficace con la pubblicazione
sul BURL Serie Inserzioni e Concorsi n. 25 del 20 giugno 2007, risulta scaduto”.
Da una prima sommaria lettura,
pur non essendo esperti in materia, a noi consiglieri di minoranza il testo è
apparso abbastanza chiaro, visto che la
Regione interpreta correttamente la L.R. 12/05 che indica in 5 anni la validità
del Documento di Piano (DdP) del PGT, il cui contenuto è sempre
modificabile senza però che questo modifichi il termine di validità, ovvero 5
anni dalla sua approvazione. Considerato che la questione ci sembrava così
evidente da escludere una macroscopica cantonata dell’amministrazione ci siamo premurati di chiedere spiegazioni
in merito direttamente in Consiglio Comunale durante la trattazione del
punto in questione. La risposta del
vicesindaco Massimo Colombo, assessore all’Urbanistica, è stata inizialmente di puro stupore divenuto poi, dopo un
ulteriore inconcludente confronto con il Responsabile del Servizio presente, un perplesso “…vi faremo sapere!”
Sulla questione riteniamo
indifferibile formulare alcune riflessioni che, ahiloro!, conducono ancora una
volta alla già dimostrata incapacità di questa amministrazione che però, in
questo caso, avrebbe una portata devastante perché coinvolge,
minandone la legittimità, tutte le scelte urbanistiche fatte dall’attuale
amministrazione.
Questi i fatti:
il Documento di Piano, strumento
del PGT, era stato approvato dalla precedente amministrazione e pubblicato sul
BURL in data 30.06.2007;
considerato che, per legge, questo dura 5 anni la sua scadenza naturale era
il 30.06.2012. L’attuale
amministrazione ha ritenuto di approvare (CC n. 45 del 22.12.2011) una
revisione generale del PGT (cosa ben
diversa dall’adottare un nuovo PGT o Documento di Piano): revisionare significa,
e la lingua italiana è chiara in tal senso, modificare i contenuti del PGT ma senza revocare il precedente adottandone un
altro in sostituzione. Questo concetto era stato espressamente chiarito
dalla Regione quando, che con DGR n. 2687 del 14.12.2011, a suo tempo diede un
parere sulla revisione proposta “ In conclusione si ricorda a titolo collaborativo che il Documento di Piano, modificato
con la variante in oggetto, ha validità 5 anni a far data dalla sua
pubblicazione ( art. 8 comma 4 della LR 12/05 e s.m.i) scaduti i quali il comune dovrà provvedere all’approvazione di un nuovo
Documento di Piano”. Più chiaro di così!
Ma cosa hanno fatto i nostri
incomparabili e sagaci amministratori? Sono andati avanti come se nulla fosse
successo! Il risultato è che la
revisione tanto voluta è stata condotta in porto a soli 6 mesi dalla scadenza
del Documento di Piano: più di 100.000 € spesi per i professionisti per sei
mesi di validità del Piano, praticamente “una
mozzarella in scadenza pagata come un tartufo bianco di Alba”!! Complimenti
per la buona amministrazione.
Ma non è finita qui… Siccome non
avevano assolutamente compreso il messaggio non proprio subliminale della
Regione hanno tirato diritto per la loro strada sommando al primo errore una sequela di
sbagli sui quali adesso dovrà assumere determinazioni anche impopolari nei confronti
dei cittadini e degli operatori economici.
Ribadito che il Documento di Piano è quindi scaduto il 30.06.2012,
facciamo alcuni esempi premettendo che la
lista non è esaustiva:
·Piano
Integrato d'Intervento (P.I.I.) Fornace dell’Adda: il Piano è stato
adottato e successivamente approvato con le Delibere C.C. n.7 del 21-02-13
e CC
n. 24 del 06.05.2013quando cioè il Documento di Piano (DP) era
già scaduto. Trattandosi di un’Area di Trasformazione, disciplinata
unicamente dal DdP, ogni prescrizione in merito all'area in questione risulta
totalmente decaduta.
·Piano del
Commercio: il Piano è stato approvato con delibera di CC n. 48 del 19.11.2012. Anche in questo caso le destinazioni
funzionali e previsioni inerenti le Aree di Trasformazione del DdP sono prive
di fondamento essendo lo stesso decaduto.
·Regolamento
Edilizio: è stato approvato con delibera di CC n. 37 del 16.07.2012. Tutte le eventuali norme incluse inerenti a destinazioni, funzioni e prescrizioni contenute, direttamente o
indirettamente, che fanno riferimento al Documento di Piano, sono nulle.
·Ampliamento
del perimetro del Parco
Adda Nord: è’ stato approvato con delibera di CC n. 53 del 19.11.2012. Il Parco Agricolo o la possibilità di ampliamento del PAN sono contenute nel Documento di
Piano che non era più vigente all’epoca della delibera.
·Permessi
di Costruire e/o Denuncie di Inizio Attività rilasciate ai sensi della
normativa del PGT revisionato che, con il pasticcio creato, ora paiono di dubbia legittimità.
Ci fermiamo qui con l’elenco ma
sicuramente abbiamo dimenticato qualcosa di questa fulgida epopea di
pianificazione territoriale, tanto improvvisata quanto raffazzonata quanto meno sul piano delle procedure.
E’ la dimostrazione delle
“fulgide menti” che dirigono il nostro comune: dagli amministratori (in questo
caso in particolare l’assessore alla partita Massimo Colombo) ai
tecnici (quelli incaricati che si sono portati a casa parcelle importanti e
quelli interni che, pur tra premi e incentivi, non hanno capito cosa avevano
per le mani pur essendo di elementare semplicità). Ma, siamo certi, di tutto questo verranno
presto chiamati a rispondere sia nei confronti dei cittadini che degli
operatori che hanno fatto investimenti basandosi sulle promesse (ancora una
volta non mantenute) dell’amministrazione.
Ma dovranno rispondere anche in
altre sedi:
·per le
spese, a questo punto inutili, fatte per pagare tecnici e predisporre
procedure, distogliendo Enti sovra comunali dalle proprie funzioni, ecc… La
quantificazione, per ora, la lasciamo alla fantasia dei cittadini ma
assicuriamo fin da subito che sono cifre considerevoli e che chi ha sbagliato
pagherà;
·per
le procedure sbagliate che hanno portato ad approvare strumenti urbanistici
sui quali si sono rilasciati permessi di edificare e che ora mancano del
presupposto di legittimità;
·per
l’approvazione di strumenti attuativi (es. PII Fornace dell’Adda)
autorizzati nonostante la mancanza dei presupposti di legittimità e quindi INEFFICACI.
Noi riteniamo
di avere svolto con correttezza il compito assegnatoci dal nostro ruolo di
Consiglieri Comunali segnalando le
anomalie di incredibile gravità sulle quali qualcuno verrà sicuramente chiamato
a indagare. Dispiace constatare che questa Amministrazione, eletta sotto lo slogan del
cambiamento, sia ancora una volta inciampata nei suoi limiti più imbarazzanti: l’incompetenza di tecnici/politici
improvvisati e l’arroganza di chi, evitando il confronto, ritiene di bastare
sempre a se stesso.
Intralci di cui avremmo fatto volentieri a meno e che crediamo i
cittadini sapranno serenamente valutare alla prossima scadenza elettorale.
C’è ancora sconcerto in città per il blitz del Sindaco
che il giorno 20 giugno 2013, stracciando gli accordi presi appena due giorni
prima, fece tagliare alcuni tigli nella piazza della Scuola Primaria.
La cittadinanza reagì immediatamente con una folta
manifestazione di protesta.
Perché questo comportamento da parte del Sindaco, che
così facendo ha messo in discussione, con un atto di imperio, il significato
profondo del suo ruolo e la dignità stessa nel poterlo ricoprire?
Probabilmente il vero motivo potremo solo immaginarlo,
mentre ci sarà da parte sua, temiamo, il tentativo di fornire un’abile
ricostruzione in politichese volta a giustificare ciò che non ha invece alcuna
giustificazione.
Rimane il dubbio che, piuttosto che doversi
confrontare con la controproposta del comitato e respingerla (come aveva la
legittima facoltà di fare) basandosi più sulla sua autorità che sulla
autorevolezza derivante dall’avere una proposta veramente migliore, abbia
preferito tagliare il nodo del confronto democratico con politica violenza,
contando sulla presunta futura smemoratezza dei trezzesi.
Ma i trezzesi (e i gruppi politici e consiliari) non
dimenticano.
La ferita al dibattito democratico è seria. Senza
neanche necessità di strumentalizzazione.
Non ci possiamo far nulla. Chi ha chiesto di avere un
ruolo deve assumersi le proprie responsabilità.
Si è creato un precedente grave che mina la fiducia tra
il Sindaco e i cittadini (anche di coloro che in lui l’avevano riposta).
Sinceramente non è un problema nostro (dei gruppi
consiliari di opposizione).
E’ un problema suo, di chi lo sostiene, dei suoi alleati
nel governo della città (il 30 non potranno contorcersi in equilibrismi
politici, o approvano l’operato del sindaco o approvano la mozione di censura)
e soprattutto dei cittadini.
Compito nostro (noi e Più Trezzo) è stato quello di
non far passare sotto silenzio il fatto e di chiedere che il Consiglio Comunale
censurasse questo comportamento e dicesse chiaramente che non è ammissibile
nella pratica politica della nostra comunità.
Questo è il senso profondo della mozione di censura
che noi e i colleghi di Più Trezzo (e tutte le forze e le persone che ci
sostengono) abbiamo fatto mettere all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del
30 settembre, al quale auspichiamo molti trezzesi partecipino.
CONSIGLIO COMUNALE DI TREZZO. LA LISTA CIVICA VIVERE
TREZZO PRESENTA UNA INTERROGAZIONE
Come avevamo anticipato
sui social network, abbiamo presentato una interrogazione per chiedere lumi al
Sindaco in merito alla frana del maggio 2013 sulla strada Portesana, relativamente
agli interventi fatti (e non ancora fatti) e alle intenzioni per il futuro.
Per chi fosse interessato ad ascoltare la risposta del
Sindaco dalla sua viva voce, il Consiglio Comunale è il giorno 30 settembre,
alle ore 15.00. L’interrogazione
è stata inserita all’ottavo posto dell’ordine
del giorno. I nostri consiglieri riferiranno i punti salienti della risposta ai
nostri amici e lettori sul nostro blog.
IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE. (consegnata e protocollata in
comune il giorno 29
settembre 2013)
Egr. Signor Sindaco
Danilo Villa
Comune di Trezzo sull’Adda
Interrogazione per la quale si
chiede l’iscrizione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale
(art.22 comma 2 regolamento C.C.)
Oggetto: Frana in zona Cascina
Portesana
Egregio
Signor Sindaco,
nel mese di Maggio 2013 in zona Cascina
Portesana, sulla strada che va in direzione di Cornate d’Adda, si è verificata
una frana che ha interrotto la strada medesima per una larghezza di circa 10 metri e una profondità
di circa 30 metri
verso il bosco che degrada alla sottostante strada che porta alla Colonia San
Benedetto.
L’unico intervento effettuato dagli
uffici comunali nei giorni seguenti l’evento è stata la messa in sicurezza
della zona con la collocazione di cartelli segnaletici e il divieto di transito
ai mezzi ed ai pedoni.
Nei giorni scorsi alcuni cittadini ci
hanno segnalato che, dopo più di quattro mesi, la situazione non è cambiata e che
molti cartelli segnaletici sono stati rimossi.
Inoltre per poter far transitare i
mezzi (autovetture, camion …..), necessari per i lavori in corso nella zona da parte del CAP, è stata
realizzata una strada nei terreni adiacenti la frana (strada non collaudata).
Infine non ci risulta che, ad oggi, siano stati presi provvedimenti per sanare
tale situazione che, con l’imminente stagione autunnale in cui normalmente si
verificano piogge anche molto consistenti, potrebbe ulteriormente aggravarsi.
Per queste
ragioni, Le chiediamo quindi:
1)Se sono state analizzate le cause e leeventuali responsabilità di ciò che è accaduto
2)Quali provvedimenti questa Amministrazione ha adottato o
intende adottare per ripristinare l’area interessata
3)Quali sono i costi necessari per la messa in sicurezza
dell’area e per il suo totale ripristino
4)Quali sono i tempi previsti di inizio e fine lavori
5)Quali autorizzazioni e permessi sono stati rilasciati
dall'Amministrazione Comunale e/o da altri enti (Parco Adda Nord, Provincia,
etc) per la realizzazione e l’apertura
della strada provvisoria nei terreni adiacenti;
6)Quali atti e accordi sono stati presi con i
proprietari/locatari dei suddetti terreni , e nel caso, che tipo di indennità economiche sono state
riconosciute.
In realtà per gli scolari della scuola
dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado di Trezzo il
nuovo anno scolastico è iniziato il 10 settembre. Per molti degli studenti
delle scuole superiori inizia ufficialmente in questa data.
L'inizio della Scuola rappresenta
sempre un momento emotivo particolare, che si sente ovviamente in modo
inversamente proporzionale all'età.
Lasciamo alle famiglie il piacere di
gustarsi questo momento di passaggio e di crescita dei propri figli,
soprattutto quando si cambia ordine di scuola.
Per noi ,che come Lista Civica cerchiamo di avere una visione politica indirizzata verso il bene
della città e il benessere dei cittadini, le problematiche della scuola (nelle
varie relazioni e per le diverse componenti, alunni, docenti, famiglie) sono
una priorità assoluta.
Non ci siamo mai stancati di verificare
quanta reale attenzione ponesse, chi oggi è chiamato a decidere delle sorti
della città, al bene della scuola e di criticare quando ritenevamo non ci fosse
la dovuta attenzione.
Molto semplicemente noi crediamo che
una A.C. che ha a cuore il futuro della città, e non vede in prospettiva solo
la propria personale idea di cultura e le prossime elezioni, deve impegnarsi
allo stremo per assicurare alla Scuola la possibilità di soddisfare i bisogni
basilari. Fatto questo compito di una buona Amministrazione Comunale è quello
di condividere con Docenti e Genitori i
migliori progetti educativi per una scuola aperta e presente sul proprio
territorio. Pur nei limiti di una forza di opposizione in Consiglio Comunale
cercheremo di non venir mai meno a questi principi.
Con il cuore auguriamo a tutti coloro
che vivono direttamente o indirettamente questo anno scolastico di riuscire ad
ottenere i risultati prefissi e un sereno anno di lavoro.
COME INIZIA QUESTO ANNO SCOLASTICO
Una novità: la Giunta Comunale che per ora
governa Trezzo ha deciso di eliminare il servizio di trasporto per coloro che
abitano ai margini della città piuttosto lontani da scuola (Cascinazza, Val di
Porto...) e anche di eliminare la LINEA AZZURRA (il servizio di scuolabus
per la scuola primaria di Trezzo- venivano raccolti i bambini residenti in zona
via delle Racche e asse di via Brasca.).
La motivazione: un numero troppo esiguo
di iscritti.
Alla linea azzurra si erano iscritti 15
bambini e solo 4 per il servizio minibus: gli introiti sono
stati quindi ritenuti troppo esigui,
tali da rendere il servizio "economicamente svantaggioso" per il
comune.
(Noi suggeriamo che uno dei motivi del decremento di
iscrizioni potrebbe risiedere nello spropositato aumento delle tariffe avvenuto
lo scorso anno, e viene il sospetto che, cinicamente, l'esito di avere poche
iscrizioni sia stato scientemente perseguito dal Comune, in modo da poter
togliere questo servizio)
Per tutelare l'interesse delle famiglie che si sono trovate
senza linea azzurra e minibus (solo delle 19 iscritte, chi aveva gettato la
spugna prima è rimasto, come si dice popolarmente "cornuto e mazziato"),
la delibera di giunta (votata all'unanimità dei presenti, escluso solo
l'assessore Polinelli assente), ha deciso di partecipare alle spese per il
trasporto autogestito erogando € 300
a chi si è ritrovato senza linea azzurra e € 600 a chi si è ritrovato
senza minibus.
Non sapremmo dire se si tratta di un
comportamento "furbo" o "discriminatorio". O a metà delle
due definizioni. Ma una Amministrazione Comunale si può permettere di essere “furba”
nei confronti dei suoi cittadini? Cosa ne pensate? Attendiamo i vostri commenti
Giornata infernale per la viabilità trezzese oggi. Già
da questa mattina i primi post su FB segnalavano criticità in diversi punti del
Paese
Probabilmente, anzi quasi sicuramente, la concomitanza
tra la chiusura del casello autostradale di Capriate, i lavori per il rifacimento dell’asfalto sul cavalcavia adiacente
all’uscita del casello autostradale di Trezzo e i
lavori sulla viabilità trezzese ha provocato un cocktail di chiusure,
limitazioni e conseguenti "tappi" dall'esito letale per la libertà di
movimento dei cittadini.
È comprensibile che si scelga il mese di agosto per
questi lavori, teoricamente dovrebbe essere il mese con meno traffico, almeno
lo era negli anni passati, ma una ingenua domanda ci sorge ugualmente: Comune e
Società Autostrade non si parlano? La seconda, che immaginiamo non avrebbe
sospeso i lavori per non sovrapporsi a quelli del nostro Comune ( probabilmente
a loro delle prossime elezioni comunalI interessa poco) non avrebbe potuto
informare il nostro Sindaco, così che almeno noi per un paio di giorni avremmo
potuto fermare i nostri ed evitare questa odissea odierna?
Le sofferenze e i disagi di oggi non ce li leva più
nessuno, ma forse qualche insegnamento si può trarre, qualche correzione
apportare (per esempio, la presenza dei Vigili é stata costante e utile?). Un
modo per farlo può essere quello di raccontare la propria esperienza odierna,
per chi ha avuto la sventura di capitarci in mezzo, e segnalare problematiche,
proporre correzioni o suggerire accorgimenti. Scrivete sul nostro blog, sulla
nostra pagina in Fb, al nostro indirizzo. Senza astio, sbollita la rabbia, con
spirito costruttivo; noi inoltreremo i vostri suggerimenti e li pubblicheremo
Apprendo da Lombardia Notizie, l’agenzia di comunicazione della Giunta, che l’assessore regionale all’Ambiente Terzi oggi a Trezzo sull’Adda ha presentato la delibera in merito agli ‘Indirizzi provvisori inerenti i procedimenti relativi al rilascio delle autorizzazioni regionali e provinciali all’installazione ed esercizio di impianti di recupero e/o smaltimento di rifiuti urbani’”.
La moratoria sugli impianti di termovalorizzazione è un provvedimento necessario e condivisibile, ma l’iniziativa di presentarla a Trezzo e il fatto che si parli specificamente ed esplicitamente dell’impianto di Dalmine, città di cui la Terzi è stata fino a poco tempo fa sindaco, getta un’ombra propagandistica e politica sull’intera iniziativa. La scelta della Terzi di coinvolgere nella conferenza stampa il sindaco leghista di Trezzo non è rispettosa del percorso fatto con molti amministratori locali e denota un’assenza di stile istituzionale. Piuttosto che presentare la delibera a Trezzo, l’assessore avrebbe potuto convocare una conferenza stampa a Palazzo Lombardia, come accade di prassi. Comprendo che a Trezzo si respiri ormai aria di campagna elettorale, visto che nella prossima primavera si andrà al voto amministrativo, ma da un assessore regionale mi aspetterei maggiore prudenza.
Pubblichiamo il comunicato congiunto dei Gruppi Consiliari VIVERE TREZZO e Più Trezzo emesso dopo che il Sindaco Villa, a capo della Giunta di destra che (per ora ) governa Trezzo, ha rigettato la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale (presentata dai due gruppi di opposizione) con all'ordine del giorno la richiesta di dimissioni dello stesso Sindaco per le note vicende relative al mancato rispetto dell'accordo sulla sospensione del taglio dei tigli secolari davanti alle Scuole Elementari di piazza Italia. La vicenda può essere agevolmente ricostruita scorrendo le pagine del nostro blog. Ecco il Comunicato:
COMUNICATO STAMPA
Fuga dalla realtà, ovvero
“Che ore sono?” “Prosciutto cotto”
Il 25 giugno i sette
consiglieri d’opposizionedi VIVERE
TREZZO e Più Trezzo hanno protocollato una richiesta di convocazione del
Consiglio Comunale per discutere il seguente punto:
-
Richiesta di dimissioni del sindaco Villa
Danilo
Questa era formulata nel rispetto degli articoli 20, 21 e 24 del Regolamento del Consiglio
Comunale che prevede che queste richieste debbano essere sottoscritte da “almeno
un quinto dei consiglieri”, ovvero almeno quattro consiglieri.
La risposta, pervenuta in data odierna, nega la convocazione perché il
D. Lgs. 267/2000 e lo Statuto Comunale richiedono, per la presentazione di una mozione di sfiducia al Sindaco, la
sottoscrizione di “almeno due quinti dei consiglieri assegnati”, nel caso di
Trezzo almeno 8 consiglieri.
Vero! Ma chi ha mai presentato una “mozione di sfiducia”?
Noi, non per caso, abbiamo
presentato una “richiesta di dimissioni”, cioè un atto puramente politico, non
una “mozione di sfiducia”, cioè uno strumento tecnico. Il primo, la “richiesta”,
ha l’obiettivo di chiedere al Sindaco di dimettersi, il secondo, la “mozione”
non chiede ma, se approvata, porta automaticamente allo scioglimento del
Consiglio Comunale ed al commissariamento del Comune.
Perché questo sindaco (minuscolo) si ostina a prenderci per il naso?
Perché prima sottoscrive un accordo con i Cittadini e poi non lo rispetta?
Perché a chi gli chiede di dimettersi risponde di non aver capito la
domanda?
Perché rifiuta il confronto in Consiglio Comunale? Ha forse paura
della sua stessa maggioranza?
Soprattutto, perché nessuno dei suoi gli spiega che, scappando, non fa
altro che inanellare l’ennesima figura di “palta”?
E, infine, perché Trezzo deve
continuare a subire la vergogna di un “primo cittadino” che, ormai da
tempo, non è più tale?
Per continuare una riflessione sul capitolo della cultura scuola e identità territoriale ti chiedo se l’attuale Amministrazione che governa Trezzo s/a ha investito in qualche modo sulla realtà culturale del nostro comune?
A parte i tagli al settore della scuola e alle iniziative culturali cancellate, di cui abbiamo già parlato, l’unico investimento di questa Amministrazione è stato la creazione del portale di storia locale e la valorizzazione della Quadreria Crivelli. Tutto bene se non fosse che questa valorizzazione è stata posta in contrapposizione con il fondo De Micheli.
Cosa vuoi dire?
forse è il caso di rinfrescare un po’ la memoria su quanto è successo in questi quattro anni e fare una ricostruzione storica sui fatti avvenuti rispetto alla vicenda del fondo De Micheli. Purtroppo in questi giorni sta girando nelle caselle postali delle famiglie di Trezzo un volantino che fa una becera propaganda, racconta favole sulla spesa iperbolica di 2 milioni di euro sostenuta dalle precedenti amministrazioni per valorizzare il fondo De Micheli.
Torniamo ai fatti: appena insediata l’Amministrazione Villa si preoccupò di restituire 800 opere di diversi artisti di livello nazionale e internazionale (Guttuso, Sassu, Carpi, Treccani e molti altri maestri del 900…..) agli eredi del critico d’arte De Micheli che li avevano donati alla città di Trezzo per riunificare tutto il fondo De Micheli, perché a dire dell'attuale giunta non sarebbe stata sostenibile la spesa per la loro catalogazione e valorizzazione, a dire la verità non ci avrebbero neanche provato e noncuranti dei 2000 circa cittadini che avevano firmato una petizione per mantenere le opere a Trezzo, hanno rimandato tutto al mittente.
Ma è di queste opere che si parla quando ci si riferisce al costo di 2 milioni di euro?
No! Il riferimento è alla biblioteca “Ada e Mario De Micheli” che il critico d’arte aveva regalato alla città di Trezzo nel 1984, si tratta di 23.000 volumi, 200 testate di riviste 2500 stampe 69 disegni della resistenza e molto altro, le precedenti amministrazioni hanno impiegato anni per catalogare tutte queste opere utilizzando fondi comunali, regionali e soprattutto il lavoro di alcuni volontari che avevano messo a disposizione il loro tempo a titolo gratuito. La biblioteca era stata inaugurata nel 2008 e oltre alla disponibilità del materiale cartaceo era stata digitalizzata nel sistema bibliotecario nazionale e quindi fruibile da parte di studiosi a livello nazionale e internazionale. Insomma era una collezione di libri e documenti storici di valore che potevano solo dare lustro alla città di Trezzo.
Ma i costi di questa operazione quali sono stati?
Rispondo con le stesse parole dell’assessore alla cultura Mazza che nell’ottobre del 2009 spiegava, in un’intervista riportata dalla Gazzetta dell’Adda, il perché della decisone di restituire la donazione De Micheli: ...In circa 25 anni sono stati investiti 640.000 euro, di cui 380.000 a carico del Comune, in queste spese rientrava la ristrutturazione della villa Comunale, dei locali attigui e gli scaffali…..oltre che la catalogazione”ecc.
Come puoi vedere le cifre sono molto diverse da quelle favoleggiate nel volantino di cui abbiamo parlato prima.
Le cifre spese nel corso degli anni non sono certo poche e proprio per questo mi chiedo perché e come abbia potuto l’assessore Mazza e tutta la giunta che governa Trezzo, dilapidare un patrimonio che ha un valore intrinseco molto alto e che è costato ai cittadini di Trezzo una cifra così considerevole?
Perché cosa è successo?
Nel 2009 l’attuale amministrazione decise non solo di restituire le 800 opere agli eredi De Micheli, la cui donazione non era stata ancora perfezionata, ma decise di liberare i locali della biblioteca di tutti i libri del fondo De Micheli, per fare posto alla quadreria Crivelli e donò tuttala la collezione di libri, a fondo perduto, alla Biblioteca di via Senato di Milano di proprietà di Marcello Dell’Utri, perché la custodisse e la valorizzasse per 50 anni, senza chiedere nulla in cambio. All’epoca sempre l’assessore Mazza, sempre alla gazzetta dell’Adda disse che quello era il posto giusto e non Trezzo, perché una donazione così importante potesse essere veramente valorizzata.
Come è andata a finire? E’ stata valorizzata?
Certo! E siamo arrivati ai giorni nostri, la biblioteca di via Senato ha chiesto a Trezzo di riprendersi i libri perché per mancanza di fondi era costretta a chiudere e ciliegina sulla torta… a seguito di un’indagine giudiziaria che vede Marcello Dell’Utri indagato nella vicenda relativa ai furti e ai trafugamenti dei libri antichi perpetrata dall’ex direttore della biblioteca dei gerolamini di Napoli, i libri del fondo De Micheli sono stati posti sotto sequestro insieme a tutto il patrimonio librario di quella biblioteca.
Il comune di Trezzo ha dovuto chiedere il dissequestro, avvenuto il giorno 31 maggio scorso e invece di riportarli a casa, sperando di averli recuperati tutti quanti, cosa fa l’assessore Mazza? li regala ancora per 50 anni, senza chiedere nulla in cambio, al comune di Segrate, che è ben lieto di accoglierli e di valorizzarli. Il prossimo settembre in occasione della festa patronale di quel comune siamo stati tutti invitati nello scorso consiglio comunale dal sindaco Villa a partecipare all’inaugurazione della biblioteca a Segrate.
Che conclusione traiamo da questa vicenda?
A mio parere questo caso è esemplare per spiegare la differenza tra bene pubblico e bene privato.
Un amministratore pubblico non può permettersi di disporre dei beni pubblici come se fossero di sua proprietà, le opere d’arte non devono piacere o meno all’assessore o all’amministratore di turno che ha solo il dovere di tutelare, conservare e promuovere il patrimonio artistico di una comunità, in un sistema democratico ogni cittadino deve avere la possibilità di scegliere e riconoscersi nelle opere che ritiene, all’interno di una pluralità di offerta.
All’assessore Mazza mi verrebbe da chiedere: cosa penserebbe se un amministratore che viene dopo di lui decidesse di disfarsi della quadreria Crivelli, perché non di suo gradimento? Come valuterebbe chi sperpera un patrimonio che è costato tanti sforzi, fatiche e costi, sostenuti sempre dai cittadini di trezzo?
Perché occorre sottolinearlo anche questa operazione sulla quadreria costa! ben 10.000 euro per incarichi e consulenze e oltre 100.000 euro per gli interventi strutturali necessari per un’adeguata collocazione della quadreria nell’ambiente della biblioteca.
Nel bilancio preventivo 2013 gli unici investimenti sulla cultura sono concentrati proprio su questa operazione e in tempi di crisi e di tagli su tutti i capitoli di spesa non mi sembra una cosa banale.
In conclusione mi sento di dire che se tutti seguissero il metodo di questa amministrazione (distruggere ciò che è stato fatto dai precedenti amministratori) i cittadini avrebbero tutto il diritto di arrabbiarsi e mandare tutti a casa.
Pubblichiamo un primo intervento sulla politica culturale della giunta di destra.
Il sapere, la conoscenza e l’identità culturale
Nell’analizzare questo programma e i relativi progetti siamo rimasti fortemente colpiti dalle promesse non mantenute o mantenute in senso negativo.
Per esempio, il Piano di Diritto allo Studio, strumento che regola i rapporti tra Amministrazione e Scuole pubbliche e paritarie, è stato oggetto di forti tagli ai finanziamenti a discapito della qualità dei servizi messi a disposizione degli alunni e delle famiglie: mettendo a confronto quest’anno scolastico con il precedente, i tagli sono stati pari a circa 70.000 euro, prevalentemente sui servizi, sulle pari opportunità e sugli interventi a sostegno della programmazione educativa (progetti); come se non bastasse, sono state ridotte le corse dello scuola bus (la corsa della scuola materna è stata addirittura soppressa) ed è stata abolita la fascia ISEE, così che le famiglie più bisognose si sono trovate un aumento delle tariffe per i trasporti del 50% (da 200 a 300 euro). Per contro dobbiamo dare atto all’amministrazione Villa di aver organizzato in modo adeguato il progetto Piedibus, peraltro non previsto nel programma di mandato.
Se guardiamo poi al contributo che l’Amministrazione versa alla Scuola pubblica per l’acquisto di materiale di consumo di supporto alla didattica, si denota a partire dal 2010 una riduzione complessiva del 20% circa. Di conseguenza le famiglie, già tempo chiamate a sopperire alla mancanza di materiale, portando a scuola per esempio le risme di carta, pennarelli ed altro o contribuendo economicamente tramite il Comitato Genitori, dovranno fare un ulteriore sforzo economico in aggiunta ai precedenti.
Per quanto riguarda il centro Giovani di via Mazzini è stata realizzata una “revisione delle modalità di gestione” per cui ora gli spazi presenti possono essere utilizzati solo a pagamento (per es. 300 Euro a serata per l’utilizzo della sala teatro, 130 euro per 6 ore dello studio di registrazione).
Con l’imposizione dell’affitto dei locali e delle attrezzature, di fatto è stata ridotta considerevolmente, se non negata, ai gruppi giovanili la possibilità di organizzare e strutturare iniziative e progetti all’interno degli ambienti destinati al Centro Giovani, i cui spazi risultano così sotto utilizzati e destinati prevalentemente ad iniziative con fini di lucro. Tutto ciò non ha certo contribuito a valorizzare i gruppi giovanili esistenti sul territorio o a incentivare nuove iniziative.
Passiamo al sistema bibliotecario: erano state promesse un’analisi dei servizi erogati, un’indagine presso la cittadinanza al fine di incrementare l’offerta e di potenziare il patrimonio librario: nessuna di queste
promesse è stata realizzata, anzi i giorni di apertura della biblioteca sonostati ulteriormente ridotti (si potenzia il servizio riducendone la fruibilità!!!)
Nell’ambito delle iniziative culturali, era prevista la prosecuzione del Teatro famiglia, che invece è stata abbandonata, era promesso il mantenimento di iniziative di qualità, in particolare di “Adda Danza” e “Musica nei Cieli”, iniziative a cui l’amministrazione ha deciso di rinunciare, ma che proseguono in altri comuni nell’ambito delle iniziative di promozione culturale della Provincia.