martedì 17 dicembre 2013

RISPOSTA DEL COMUNE ALLA INTERROGAZIONE SU VIA AMENDOLA

Sollecitati da alcuni concittadini, qualche mese fa abbiamo fatto una piccola indagine sulla sensazione di pericolosità viabilistica di via Amendola negli abitanti del luogo, chiedendo di esprimere anche propri suggerimenti.
Abbiamo scelto la forma del sondaggio, ottenendo in significativo numero di risposte.
Gli esiti, interessanti, sono stati utilizzati per sottoporre una interrogazione al Sindaco, per ora, di questa città (l’interrogazione è la forma istituzionale della sollecitazione).
Abbiamo sottoposto una interrogazione (allegando gli esiti del sondaggio) al Comune ottenendo la dovuta risposta.
Nella risposta il Sindaco pro tempore  ci scrive che non c’è nessuna richiesta specifica in merito alla questione al protocollo del comune.
Ma anche in assenza di richieste hanno provveduto al rifacimento della segnaletica orizzontale (!)- una volta in cinque anni di mediocre governo della città, casualmente in data prossima alle elezioni.
Ora è necessario un inciso. Eravamo convinti che l’evidenza della necessità della manutenzione ordinaria della città non dipendesse dalle richieste dei cittadini o dall’avvicinarsi della data delle elezioni, bensì fosse un’attività propria e dovuta tipica di un “buon governo” del Comune da parte di chi è attento al benessere dei cittadini. Evidentemente in questi anni non è più così.  Deve essere stato introdotto un Cambiamento.
Tornando alla risposta il Sindaco pro tempore scrive che “prendendo atto di quanto rilevato” nell’interrogazione , interesserà l’ufficio Lavori Pubblici per fare una verifica. Se questa dovesse confermare quanto sottolineato dai concittadini e da noi raccolto e trasmesso, si provvederà a un intervento in merito.
Saremo facili profeti, guardando il calendario e gli appuntamenti elettorali del prossimo anno a prevedere che qualche intervento sarà fatto?
Intanto il Sindaco pro tempore ha risposto senza  invitarci, noi e i cittadini di via Amendola, ad andare a caccia di topi. Anche questo è segno dei tempi…

Rimaniamo in attesa.
VIVERE TREZZO

mercoledì 11 dicembre 2013

giovedì 14 novembre 2013

NOTIZIE DAL CONSIGLIO COMUNALE ( 11 NOVEMBRE)

Notizie dal Consiglio comunale

L'attuale maggioranza che governa Trezzo si è accorta che la crisi morde ancora pesantemente anche sui nostri concittadini e dopo avere rigettato l'emendamento di VIVERE TREZZO  al consiglio comunale del 18 marzo, che prevedeva l'accantonamento di 20.000 euro per riproporre il fondo di solidarietà, finalmente ha deciso di ripresentare nuove  linee guida per un fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà al consiglio dell'11 novembre scorso.
Il sindaco Villa, che a marzo 2013 riteneva sufficienti solo 5.000 euro per aiutare le famiglie in difficoltà,  oggi propone un fondo di 40.000 euro e ammette che le linee guida sono state modificate, migliorandole, tenendo conto dei suggerimenti fatti arrivare da VIVERE TREZZO  in occasione dell'emanazione del bando.
In sede di consiglio comunale i consiglieri di opposizione hanno fatto ulteriori proposte  di miglioramento, che però ancora una volta non sono state accolte, salvo poi, a detta dello stesso sindaco,  verificare che se le correzioni fatte non dovessero soddisfare si sarebbe fatto in tempo a migliorare le prossime linee guida.

Come se i cittadini in difficoltà possono aspettare....un altro anno.

VIVERE TREZZO  ha proposto di eliminare il requisito che impedisce a chi ha già usufruito  del contributo già nel precedente bando, anche se il nuclo familiare continua ad essere in difficoltà per mancanza di lavoro e di consentire l'accesso al bando anche prendendo in considerazione la richiesta in subordine a chi non ne ha mai usufrutito.
Altra proposta è stata quella di eliminare il requisito relativo al dover dimostrare di aver lavorato almeno 3 mesi  per accedere al fondo, ci sembra che l'idea di questa maggiornaza sia sempre quella della malafede...”e se il cittadino non ha avuto voglia di lavorare, gli diamo anche il contributo?

Ma la crisi è vera o presunta?

Infine anche la richiesta fatta da tutta l'opposizione di scaglionare il contributo in base a più fasce di ISEER , per renderlo più equo, non è stata accolta, pur avendo ammesso(prevedendo quest'anno due fasce ISEER al posto di una) che VIVERE TREZZO  aveva visto giusto.

Le linee guida sono comunque state approvate all'unanimità dal consiglio comunale

Anche l'ordine del giorno per contestare alla Società "Autostrade per l'Italia " i lavori eseguiti per la realizzazione delle barriere fonoassorbenti  è stato approvato all'unanimità dal consiglio dopo che sono state accolte alcune proposte migliorative condivise da VIVERE TREZZO  e Più Trezzo..

VIVERE TREZZO

IL GRUPPO CONSILIARE

mercoledì 13 novembre 2013

LA POLITICA CHE NON CI PIACE E QUELLA INVECE CHE CI SENTIAMO DI SOSTENERE

La sentenza di patteggiamento pronunciata oggi dal Giudice per le Indagini Preliminari di Milano nei confronti di gran parte degli imputati del processo relativo alla Variante SUAP, che ha visto coinvolti alcuni ex amministratori, ha messo la parola fine ad una pagina triste della vita politica della nostra cittadina.

Per l'alto valore che riconosciamo, come Gruppo Consiliare, alle Istituzioni della Repubblica, nelle quali prestiamo il nostro servizio di Consiglieri Comunali e, come già pubblicamente dichiarato in occasione di tutte le tappe di questa vicenda, ribadiamo la nostra completa fiducia nella Magistratura ed il nostro totale rispetto per le decisioni assunte.

Abbiamo apprezzato la scelta, peraltro doverosa, dell'Amministrazione Comunale di costituirsi parte civile in difesa degli interessi di tutti i cittadini, e non intendiamo giudicare, perché non è nostro compito, le scelte difensive delle persone coinvolte che hanno portato alla sentenza di patteggiamento (che consiste in un accordo tra accusa e difesa sulla pena da applicare approvato poi dal Giudice per le Indagini Preliminari, senza entrare nel merito degli atti processuali).

Prendiamo atto con serenità delle risultanze del processo, consapevoli che le responsabilità individuali rimangono  tali, e che le scelte amministrative e politiche, giuste o sbagliate che siano, debbano essere valutate e giudicate dai cittadini; non ci comporteremo come questa maggioranza che ragiona sempre con la logica  dei “due pesi e delle due misure” semplicemente in base al colore politico di appartenenza.

Non possiamo però non sentire sulle nostre spalle tutto il peso della rappresentanza istituzionale del mondo politico e sociale trezzese che fa riferimento al centro sinistra, e per questo intendiamo esprimere a tutta la cittadinanza il rammarico per le dolorose vicende giudiziarie che con la sentenza di oggi sono giunte al loro epilogo.

Né possiamo dimenticare o sottacere che tra le persone coinvolte ci sia il nostro Candidato Sindaco alle scorse elezioni, ma ci pare doveroso sottolineare come tale scelta sia avvenuta in modo del tutto trasparente attraverso libere consultazioni a cui parteciparono circa 1000 cittadini; nessuna imposizione, nessun baratto e nessuna operazione opaca.

Così come ci pare altrettanto doveroso sottolineare che l’attuale Gruppo Consiliare si presenta interamente rinnovato nelle sue componenti, un Gruppo che in questi anni, con il prezioso aiuto di tante persone che pur non sedendo in Consiglio Comunale hanno dato alle nostre scelte un contributo determinante, ha cercato di mettere il proprio impegno con trasparenza e correttezza, pur con tutti i limiti che essere all’opposizione comporta, al servizio di tutti i cittadini.

Certo non possiamo negare che anche noi avremmo preferito un finale diverso (anche se in nessun modo una sentenza di patteggiamento è equiparabile ad una sentenza di condanna), un finale che non lasciasse ombra alcuna nella cittadinanza anche sulle responsabilità personali delle persone coinvolte.

Quanto alle scelte politiche noi crediamo in questi anni, con il nostro operato, di avere marcato una forte discontinuità con il passato, da un lato opponendoci fermamente in modo netto e per nulla strumentale alle scelte di questa  Amministrazione che ritenevamo e riteniamo profondamente errate, in particolar modo all’approvazione della Delibera di Consiglio Comunale n. 24 del 6.5.2013 – Approvazione del Piano Integrato d’Intervento denominato AT1 Ex Fornace dell’Adda, che altro non è se non la riproposizione di un intervento in un’area che era parte della Variante SUAP, e negoziata con i medesimi operatori coinvolti nelle vicende giudiziarie di cui è cronaca, dall’altro appoggiando invece con convinzione le scelte, poche, che andavano nella direzione della tutela del territorio (ad esempio votando a favore della Delibera di Consiglio Comunale n. 53 del 19.11.2012 – Approvazione ampliamento perimetro Parco Adda Nord, che metterà, quando la Regione darà il suo assenso definitivo, sotto la tutela del Parco 347.600 mq del nostro territorio).

Intendiamo quindi da oggi in poi guardare al futuro mettendo tutto il nostro impegno per un nuovo modo di fare politica al servizio dei cittadini e non dei propri interessi personali, perché “la politica che ci piace è trasparente, si fonda sui valori dell’uguaglianza, del rispetto e della conservazione dei beni comuni, ponendo attenzione alle fasce più deboli della popolazione e  alle generazioni future”.


                                                                       Il Gruppo Consiliare di VIVERE TREZZO
Elisabetta VILLA
Guido LEONI
Anna MUSCHITIELLO
Stefano CRESPI

Francesco CARRERA

mercoledì 6 novembre 2013

CHI LAVORA PER IL COMUNE ?

Poco meno di un anno fa, esattamente il 19/11/2012 la maggioranza del Consiglio Comunale di Trezzo respingeva la Mozione proposta dal Gruppo Consigliare Piu' Trezzo avente per titolo "PREVENZIONE DELLA ILLEGALITA' E DELLE INFILTRAZIONI MAFIOSE", tra le cui conseguenze ci sarebbe stata l'adesione da parte del Comune di Trezzo alla “Stazione Unica Appaltante” istituita presso la Prefettura di Milano, al fine di prevenire l' infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici.
Del tutto misteriose ed incomprensibili furono le motivazione addotte dal Sindaco e dalla maggioranza per il respingimento della mozione – peraltro non rinvenibili neppure sul testo della Delibera di .C.C.   n 59/2012 – considerato oltretutto che tra i più accaniti sostenitori del provvedimento vi era l'allora Ministro dell'Interno Roberto Maroni.

E' cronaca recente che il Comune di Milano – quartiere Quarto Oggiaro –  ha chiuso un cantiere per infiltrazioni mafiose. La notizia del 17/10/2013 è presente – in video – anche sul sito di uno dei più noti quotidiani nazionali, che potete trovare a questo link

Potrebbe essere solo una sfortunata coincidenza, ma sta di fatto che in questo video, girato nella giornata in cui viene sgomberato il cantiere, è immortalato un furgone sul quale compare il logo di un'impresa  che tutti i cittadini possono rinvenire anche sui ponteggi che attorniano il Comune di Trezzo.

Poiché negli ultimi mesi di cantieri e di appalti a Trezzo ne sono stati aperti e assegnati davvero tanti, ci viene il dubbio che, il non aver voluto allora dotarsi di strumenti efficaci per contrastare le infiltrazioni della malavita organizzata negli appalti pubblici, possa rappresentare oggi il rischio reale che, i soldi dei cittadini di Trezzo finiscano nelle tasche di imprese sbagliate.
Sia chiaro che non vogliamo assolutamente accusare di connivenza questa amministrazione e tantomeno l’impresa coinvolta, la quale potrebbe essere assolutamente estranea alle vicende sopracitate; vogliamo invece sottolineare come, ancora una volta, questa amministrazione risponda in modo prevenuto alle proposte delle opposizioni respingendole puntualmente anche se finalizzate al bene della nostra città. 
TRASPARENZA e LEGALITA' devono rappresentare  il pane quotidiano di chi amministra il nostro Comune  Riteniamo opportuno pertanto che questa amministrazione si attivi subito a tutela dei cittadini trezzesi fornendo l'elenco delle imprese che stanno lavorando per il Comune alla Prefettura (ed in copia ai Capo Gruppi  Consiglieri) reperendo tutte le informazioni del caso, al fine di fugare ogni dubbio in proposito.



domenica 20 ottobre 2013

Le bugie dell'Assessore Colombo

Le bugie sono di due specie – scriveva Carlo Lorenzini in arte Collodi nel noto romanzo

“Pinocchio”, quelle dalle gambe corte e quelle dal naso lungo.

L'assessore Massimo Colombo è piu' affezzionato alle prime, peccato che con le gambe corte non

vada gran chè lontano.

E' infatti falsa la ricostruzione secondo cui l'attuale amministrazione comunale ha speso 7.000 mila

euro per fare la Variante al Documento di Piano del PGT (forse è un refuso ma se anche avesse

detto € 70.000 avrebbe accorciato la coperta di parecchio perché se all’incarico dell’urbanista si

aggiungono i costi della VAS, della pubblicazione della variante sul BURL, della restituzione delle

copie in formato pubblicabile, ecc. la cifra si raddoppia).

La realtà è che l'Amministrazione del “cambiamento” ha speso una cifra esorbitante pari a oltre €

550,00 per ciascun giorno di validità restante del PGT ( poco piu' di 6 mesi ) a fronte di una spesa

precedente della metà pari a € 270,00 al giorno per un PGT nuovo e completo, realizzato per la

prima volta nel 2007 dalla precedente Amministrazione. Il cambiamento è costato caro alle tasche

dei cittadini !

E' poi priva di qualsiasi fondamento – sfidiamo Colombo a citare in modo puntuale le norme –

l'affermazione che vi sia “una norma successiva alla L.R.12/05 che sancisce la proroga di

validità proprio per effetto della variante”. Nella sostanza l'Assessore Colombo sta dicendo che i

funzionari regionali che sovrintendono alla materia e che hanno scritto per ben due volte al Comune

nel merito della questione, sono degli incapaci oppure non conoscono le norme.

Ci pare un'affermazione piuttosto grave Assessore !

La realtà è un po' diversa. La Legge Regionale 04/06/2013 N. 1, che è stata approvata dalla Regione

ben un anno dopo la scadenza del DP revisionato dall’amministrazione Villa, ammette la possibilità

di prorogare sino al 31/12/2014 la validità dei PGT in vigore, attraverso una Delibera di Consiglio

Comunale, che a questo punto attendiamo con ansia nel primo Consiglio disponibile.

Ci piacerebbe tuttavia che tale delibera fosse accompagnata dal parere di un legale in proposito,

perchè è evidente ai piu' che un conto è prorogare una scadenza di un atto in piena validità, altra

cosa è la riesumazione di un cadavere (quello del PGT) defunto ormai da piu' di un anno.

Ammesso che sia possibile la proroga, rimarrebbe un buco di quasi 18 mesi.

La propaganda Assessore, qui non serve, servono risposte esaurienti. Viceversa si proceda

immediatamente in autotutela al fine di limitare al massimo il danno per le casse comunali, perchè

è evidente che i titolari di Permessi per Costruire eventualmente dichiarati illegittimi, avrebbero

tutte le ragioni per chiedere i danni al comune, ed in questo caso a risponderne saranno gli

amministratori ed i funzionari alla partita, direttamente e in solido.

I Gruppi Consigliari

Piu' Trezzo

VIVERE TREZZO


martedì 8 ottobre 2013

Pasticcio “PGT” alla Colombo ovvero…Assessore Colombo SVEGLIA! Il Documento di Piano è SCADUTO!

Pubblichiamo il Comunicato Stampa del giorno 8 Ottobre 2013 emanato congiuntamente dai gruppi consiliari “PiùTrezzo – Mai Pa(g)üra” e VIVERE TREZZO


Pasticcio “PGT” alla Colombo ovvero…
Assessore Colombo SVEGLIA! Il Documento di Piano è SCADUTO!

Nell’ultimo Consiglio Comunale del 30 Settembre 2013 l’Amministrazione ha proposto all’ordine del giorno un punto nel quale intendeva attuare una Variante (denominata n° 1) al Piano delle Regole del Piano di Governo del Territorio (PGT).
Le opposizioni, valutando la documentazione riguardante il punto, hanno riscontrato un atto della Regione Lombardia – Direzione Generale Territorio e Urbanistica prot. N. 11757 in data 05/08/2013 nel quale, oltre ad esprimere un parere sulla variante proposta,  si riportava testualmente “ Nel richiamare quanto contenuto nel parere espresso con DGR n. 2687 del 14.12.2011 ( valutazione di compatibilità sulla variante adottata con DCC n. 27 del 19/07/2011) si coglie l’occasione per ricordare che il Documento di Piano del PGT, approvato con DCC n. 29 del 30 maggio 2007 e divenuto efficace con la pubblicazione sul BURL Serie Inserzioni e Concorsi n. 25 del 20 giugno 2007, risulta scaduto”.   
Da una prima sommaria lettura, pur non essendo  esperti in materia,  a noi consiglieri di minoranza il testo è apparso abbastanza chiaro, visto che la Regione interpreta correttamente la L.R. 12/05 che indica in 5 anni la validità del Documento di Piano (DdP) del PGT, il cui contenuto è sempre modificabile senza però che questo modifichi il termine di validità, ovvero 5 anni dalla sua approvazione. Considerato che la questione ci sembrava così evidente da escludere  una  macroscopica cantonata dell’amministrazione ci siamo premurati di chiedere spiegazioni in merito direttamente in Consiglio Comunale durante la trattazione del punto in questione.  La risposta del vicesindaco Massimo Colombo, assessore all’Urbanistica, è stata inizialmente di puro stupore divenuto poi, dopo un ulteriore inconcludente confronto con il Responsabile del Servizio presente, un perplesso “…vi faremo sapere!”
Sulla questione riteniamo indifferibile formulare alcune riflessioni che, ahiloro!, conducono ancora una volta alla già dimostrata incapacità di questa amministrazione che però, in questo caso, avrebbe una  portata devastante perché coinvolge, minandone la legittimità, tutte le scelte urbanistiche fatte dall’attuale amministrazione.
Questi i fatti:
il Documento di Piano, strumento del PGT, era stato approvato dalla precedente amministrazione e pubblicato sul BURL in data 30.06.2007; considerato che, per legge, questo dura 5 anni la sua  scadenza naturale era il 30.06.2012. L’attuale amministrazione ha ritenuto di approvare (CC n. 45 del 22.12.2011) una revisione generale del PGT (cosa ben diversa dall’adottare un nuovo PGT o Documento di Piano): revisionare significa, e la lingua italiana è chiara in tal senso, modificare i contenuti del PGT ma senza revocare il precedente adottandone un altro in sostituzione. Questo concetto era stato espressamente chiarito dalla Regione quando, che con DGR n. 2687 del 14.12.2011, a suo tempo diede un parere sulla revisione proposta  “ In conclusione si ricorda a titolo collaborativo che il Documento di Piano, modificato con la variante in oggetto, ha validità 5 anni a far data dalla sua pubblicazione ( art. 8 comma 4 della LR 12/05 e s.m.i) scaduti i quali il comune dovrà provvedere all’approvazione di un nuovo Documento di Piano”. Più chiaro di così!
Ma cosa hanno fatto i nostri incomparabili e sagaci amministratori? Sono andati avanti come se nulla fosse successo! Il risultato è che la revisione tanto voluta è stata condotta in porto a soli 6 mesi dalla scadenza del Documento di Piano: più di 100.000 € spesi per i professionisti per sei mesi di validità del Piano, praticamente “una mozzarella in scadenza pagata come un tartufo bianco di Alba”!! Complimenti per la buona amministrazione.
Ma non è finita qui… Siccome non avevano assolutamente compreso il messaggio non proprio subliminale della Regione hanno tirato diritto per la loro strada sommando al primo errore una sequela di sbagli sui quali adesso dovrà assumere determinazioni anche impopolari nei confronti dei cittadini e degli operatori economici.
Ribadito che il Documento di Piano è quindi scaduto il 30.06.2012, facciamo alcuni esempi premettendo che la lista non è esaustiva:
·         Piano Integrato d'Intervento (P.I.I.) Fornace dell’Adda: il Piano è stato adottato e successivamente approvato con le Delibere C.C. n.7 del 21-02-13 e  CC  n. 24 del 06.05.2013 quando cioè il Documento di Piano (DP) era già scaduto. Trattandosi di un’Area di Trasformazione, disciplinata unicamente dal DdP, ogni prescrizione in merito all'area in questione risulta totalmente decaduta.
·         Piano del Commercio: il Piano è stato approvato con delibera di CC n. 48 del 19.11.2012. Anche in questo caso le destinazioni funzionali e previsioni inerenti le Aree di Trasformazione del DdP sono prive di fondamento essendo lo stesso decaduto.
·         Regolamento Edilizio: è stato approvato con delibera di CC n. 37 del 16.07.2012. Tutte le eventuali  norme incluse inerenti a destinazioni, funzioni e prescrizioni contenute, direttamente o indirettamente, che fanno riferimento al Documento di Piano, sono nulle.
·         Ampliamento del perimetro del Parco Adda Nord: è’ stato approvato con delibera di CC n. 53 del 19.11.2012. Il Parco Agricolo o la possibilità di ampliamento del PAN sono contenute nel Documento di Piano che non era più vigente all’epoca della delibera.
·         Permessi di Costruire e/o Denuncie di Inizio Attività rilasciate ai sensi della normativa del PGT revisionato che, con il pasticcio creato, ora paiono di dubbia legittimità.
Ci fermiamo qui con l’elenco ma sicuramente abbiamo dimenticato qualcosa di questa fulgida epopea di pianificazione territoriale, tanto improvvisata quanto raffazzonata  quanto meno sul piano delle procedure.
E’ la dimostrazione delle “fulgide menti” che dirigono il nostro comune: dagli amministratori (in questo caso in particolare l’assessore alla partita Massimo Colombo) ai tecnici (quelli incaricati che si sono portati a casa parcelle importanti e quelli interni che, pur tra premi e incentivi, non hanno capito cosa avevano per le mani pur essendo di elementare semplicità).  Ma, siamo certi, di tutto questo verranno presto chiamati a rispondere sia nei confronti dei cittadini che degli operatori che hanno fatto investimenti basandosi sulle promesse (ancora una volta non mantenute) dell’amministrazione.
Ma dovranno rispondere anche in altre sedi:
·         per le spese, a questo punto inutili, fatte per pagare tecnici e predisporre procedure, distogliendo Enti sovra comunali dalle proprie funzioni, ecc… La quantificazione, per ora, la lasciamo alla fantasia dei cittadini ma assicuriamo fin da subito che sono cifre considerevoli e che chi ha sbagliato pagherà;
·         per le procedure sbagliate che hanno portato ad approvare strumenti urbanistici sui quali si sono rilasciati permessi di edificare e che ora mancano del presupposto di legittimità;
·         per l’approvazione di strumenti attuativi (es. PII Fornace dell’Adda) autorizzati nonostante la mancanza dei presupposti di legittimità e quindi INEFFICACI.
Noi riteniamo di avere svolto con correttezza il compito assegnatoci dal nostro ruolo di Consiglieri Comunali segnalando le anomalie di incredibile gravità sulle quali qualcuno verrà sicuramente chiamato a indagare. Dispiace constatare che questa Amministrazione, eletta sotto lo slogan del cambiamento, sia ancora una volta inciampata nei suoi limiti più imbarazzanti: l’incompetenza di tecnici/politici improvvisati e l’arroganza di chi, evitando il confronto, ritiene di bastare sempre a se stesso.
Intralci di cui avremmo fatto volentieri a meno e che crediamo i cittadini sapranno serenamente valutare alla prossima scadenza elettorale.


Gruppo Consiliare                                                                                                                                          GruppoConsiliare

“VIVERE TREZZO”                                                                                                                               “PiùTrezzo – Mai Pa(g)üra”

domenica 22 settembre 2013

CONSIGLIO COMUNALE 30 SETTEMBRE 2013. MOZIONE DI CENSURA NEI CONFRONTI DEL SINDACO PRESENTATA DA VIVERE TREZZO E PIU’ TREZZO. DISCUSSIONE E VOTAZIONE. INTERVENITE NUMEROSI.

C’è ancora sconcerto in città per il blitz del Sindaco che il giorno 20 giugno 2013, stracciando gli accordi presi appena due giorni prima, fece tagliare alcuni tigli nella piazza della Scuola Primaria.

La cittadinanza reagì immediatamente con una folta manifestazione di protesta.

Perché questo comportamento da parte del Sindaco, che così facendo ha messo in discussione, con un atto di imperio, il significato profondo del suo ruolo e la dignità stessa nel poterlo ricoprire?

Probabilmente il vero motivo potremo solo immaginarlo, mentre ci sarà da parte sua, temiamo, il tentativo di fornire un’abile ricostruzione in politichese volta a giustificare ciò che non ha invece alcuna giustificazione.

Rimane il dubbio che, piuttosto che doversi confrontare con la controproposta del comitato e respingerla (come aveva la legittima facoltà di fare) basandosi più sulla sua autorità che sulla autorevolezza derivante dall’avere una proposta veramente migliore, abbia preferito tagliare il nodo del confronto democratico con politica violenza, contando sulla presunta futura smemoratezza dei trezzesi.

Ma i trezzesi (e i gruppi politici e consiliari) non dimenticano.

La ferita al dibattito democratico è seria. Senza neanche necessità di strumentalizzazione.

Non ci possiamo far nulla. Chi ha chiesto di avere un ruolo deve assumersi le proprie responsabilità.

Si è creato un precedente grave che mina la fiducia tra il Sindaco e i cittadini (anche di coloro che in lui l’avevano riposta).

Sinceramente non è un problema nostro (dei gruppi consiliari di opposizione).
E’ un problema suo, di chi lo sostiene, dei suoi alleati nel governo della città (il 30 non potranno contorcersi in equilibrismi politici, o approvano l’operato del sindaco o approvano la mozione di censura) e soprattutto dei cittadini.

Compito nostro (noi e Più Trezzo) è stato quello di non far passare sotto silenzio il fatto e di chiedere che il Consiglio Comunale censurasse questo comportamento e dicesse chiaramente che non è ammissibile nella pratica politica della nostra comunità.


Questo è il senso profondo della mozione di censura che noi e i colleghi di Più Trezzo (e tutte le forze e le persone che ci sostengono) abbiamo fatto mettere all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 30 settembre, al quale auspichiamo molti trezzesi partecipino.

venerdì 20 settembre 2013

FRANA SULLA STRADA PORTESANA. INTERROGAZIONE DI VIVERE TREZZO IN CONSIGLIO COMUNALE

CONSIGLIO COMUNALE DI TREZZO. LA LISTA CIVICA VIVERE TREZZO PRESENTA UNA INTERROGAZIONE

Come avevamo anticipato sui social network, abbiamo presentato una interrogazione per chiedere lumi al Sindaco in merito alla frana del maggio 2013 sulla strada Portesana, relativamente agli interventi fatti (e non ancora fatti) e alle intenzioni per il futuro.
Per chi fosse interessato ad ascoltare la risposta del Sindaco dalla sua viva voce, il Consiglio Comunale è il giorno 30 settembre, alle ore 15.00. L’interrogazione è  stata inserita all’ottavo posto dell’ordine del giorno. I nostri consiglieri riferiranno i punti salienti della risposta ai nostri amici e lettori sul nostro blog.





IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE. (consegnata e protocollata in comune il giorno 29 settembre 2013)









Egr. Signor Sindaco
Danilo Villa
Comune di Trezzo sull’Adda

Interrogazione per la quale si chiede l’iscrizione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale (art.22 comma 2 regolamento C.C.)


Oggetto: Frana in zona Cascina Portesana

Egregio Signor Sindaco,
                                       nel mese di Maggio 2013 in zona Cascina Portesana, sulla strada che va in direzione di Cornate d’Adda, si è verificata una frana che ha interrotto la strada medesima per una larghezza di circa 10 metri e una profondità di circa 30 metri verso il bosco che degrada alla sottostante strada che porta alla Colonia San Benedetto.
L’unico intervento effettuato dagli uffici comunali nei giorni seguenti l’evento è stata la messa in sicurezza della zona con la collocazione di cartelli segnaletici e il divieto di transito ai mezzi ed ai pedoni.
Nei giorni scorsi alcuni cittadini ci hanno segnalato che, dopo più di quattro mesi, la situazione non è cambiata e che molti cartelli segnaletici sono stati rimossi.


Inoltre per poter far transitare i mezzi (autovetture, camion …..), necessari per i lavori in corso nella zona da parte del CAP, è stata realizzata una strada nei terreni adiacenti la frana (strada non collaudata).
Infine non ci risulta che, ad oggi,  siano stati presi provvedimenti per sanare tale situazione che, con l’imminente stagione autunnale in cui normalmente si verificano piogge anche molto consistenti, potrebbe ulteriormente aggravarsi.

Per queste ragioni, Le chiediamo quindi:
1)      Se sono state analizzate le cause e le eventuali responsabilità di ciò che è accaduto
2)      Quali provvedimenti questa Amministrazione ha adottato o intende adottare per ripristinare l’area interessata
3)      Quali sono i costi necessari per la messa in sicurezza dell’area e per il suo  totale ripristino
4)      Quali sono i tempi previsti di inizio e fine lavori
5)      Quali autorizzazioni e permessi sono stati rilasciati dall'Amministrazione Comunale e/o da altri enti (Parco Adda Nord, Provincia, etc)  per la realizzazione e l’apertura della strada provvisoria nei terreni adiacenti;
6)      Quali atti e accordi sono stati presi con i proprietari/locatari dei suddetti terreni , e nel caso,  che tipo di indennità economiche sono state riconosciute.
Trezzo sull’Adda, 18 Settembre 2013
I Consiglieri di VIVERE TREZZO
 


venerdì 13 settembre 2013

NUOVO ANNO SCOLASTICO. AUGURI A SCOLARI E DOCENTI. UNA NOTA SULLA "DELIBERA CONTENTINO"

12 SETTEMBRE 2013
INIZIA IL NUOVO ANNO SCOLASTICO 

In realtà per gli scolari della scuola dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado di Trezzo il nuovo anno scolastico è iniziato il 10 settembre. Per molti degli studenti delle scuole superiori inizia ufficialmente in questa data.
L'inizio della Scuola rappresenta sempre un momento emotivo particolare, che si sente ovviamente in modo inversamente proporzionale all'età.
Lasciamo alle famiglie il piacere di gustarsi questo momento di passaggio e di crescita dei propri figli, soprattutto quando si cambia ordine di scuola.
Per noi ,che come Lista Civica cerchiamo di avere una visione politica indirizzata verso il bene della città e il benessere dei cittadini, le problematiche della scuola (nelle varie relazioni e per le diverse componenti, alunni, docenti, famiglie) sono una priorità assoluta.
Non ci siamo mai stancati di verificare quanta reale attenzione ponesse, chi oggi è chiamato a decidere delle sorti della città, al bene della scuola e di criticare quando ritenevamo non ci fosse la dovuta attenzione.
Molto semplicemente noi crediamo che una A.C. che ha a cuore il futuro della città, e non vede in prospettiva solo la propria personale idea di cultura e le prossime elezioni, deve impegnarsi allo stremo per assicurare alla Scuola la possibilità di soddisfare i bisogni basilari. Fatto questo compito di una buona Amministrazione Comunale è quello di  condividere con Docenti e Genitori i migliori progetti educativi per una scuola aperta e presente sul proprio territorio. Pur nei limiti di una forza di opposizione in Consiglio Comunale cercheremo di non venir mai meno a questi principi.
Con il cuore auguriamo a tutti coloro che vivono direttamente o indirettamente questo anno scolastico di riuscire ad ottenere i risultati prefissi e un sereno anno di lavoro.

COME INIZIA QUESTO ANNO SCOLASTICO
Una novità: la Giunta Comunale che per ora governa Trezzo ha deciso di eliminare il servizio di trasporto per coloro che abitano ai margini della città piuttosto lontani da scuola (Cascinazza, Val di Porto...) e anche di eliminare la LINEA AZZURRA (il servizio di  scuolabus per la scuola primaria di Trezzo- venivano raccolti i bambini residenti in zona via delle Racche e asse di via Brasca.).
La motivazione: un numero troppo esiguo di iscritti.
Alla linea azzurra si erano iscritti 15 bambini e solo 4 per il servizio minibus: gli introiti sono stati  quindi ritenuti troppo esigui, tali da rendere il servizio "economicamente svantaggioso" per il comune.
(Noi suggeriamo che uno dei motivi del decremento di iscrizioni potrebbe risiedere nello spropositato aumento delle tariffe avvenuto lo scorso anno, e viene il sospetto che, cinicamente, l'esito di avere poche iscrizioni sia stato scientemente perseguito dal Comune, in modo da poter togliere questo servizio)
Per tutelare  l'interesse delle famiglie che si sono trovate senza linea azzurra e minibus (solo delle 19 iscritte, chi aveva gettato la spugna prima è rimasto, come si dice popolarmente "cornuto e mazziato"), la delibera di giunta (votata all'unanimità dei presenti, escluso solo l'assessore Polinelli assente), ha deciso di partecipare alle spese per il trasporto autogestito erogando € 300 a chi si è ritrovato senza linea azzurra e € 600 a chi si è ritrovato senza minibus. 
Ecco il testo della delibera


Non sapremmo dire se si tratta di un comportamento "furbo" o "discriminatorio". O a metà delle due definizioni. Ma una Amministrazione Comunale si può permettere di essere “furba” nei confronti dei suoi cittadini? Cosa ne pensate? Attendiamo i vostri commenti

mercoledì 7 agosto 2013

TREZZO DA "BOLLINO NERO" - RACCONTA LA TUA GIORNATA NEL TRAFFICO TREZZESE

Giornata infernale per la viabilità trezzese oggi. Già da questa mattina i primi post su FB segnalavano criticità in diversi punti del Paese
Probabilmente, anzi quasi sicuramente, la concomitanza tra la chiusura del casello autostradale di Capriate, i lavori per il rifacimento dell’asfalto sul cavalcavia adiacente all’uscita del casello autostradale di Trezzo  e i lavori sulla viabilità trezzese ha provocato un cocktail di chiusure, limitazioni e conseguenti "tappi" dall'esito letale per la libertà di movimento dei cittadini.
È comprensibile che si scelga il mese di agosto per questi lavori, teoricamente dovrebbe essere il mese con meno traffico, almeno lo era negli anni passati, ma una ingenua domanda ci sorge ugualmente: Comune e Società Autostrade non si parlano? La seconda, che immaginiamo non avrebbe sospeso i lavori per non sovrapporsi a quelli del nostro Comune ( probabilmente a loro delle prossime elezioni comunalI interessa poco) non avrebbe potuto informare il nostro Sindaco, così che almeno noi per un paio di giorni avremmo potuto fermare i nostri ed evitare questa odissea odierna?
Le sofferenze e i disagi di oggi non ce li leva più nessuno, ma forse qualche insegnamento si può trarre, qualche correzione apportare (per esempio, la presenza dei Vigili é stata costante e utile?). Un modo per farlo può essere quello di raccontare la propria esperienza odierna, per chi ha avuto la sventura di capitarci in mezzo, e segnalare problematiche, proporre correzioni o suggerire accorgimenti. Scrivete sul nostro blog, sulla nostra pagina in Fb, al nostro indirizzo. Senza astio, sbollita la rabbia, con spirito costruttivo; noi inoltreremo i vostri suggerimenti e li pubblicheremo


venerdì 26 luglio 2013

nel vano tentativo di portare soccorso a un Sindaco in difficoltà si muovono le forze amiche (fregandosene dello stile istituzionale).

dal sito di Fabio Pizzul, consigliere regionale del PD un interessante commento sulla conferenza stampa di oggi a Trezzo.

http://www.fabiopizzul.it/index.php/2013/07/26/bene-la-moratoria-sui-termovalorizzatori-un-po-meno-lo-stile-istituzionale/

Apprendo da Lombardia Notizie, l’agenzia di comunicazione della Giunta, che l’assessore regionale all’Ambiente Terzi oggi a Trezzo sull’Adda ha presentato la delibera in merito agli ‘Indirizzi provvisori inerenti i procedimenti relativi al rilascio delle autorizzazioni regionali e provinciali all’installazione ed esercizio di impianti di recupero e/o smaltimento di rifiuti urbani’”.
La moratoria sugli impianti di termovalorizzazione è un provvedimento necessario e condivisibile, ma l’iniziativa di presentarla a Trezzo e il fatto che si parli specificamente ed esplicitamente dell’impianto di Dalmine, città di cui la Terzi è stata fino a poco tempo fa sindaco, getta un’ombra propagandistica e politica sull’intera iniziativa.
La scelta della Terzi di coinvolgere nella conferenza stampa il sindaco leghista di Trezzo non è rispettosa del percorso fatto con molti amministratori locali e denota un’assenza di stile istituzionale. Piuttosto che presentare la delibera a Trezzo, l’assessore avrebbe potuto convocare una conferenza stampa a Palazzo Lombardia, come accade di prassi.
Comprendo che a Trezzo si respiri ormai aria di campagna elettorale, visto che nella prossima primavera si andrà al voto amministrativo, ma da un assessore regionale mi aspetterei maggiore prudenza.

sabato 13 luglio 2013

TREZZO SULL'ADDA - IL SINDACO CHE SCAPPA

Pubblichiamo il comunicato congiunto dei Gruppi Consiliari VIVERE TREZZO  e Più Trezzo emesso dopo che il Sindaco Villa, a capo della Giunta di destra che (per ora ) governa Trezzo, ha rigettato la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale (presentata dai due gruppi di opposizione) con all'ordine del giorno la richiesta di dimissioni dello stesso Sindaco per le note vicende relative al mancato rispetto dell'accordo sulla sospensione del taglio dei tigli secolari davanti alle Scuole Elementari di piazza Italia.

La vicenda può essere agevolmente ricostruita scorrendo le pagine del nostro blog.
Ecco il Comunicato:

COMUNICATO STAMPA
Fuga dalla realtà, ovvero
“Che ore sono?” “Prosciutto cotto”

Il 25 giugno i sette consiglieri d’opposizione di VIVERE TREZZO e Più Trezzo hanno protocollato una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale per discutere il seguente punto:
-          Richiesta di dimissioni del sindaco Villa Danilo
Questa era formulata nel rispetto degli articoli  20, 21 e 24 del Regolamento del Consiglio Comunale che prevede che queste richieste debbano essere sottoscritte da “almeno un quinto dei consiglieri”, ovvero almeno quattro consiglieri.
La risposta, pervenuta in data odierna, nega la convocazione perché il D. Lgs. 267/2000 e lo Statuto Comunale richiedono, per la presentazione di una mozione di sfiducia al Sindaco, la sottoscrizione di “almeno due quinti dei consiglieri assegnati”, nel caso di Trezzo almeno 8 consiglieri.
Vero! Ma chi ha mai presentato una “mozione di sfiducia”?
Noi, non per caso, abbiamo presentato una “richiesta di dimissioni”, cioè un atto puramente politico, non una “mozione di sfiducia”, cioè uno strumento tecnico. Il primo, la “richiesta”, ha l’obiettivo di chiedere al Sindaco di dimettersi, il secondo, la “mozione” non chiede ma, se approvata, porta automaticamente allo scioglimento del Consiglio Comunale ed al commissariamento del Comune.
Perché questo sindaco (minuscolo) si ostina a prenderci per il naso?
Perché prima sottoscrive un accordo con i Cittadini e poi non lo rispetta?
Perché a chi gli chiede di dimettersi risponde di non aver capito la domanda?
Perché rifiuta il confronto in Consiglio Comunale? Ha forse paura della sua stessa maggioranza?
Soprattutto, perché nessuno dei suoi gli spiega che, scappando, non fa altro che inanellare l’ennesima figura di “palta”?
E, infine, perché Trezzo deve continuare a subire la vergogna di un “primo cittadino” che, ormai da tempo, non è più tale?

GRUPPO CONSILIARE
PIU' TREZZO Mai pagùra

GRUPPO CONSILIARE
VIVERE TREZZO


Trezzo sull’Adda, 13 luglio 2013

lunedì 8 luglio 2013

LA POLITICA CULTURALE DELLA GIUNTA DI DESTRA CHE (PER ORA) GOVERNA TREZZO: UNA RIFLESSIONE SULLA VICENDA DE MICHELI



Pubblichiamo di seguito il testo dell'intervista:
Per  continuare una riflessione sul capitolo della cultura scuola e identità territoriale ti chiedo se l’attuale Amministrazione che governa Trezzo s/a ha investito in qualche modo sulla realtà culturale del nostro comune?
A parte i tagli al settore della scuola e alle iniziative culturali cancellate, di cui abbiamo già parlato, l’unico investimento di questa Amministrazione è stato  la creazione del portale di storia locale e la valorizzazione della Quadreria Crivelli. Tutto bene se non fosse che questa valorizzazione è stata posta in contrapposizione con il fondo De Micheli.
Cosa vuoi dire?
 forse è il caso di rinfrescare un po’ la memoria su quanto è successo in questi quattro anni e fare una ricostruzione storica sui fatti avvenuti rispetto alla vicenda del fondo De Micheli. Purtroppo in questi giorni sta girando nelle caselle postali delle famiglie di Trezzo un volantino che fa una becera propaganda, racconta favole sulla spesa iperbolica di 2 milioni di euro sostenuta dalle precedenti amministrazioni per valorizzare il fondo De Micheli.
Torniamo ai fatti: appena insediata l’Amministrazione Villa si preoccupò di restituire 800 opere di diversi artisti di livello nazionale e internazionale (Guttuso, Sassu, Carpi, Treccani e molti altri maestri del 900…..) agli eredi del critico d’arte De Micheli che li avevano donati alla città di Trezzo per riunificare tutto il fondo De Micheli, perché a dire dell'attuale giunta non sarebbe stata sostenibile la  spesa per la loro catalogazione e valorizzazione, a dire la verità non ci avrebbero neanche provato e noncuranti dei 2000 circa cittadini che avevano firmato una petizione per mantenere le opere a Trezzo, hanno rimandato tutto al mittente.
Ma è di queste opere che si parla quando ci si riferisce al costo di 2 milioni di euro?
No! Il riferimento è alla biblioteca “Ada e  Mario De Micheli” che il critico d’arte aveva regalato alla città di Trezzo nel 1984, si tratta di 23.000 volumi, 200 testate di riviste 2500 stampe 69 disegni della resistenza e molto altro, le precedenti amministrazioni hanno impiegato anni per catalogare tutte queste opere utilizzando fondi comunali, regionali e soprattutto il lavoro di alcuni volontari che avevano  messo a disposizione il loro tempo  a titolo gratuito. La biblioteca era stata inaugurata nel 2008 e oltre alla disponibilità del materiale cartaceo era stata digitalizzata nel sistema bibliotecario nazionale e quindi  fruibile da parte di studiosi a livello nazionale e internazionale. Insomma era una collezione di libri e documenti storici di valore che potevano solo dare lustro alla città di Trezzo.
Ma i costi di questa operazione quali sono stati?
Rispondo con le stesse parole dell’assessore alla cultura  Mazza che nell’ottobre del 2009 spiegava, in un’intervista riportata dalla Gazzetta dell’Adda, il perché della decisone di restituire la donazione De Micheli: ...In circa 25 anni sono stati investiti 640.000 euro, di cui 380.000 a carico del Comune, in queste spese rientrava la ristrutturazione della villa Comunale, dei locali attigui e gli scaffali…..oltre che la catalogazione”ecc.
Come puoi vedere le cifre sono molto diverse da quelle favoleggiate nel volantino di cui abbiamo parlato prima.
Le cifre spese nel corso degli anni non sono certo poche e proprio per questo mi chiedo perché e come abbia potuto l’assessore Mazza e tutta la giunta che governa Trezzo, dilapidare un patrimonio che ha un valore intrinseco molto alto e che è costato ai cittadini di Trezzo una cifra così considerevole?
Perché cosa è successo?
Nel 2009 l’attuale amministrazione decise non solo di restituire le 800 opere agli eredi De Micheli, la cui donazione non era stata ancora perfezionata, ma decise di liberare i locali della biblioteca di tutti i libri del fondo De Micheli, per fare posto alla quadreria Crivelli e donò tuttala la collezione di libri, a fondo perduto, alla Biblioteca di via Senato di Milano di proprietà di Marcello Dell’Utri, perché la custodisse e la valorizzasse per 50 anni, senza chiedere nulla in cambio. All’epoca sempre l’assessore Mazza, sempre alla gazzetta dell’Adda disse che quello era il posto giusto e non Trezzo, perché una  donazione così importante potesse essere  veramente valorizzata.

Come è andata a finire? E’ stata valorizzata?
Certo! E siamo arrivati ai giorni nostri, la biblioteca di via Senato ha chiesto a Trezzo di riprendersi i libri perché per mancanza di fondi era costretta a chiudere e ciliegina sulla torta… a seguito di un’indagine giudiziaria che vede Marcello Dell’Utri indagato nella vicenda relativa ai furti e ai trafugamenti  dei libri antichi perpetrata dall’ex direttore della biblioteca dei gerolamini di Napoli,  i libri del fondo De Micheli sono stati posti sotto sequestro insieme a tutto il patrimonio librario di quella biblioteca.
Il comune di Trezzo ha dovuto chiedere il dissequestro, avvenuto il giorno 31 maggio scorso e invece di riportarli a casa, sperando di averli recuperati tutti quanti, cosa fa l’assessore Mazza?  li regala ancora per 50 anni, senza chiedere nulla in cambio, al comune di Segrate,  che è ben lieto di accoglierli e di valorizzarli. Il prossimo settembre in occasione della festa patronale di quel comune siamo stati tutti invitati nello scorso consiglio comunale dal sindaco Villa a partecipare all’inaugurazione della biblioteca a Segrate.
Che conclusione traiamo da questa vicenda?
A mio parere questo caso è esemplare per spiegare la differenza tra bene pubblico e bene privato.
Un amministratore pubblico non può permettersi di disporre dei beni pubblici come se fossero di sua proprietà, le opere d’arte non devono piacere o meno all’assessore o all’amministratore di turno che ha solo il dovere di tutelare, conservare e promuovere il patrimonio artistico di una comunità,  in un sistema democratico ogni cittadino deve avere la possibilità di scegliere e riconoscersi nelle opere che ritiene, all’interno di una pluralità di offerta.
All’assessore Mazza mi verrebbe da chiedere: cosa penserebbe se un amministratore che viene dopo di lui decidesse di disfarsi della quadreria  Crivelli, perché non di suo gradimento?   Come valuterebbe chi sperpera un patrimonio che è costato tanti sforzi,  fatiche e costi, sostenuti sempre dai cittadini di trezzo? 
Perché occorre sottolinearlo anche questa operazione sulla quadreria costa! ben 10.000 euro per incarichi e consulenze e oltre 100.000 euro per gli interventi strutturali necessari  per un’adeguata collocazione della quadreria  nell’ambiente della biblioteca.
Nel bilancio preventivo 2013 gli unici investimenti sulla cultura sono concentrati proprio su questa operazione e in tempi di crisi e di tagli su tutti i capitoli di spesa non mi sembra una cosa banale.

In conclusione mi sento di dire che se tutti seguissero il metodo di questa amministrazione (distruggere ciò che è stato fatto dai precedenti amministratori) i cittadini avrebbero tutto il diritto di arrabbiarsi e mandare tutti a casa.  

sabato 29 giugno 2013

POLITICA CULTURALE DELLA GIUNTA DI DESTRA CHE (PER ORA) GOVERNA TREZZO: LA DEBACLE

Pubblichiamo un primo intervento sulla politica culturale della giunta di destra.

Il sapere, la conoscenza e l’identità culturale
Nell’analizzare questo programma e i relativi progetti siamo rimasti fortemente colpiti dalle promesse non mantenute o mantenute in senso negativo.
Per esempio, il Piano di Diritto allo Studio,  strumento che regola i rapporti tra Amministrazione e Scuole pubbliche e paritarie, è stato oggetto di forti tagli ai finanziamenti a discapito della qualità dei servizi messi a disposizione degli alunni e delle famiglie: mettendo a confronto quest’anno scolastico con il precedente, i tagli sono stati pari a circa 70.000 euro, prevalentemente sui servizi, sulle pari opportunità e sugli interventi a sostegno della programmazione educativa (progetti); come se non bastasse, sono state ridotte le corse dello scuola bus (la corsa della scuola materna è stata addirittura soppressa) ed è stata abolita la fascia ISEE, così che le famiglie più bisognose si sono trovate un aumento delle tariffe per i trasporti del 50% (da 200 a 300 euro). Per contro dobbiamo dare atto all’amministrazione Villa di aver organizzato in modo adeguato il progetto Piedibus, peraltro non previsto nel programma di mandato. 
Se guardiamo poi al contributo che l’Amministrazione versa alla Scuola pubblica per l’acquisto di materiale di consumo  di supporto alla didattica, si denota a partire dal 2010 una riduzione  complessiva del 20% circa. Di conseguenza le famiglie, già tempo chiamate a sopperire alla mancanza di materiale, portando a scuola per esempio le risme di carta, pennarelli ed altro o contribuendo economicamente tramite il Comitato Genitori, dovranno fare un ulteriore sforzo economico in aggiunta ai precedenti.
Per quanto riguarda il centro Giovani di via Mazzini è stata realizzata una “revisione delle modalità di gestione” per cui ora gli spazi presenti possono essere utilizzati solo a pagamento (per es. 300 Euro a serata per l’utilizzo della sala teatro, 130 euro per 6 ore dello studio di registrazione).
Con l’imposizione dell’affitto dei locali e delle attrezzature, di fatto è stata ridotta considerevolmente, se non negata, ai gruppi giovanili la possibilità di organizzare e strutturare iniziative e progetti all’interno degli ambienti destinati al Centro Giovani, i cui spazi risultano così sotto utilizzati e destinati prevalentemente ad iniziative con fini di lucro. Tutto ciò non ha certo contribuito a valorizzare  i gruppi giovanili esistenti sul territorio o a incentivare nuove  iniziative.
Passiamo al sistema bibliotecario: erano state promesse un’analisi dei servizi erogati, un’indagine presso la cittadinanza al fine di incrementare l’offerta e di potenziare il patrimonio librario: nessuna di queste
promesse è stata realizzata, anzi i giorni di apertura della biblioteca sono  stati ulteriormente ridotti (si potenzia il servizio riducendone la fruibilità!!!)
Nell’ambito delle iniziative culturali, era prevista la prosecuzione del Teatro famiglia, che invece è stata abbandonata, era promesso il mantenimento di iniziative di qualità, in particolare di “Adda Danza” e “Musica nei Cieli”, iniziative a cui l’amministrazione ha deciso di rinunciare, ma che proseguono in altri comuni nell’ambito delle iniziative di promozione culturale della Provincia.