sabato 13 luglio 2013

TREZZO SULL'ADDA - IL SINDACO CHE SCAPPA

Pubblichiamo il comunicato congiunto dei Gruppi Consiliari VIVERE TREZZO  e Più Trezzo emesso dopo che il Sindaco Villa, a capo della Giunta di destra che (per ora ) governa Trezzo, ha rigettato la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale (presentata dai due gruppi di opposizione) con all'ordine del giorno la richiesta di dimissioni dello stesso Sindaco per le note vicende relative al mancato rispetto dell'accordo sulla sospensione del taglio dei tigli secolari davanti alle Scuole Elementari di piazza Italia.

La vicenda può essere agevolmente ricostruita scorrendo le pagine del nostro blog.
Ecco il Comunicato:

COMUNICATO STAMPA
Fuga dalla realtà, ovvero
“Che ore sono?” “Prosciutto cotto”

Il 25 giugno i sette consiglieri d’opposizione di VIVERE TREZZO e Più Trezzo hanno protocollato una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale per discutere il seguente punto:
-          Richiesta di dimissioni del sindaco Villa Danilo
Questa era formulata nel rispetto degli articoli  20, 21 e 24 del Regolamento del Consiglio Comunale che prevede che queste richieste debbano essere sottoscritte da “almeno un quinto dei consiglieri”, ovvero almeno quattro consiglieri.
La risposta, pervenuta in data odierna, nega la convocazione perché il D. Lgs. 267/2000 e lo Statuto Comunale richiedono, per la presentazione di una mozione di sfiducia al Sindaco, la sottoscrizione di “almeno due quinti dei consiglieri assegnati”, nel caso di Trezzo almeno 8 consiglieri.
Vero! Ma chi ha mai presentato una “mozione di sfiducia”?
Noi, non per caso, abbiamo presentato una “richiesta di dimissioni”, cioè un atto puramente politico, non una “mozione di sfiducia”, cioè uno strumento tecnico. Il primo, la “richiesta”, ha l’obiettivo di chiedere al Sindaco di dimettersi, il secondo, la “mozione” non chiede ma, se approvata, porta automaticamente allo scioglimento del Consiglio Comunale ed al commissariamento del Comune.
Perché questo sindaco (minuscolo) si ostina a prenderci per il naso?
Perché prima sottoscrive un accordo con i Cittadini e poi non lo rispetta?
Perché a chi gli chiede di dimettersi risponde di non aver capito la domanda?
Perché rifiuta il confronto in Consiglio Comunale? Ha forse paura della sua stessa maggioranza?
Soprattutto, perché nessuno dei suoi gli spiega che, scappando, non fa altro che inanellare l’ennesima figura di “palta”?
E, infine, perché Trezzo deve continuare a subire la vergogna di un “primo cittadino” che, ormai da tempo, non è più tale?

GRUPPO CONSILIARE
PIU' TREZZO Mai pagùra

GRUPPO CONSILIARE
VIVERE TREZZO


Trezzo sull’Adda, 13 luglio 2013

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