La vicenda può essere agevolmente ricostruita scorrendo le pagine del nostro blog.
Ecco il Comunicato:
COMUNICATO STAMPA
Fuga dalla realtà, ovvero
“Che ore sono?” “Prosciutto cotto”
Il 25 giugno i sette
consiglieri d’opposizione di VIVERE
TREZZO e Più Trezzo hanno protocollato una richiesta di convocazione del
Consiglio Comunale per discutere il seguente punto:
-
Richiesta di dimissioni del sindaco Villa
Danilo
Questa era formulata nel rispetto degli articoli 20, 21 e 24 del Regolamento del Consiglio
Comunale che prevede che queste richieste debbano essere sottoscritte da “almeno
un quinto dei consiglieri”, ovvero almeno quattro consiglieri.
La risposta, pervenuta in data odierna, nega la convocazione perché il
D. Lgs. 267/2000 e lo Statuto Comunale richiedono, per la presentazione di una mozione di sfiducia al Sindaco, la
sottoscrizione di “almeno due quinti dei consiglieri assegnati”, nel caso di
Trezzo almeno 8 consiglieri.
Vero! Ma chi ha mai presentato una “mozione di sfiducia”?
Noi, non per caso, abbiamo
presentato una “richiesta di dimissioni”, cioè un atto puramente politico, non
una “mozione di sfiducia”, cioè uno strumento tecnico. Il primo, la “richiesta”,
ha l’obiettivo di chiedere al Sindaco di dimettersi, il secondo, la “mozione”
non chiede ma, se approvata, porta automaticamente allo scioglimento del
Consiglio Comunale ed al commissariamento del Comune.
Perché questo sindaco (minuscolo) si ostina a prenderci per il naso?
Perché prima sottoscrive un accordo con i Cittadini e poi non lo rispetta?
Perché a chi gli chiede di dimettersi risponde di non aver capito la
domanda?
Soprattutto, perché nessuno dei suoi gli spiega che, scappando, non fa
altro che inanellare l’ennesima figura di “palta”?
E, infine, perché Trezzo deve
continuare a subire la vergogna di un “primo cittadino” che, ormai da
tempo, non è più tale?
GRUPPO CONSILIARE
PIU' TREZZO Mai pagùra
GRUPPO CONSILIARE
VIVERE TREZZO
Trezzo sull’Adda, 13 luglio 2013
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