mercoledì 25 aprile 2012

LA VOCE DI VIVERE TREZZO. TRA IL DIRE E IL WELL...FARE

Tratto dal giornale di VIVERE TREZZO del mese di aprile 2012

In prossimità dell’anno nuovo, l’Amministrazione Villa,  ha provveduto a pianificare la propria politica per definire  i costi di importanti voci di spesa riguardanti i servizi ai cittadini e con apposite delibere di Giunta Comunale ha approvato le nuove tariffe.  Più nel dettaglio le voci riguardano i servizi scolastici come la mensa e trasporto alunni, le prestazioni socio-assistenziali sia ai minori e diversamente abili sia agli anziani a domicilio, le rette per ricoveri in strutture residenziali e semiresidenziali, le tariffe dell’Asilo Nido Comunale, l’utilizzo delle strutture per attività sportive, i servizi cimiteriali, nonché le spese per atti di competenza della Polizia Locale; ed infine per ultimo, ma non certo di minore importanza, i contributi annuali delle Associazioni di volontariato con finalità socio-ricreative, sportive e culturali.

Analizzando le delibere con le precedenti si può notare che le tariffe per i servizi scolastici già aumentate in precedenza non sono lievitate e gran parte dei servizi socio-assistenziali sono rimasti invariati. Gli aumenti hanno riguardato le tariffe della piscina comunale per gli impianti sportivi, quelle per l’utilizzo delle sale di proprietà del Comune, peraltro già ritoccate di recente, i servizi cimiteriali  (nuovi loculi e spese per tumulazione), e buona parte delle prestazioni per procedimenti di competenza della Polizia Locale.
VIVERE TREZZO non può che cogliere con favore che soprattutto le tariffe per servizi sociali siano rimaste invariate, se non fosse che la retta minima dell’Asilo Nido Comunale “Setti Carraro”  nel giro di soli due anni è  più che raddoppiata (aumenti di 100 Euro/anno).  
Ecco le variazioni:
Anno scolastico/Retta         2009/2010                2010/2011       2011/2012       2012/2013
 minima/mese resid.                    163,00                          250,00               250,00                            350,00
 massima/mese   resid.                542,00                          553,00               553,00                            553,00
 non residenti                            638,00                          650,00               650,00                            700,00

Le rette sopraesposte si riferiscono alla fascia oraria ordinaria dalle 7.30 alle 16.30, mentre l’estensione prolungata dalle 16.30 alle 18.00 ha un ulteriore costo di € 70,00/mensile; sono altresì previste fasce orarie inferiori (di 5 ore e trenta diversificate nell’arco della giornata e tutte comprensive di pasto) con una riduzione della tariffa ordinaria del 30%. Il part-time ora previsto su fascia oraria ordinaria (7.30-16.30) per 3 giorni a settimana prevede una riduzione del 30% mentre per i 4 giorni a settimana la riduzione è del 10% sulla tariffa completa. Le rette vengono calcolate applicando il 3,1% su base ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) coefficiente che fino all’anno 2010 era del 2,1% e con questa variazione ha sostanzialmente determinato un aumento del 50%.
Questa tendenza rischia di far avvitare in senso negativo il Welfare della famiglia con particolare riferimento al lavoro delle donne (è risaputo che la percentuale delle donne occupate in Italia si trova come fanalino di coda rispetto ai paesi europei, con l’aggravante di essere anche meno pagate rispetto agli uomini). L’aumento della retta minima metterà in seria difficoltà le donne con condizioni economiche meno favorevoli che per continuare a lavorare dopo una maternità, si vedranno assorbire gran parte del proprio stipendio per la retta del Nido.
Nel caso specifico si vuole evidenziare che l’Asilo Nido Comunale è una struttura pubblica e oltre ad essere riconosciuto per l’ottima soluzione educativa, la sua funzione naturale è il sostegno dell’ Welfare al femminile, in particolare per sostenere le donne che non hanno aiuti interni alla famiglia, ad avere una prospettiva di un futuro migliore per sé e per i propri figli.
Il rischio che si intravede in questa scelta è che non sia funzionale alla politica della famiglia (come Lei sig. Sindaco, ha più volte dichiarato di sostenere tramite l’informatore comunale e la stampa locale),  con il risultato che questo Asilo Nido Comunale servirà solo a soddisfare l’utenza privilegiata e disincentivare il lavoro delle donne con redditi più bassi.
Ci si domanda, cari cittadini, è solo un caso che la lista d’attesa dell’Asilo Nido Comunale “Setti Carraro” nel giro di poco tempo  si è notevolmente ridotta? Ma, ahimè, la visione di questa amministrazione è più rivolta a trovare soluzioni di tipo privatistico piuttosto che far funzionare la struttura pubblica;  ne è la prova anche il nuovo regolamento Asilo Nido approvato nel Consiglio Comunale del 12 Marzo u.s.,  dove tutte e due le opposizioni hanno votato in modo contrario.
 A VIVERE TREZZO di questo regolamento non ha convinto soprattutto il nuovo criterio della graduatoria per l’ammissione dei piccoli alla struttura, ci saremmo aspettati che i casi di disagio sociale e alcune situazioni genitoriali particolari venissero valutate con maggiore attenzione e si fosse riservata maggiore accoglienza, come troviamo discriminante l’aspetto della territorialità per l’ammissione   (5 anni di residenza), e pure poco chiara è la retta per frequenze diverse dalla fascia ordinaria.
ASSOCIAZIONISMO E VOLONTARIATO
In merito a questo tema VIVERE TREZZO ha da sempre considerato molto importante l’operosità ed il dinamismo sociale delle Associazioni, per questo motivo pensiamo che tutte le associazioni a carattere volontaristico debbano essere sostenute, anche economicamente, dalle amministrazioni comunali. Un sostegno equo, non discriminante, per stimolo alla progettualità. Purtroppo dobbiamo constatare con rammarico che l’amministrazione Villa ha una diversa concezione nei confronti delle associazioni, perché ci risulta dalle deliberazioni approvate dalla Giunta Comunale che non tutte siano state trattate in egual misura. Lo sviluppo creativo di attività e le azioni solidaristiche che il mondo del volontariato mette in campo insieme alla rete di aggregazione sociale fra i cittadini, a nostro avviso,  debbono essere  considerate un arricchimento per la città; il recente passato dimostra quanto questo prezioso patrimonio abbia concorso, insieme alla storia e alla cultura di questo paese, al meritato riconoscimento onorifico del titolo di Città. Siamo tutti consapevoli che i tempi costringono gli Enti Locali ad economizzare, ma noi di VIVERE TREZZO  auspichiamo che nelle priorità di un’ amministrazione devono essere salvaguardati i valori della persona della solidarietà e del bene comune.
Di fatto il problema è un altro: sono le scelte politiche a fare la differenza sulle voci di spesa del bilancio ed inoltre alla politica tanto annunciata qualche volta dovrebbero seguire anche  i fatti.

martedì 17 aprile 2012

“OBTORTO COLLO” Ovvero … di necessità virtù!

dal giornale di VIVERE TREZZO- Aprile 2012


Il percorso che ha portato all’approvazione del PGT è stabilito dalla legge e prevede alcuni passaggi obbligatori che riassumiamo in modo semplificato:
·         Adozione del PGT e pubblicazione
·         Presentazione delle “osservazioni” al PGT (cioè proposte di modifiche) entro 90 giorni dalla pubblicazione
·         Acquisizione dei pareri degli Enti sovra-comunali (ARPA, ASL, Parco Adda Nord, Provincia e Regione).
·         Definizione, da parte dell’amministrazione entro 60 giorni, delle “contro-deduzioni” alle osservazioni; in pratica l’amministrazione per ogni osservazione propone se accettarla completamente, in parte o respingerla.

Al termine di questo percorso, nel Consiglio Comunale del 22 Dicembre 2011, l’amministrazione Villa ha presentato 251 (duecentocinquantuno) contro-deduzioni alle 104 (centoquattro) osservazioni pervenute da Cittadini, Associazioni, Imprese, Professionisti ed Operatori immobiliari; nel corso della seduta fiume, iniziata alle 9 e finita alle 18, ogni contro-deduzione è stata discussa e votata.

Il numero delle osservazioni (104) sarebbe già di per sé significativo delle carenze del PGT proposto dall’amministrazione, nonché segnale evidente dello scarso coinvolgimento preliminare dei Cittadini nell’elaborazione del PGT stesso.
Ancor più significative sono le 37 (trentasette) osservazioni proposte dall’Ufficio Tecnico del Comune, ufficio che dovrebbe essere uno dei principali soggetti coinvolti nella definizione dei contenuti del PGT, ma che, evidentemente, è stato tenuto ai margini del processo di elaborazione del piano.

Senza entrare nel dettaglio di ogni osservazione, dobbiamo rilevare come l’orientamento dei nostri amministratori sia stato quello di assecondare buona parte delle richieste provenienti dagli Operatori immobiliari, che legittimamente fanno i loro interessi; interessi che tuttavia risultano essere in contrasto con l’apparente obiettivo principale di questo nuovo PGT: il contenimento del consumo di suolo, anche agricolo (ovvero: CONSUMO DI SUOLO AGRICOLO ZERO).
Rispetto a questo tema, sottolineiamo inoltre che l’amministrazione ha respinto in buona parte le osservazioni provenienti dagli Agricoltori trezzesi e dalle Associazioni di categoria, che hanno richiesto modifiche a maggior tutela delle attività agricole.
In merito alle osservazioni dei Cittadini, è evidente una disparità di trattamento tra le diverse richieste: da una parte sono state accolte osservazioni che permettono ad alcuni proprietari di incrementare la capacità edificatoria secondo la logica della “densificazione”; dall’altra, l’amministrazione ha tolto ad alcuni Cittadini la possibilità edificatoria (acquisita nel precedente PGT) su lotti di terreni di proprietà, per i quali questi Cittadini avevano pagato l’imposta comunale sugli immobili - ICI (Area ad est della SP2 ovvero “Nuova Residenza”).

Per ultimo, i cambiamenti più significativi al PGT inizialmente proposto, sono stati apportati dall’amministrazione solo perché obbligata a recepire le pesanti prescrizioni imposte dagli Enti sovra-comunali.
Per esempio, la Provincia, con un parere articolato in 17 (diciassette) pagine, si esprime testualmente come segue:  “Si evidenzia che il bilancio tra il PGT vigente (ndr: quello del 2007) e la revisione oggetto di valutazione, incrementa sensibilmente le aree di trasformazione, riducendo parallelamente le aree destinate ad attività agricola e le aree di compensazione e/o mitigazione ambientale fondamentali per il pregiato e delicato sistema ecologico ambientale del contesto” (cfr. pag. 6).
Numerose sono le modifiche sostanziali imposte dalla Provincia, da ARPA e dal Parco Adda Nord, che l’amministrazione è stata obbligata a recepire; tra le principali citiamo:  
·         Il ripristino del “Parco del Terrazzo di Trezzo”, importante area di tutela ambientale ad ovest della nostra Città, già prevista nel PGT precedente e totalmente cancellato dalla proposta dell’amministrazione Villa.
·         Il ripristino della tutela dei nuclei cascinali, inizialmente non prevista nel PGT proposto
·         La classificazione dell’ex Cava Colombo come “area di interesse paesaggistico”, per prevenire rischi speculativi nel contesto del parco dell’Adda.
·         L’incremento delle tutele del Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Oasi le Foppe”, lambito pericolosamente dalle previsioni edificatorie.
Ricordando che queste importanti modifiche imposte dagli Enti, erano tutte presenti anche nelle osservazioni di VIVERE TREZZO, concludiamo con un ultimo commento: è imbarazzante il surrettizio tentativo dei nostri amministratori di mascherare gli obblighi (NECESSITA’) imposti dagli Enti sovra-comunali, come se fossero una libera e volontaria decisione (VIRTU’)!

OBTORTO COLLO … ovvero: di necessità virtù!

giovedì 12 aprile 2012

LA VOCE DI VIVERE TREZZO

Intervento del Capogruppo ELISABETTA VILLA sull'emendamento al bilancio di previsione 2012 del comune di Trezzo sull'Adda con il quale il gruppo +Trezzo e il gruppo VIVERE TREZZO proponevano la creazione di un fondo di emergenza anticrisi economica.

mercoledì 11 aprile 2012

LA VOCE DI VIVERE TREZZO: QUELLE SCELTE SCIAGURATE DEL PGT




C'eravamo illusi che i motivi che l'Amministrazione Comunale aveva messo a fondamenta della scelta di rivedere il PGT fossero con buona probabilità validi e che lo strumento del Piano di Governo del Territorio avrebbe perseguito questi obiettivi.

Ma quali erano gli obiettivi che il PGT si prefiggeva? Vale la pena di richiamarli:

1)      maggiore salvaguardia delle zone agricole - con particolare attenzione a quelle poste ad ovest della tangenziale

2)      contenimento del consumo di suolo;

3)      verifica degli effetti della previsione di po-tenziamento della mobilità pubblica relativa  al prolungamento della linea metropolitana

4)      consolidamento delle aree urbanizzate

5)      valorizzazione delle aree a servizi esistenti e in previsione;

Ora sarà un caso, ma deve essere un caso veramente sfortunato, che i più significativi - Ambiti di Trasformazione – ovvero quelle aree su cui l'amministrazione intende operare forti trasformazioni, sono ubicate ad ovest della tangenziale come  AT1 Fornace dell'Adda – AT2 Gras Calce Nord,  oppure a ridosso di quest'ultima come  AT3 Brasca Nord – AT4 Brasca sud ;
Va da sé che se si vuole difendere il suolo agricolo, non appare del tutto sensato riempirlo qui e là di zone Commerciali/Industriali/Terziario-direzionali,  anche perché sappiamo tutti come finiscono queste cose, presto o tardi questi insediamenti chiederanno di allargarsi ed espandersi e così facendo, la nostra bella Trezzo, che ad est è bagnata dall'Adda ed a sud ha il vincolo dell'Autostrada A4, verrà presto murata ad ovest da file interminabili di capannoni lungo la tangenziale. Non crediamo che i cittadini ne sentissero il bisogno!

Come avverranno queste trasformazioni? Da una lettura delle norme tecniche di attuazione, si capisce molto bene che grande spazio avranno le “monetizzazioni”, che in sostanza significano “pagando si ottiene tutto”. Ciò significa che, se per realizzare determinati interventi non saranno sufficienti i parcheggi o le aree a verde dovute per Legge, si potranno tranquillamente “monetizzare” ovvero pagando una cifra a mq al Comune, si potrà procedere come se tutto fosse in regola, ci penserà il Comune poi (forse) a ripristinare gli standard mancanti.
Nell'arco di qualche anno i risultati di una siffatta politica urbanistica saranno purtroppo sotto gli occhi di tutti, pagando un prezzo salato alla qualità urbana ed alla vita di tutti i cittadini.

Anche le previsioni di servizi pubblici, come scuole, impianti sportivi, attività culturali, sono stati drasticamente ridimensionati, purtroppo senza effettuare una reale verifica dei bisogni e delle necessità presenti e future. 
Così come si è scelto di prevedere l'arrivo della stazione della Metropolitana, ammesso che mai verrà prolungata la linea di Gessate, ma non una parola, non uno studio d'impatto viabilistico, non una simulazione sugli effetti che una simile scelta rischia di provocare sul territorio.

lunedì 9 aprile 2012

25 APRILE - LE INIZIATIVE DELL'ANPI

VIVERE TREZZO SOSTIENE E PROMUOVE LE INIZIATIVE ORGANIZZATE DA ANPI PER CELEBRARE LA FESTA DELLA LIBERAZIONE


*    il 14 aprile 2012 alle ore 21,00 presso Società Operaia di Mutuo Soccorso, Piazza S. Stefano 2 Trezzo sull’Adda, incontro, con proiezione di film sulla storia delle Aquile Randagie e canti scout dal titolo "Aquile Randagie, una storia di Resistenza" a cura della Fondazione Monsignor Ghetti-Baden in collaborazione con ANPI Trezzo sull'Adda. Sarà Presente Mons. Barbareschi:
 Giusto tra le Nazioni, Prete delle Fiamme Verdi e Medaglia d’argento alla Resistenza;
*    dal 21 aprile 2012 al 29 aprile 2012 presso il teatro il Portico, in Via Monsignor Grisetti a Trezzo sull'Adda, mostra dal titolo: “E come potevamo noi cantare…” dedicata ad Albertina Quadri con opere sulla Resistenza, della collezione De Micheli, a cura dell'associazione Arte a Trezzo in collaborazione con l’ANPI di Trezzo sull'Adda. L’inaugurazione avrà luogo alle ore 16,00 del 21 aprile 2012. Gli orari di apertura saranno dalle ore 10,00 alle ore 12,00 al mattino e dalle ore 15,00 alle ore 18,00 al pomeriggio, sabato e domenica. Il 25 aprile la mostra sarà aperta nel pomeriggio, dopo il corteo cittadino, dalle ore 15,00 alle ore 18,00;
*    il 21 aprile 2012 alle ore 21,00 presso l'associazione Libro Aperto, Piazza Nazionale 18 Trezzo sull’Adda, incontro con un rappresentante dell'associazione Osservatorio Democratico sul fenomeno delle nuove destre.
Sarà presente l'autore del libro "Fascisti a Milano";
*    Il 25 aprile 2012 dalle ore 12,30, presso l’associazione Libro Aperto in Piazza Nazionale 18 dopo le celebrazioni di rito e il corteo, Pranzo Partigiano costo 29.00 €. Concluderà la giornata il coro” LA CUMBRICOLA DE TRESS”. Per prenotare telefonare, entro il giorno 23 aprile, al numero   338 2554945  oppure inviare E-mail a anpitrezzo@virgilio.it.
*    Soldelladda, in collaborazione con ANPI Trezzo e Parole di Resistenza, organizza una gita in un luogo della memoria. Domenica 29 Aprile siete tutti invitati a partire con noi in direzione Casa della Resistenza a Fondotoce.
Prenotazioni all'indirizzo: soldelladda@gmail.com con OBBLIGATORIA conferma telefonica ai numeri: 3394336032 (Diego) o 3336868598 (Erika); i numeri possono essere utilizzati per la prenotazione per chi non possiede una casella di posta elettronica.
Alla prenotazione richiesta una caparra di 15,00 € da versare presso la Bottega de Commercio Equo e Solidale di Trezzo in via Giovine Italia 7. Costo totale indicativo 35,00 € (costo partecipazione bambini da concordare) comprensivo di: viaggio A/R in pullman GT, pranzo all'osteria, visite guidate.



giovedì 5 aprile 2012

GRASSI: L’ASSESSORE COCCHIERE e IL SENSO DEL RIDICOLO


Quando si è diffusa la notizia, in città, che il carnevale di Trezzo, il Povero Piero, aveva ottenuto il riconoscimento di “Meraviglia Italiana” ( http://www.meravigliaitaliana.it ), una delle domande ricorrenti era:
RIUSCIRA’ l’assessore Grassi ad evitare di coprire sé e la sua Giunta di ridicolo cercando di appropriarsi del merito, come la mosca cocchiera delle favole, del successo dell’impegno di tanta gente e tanti amministratori nel corso degli anni?”
Leggiamo poche righe del suo intervento sull’Informatore Comunale: “Dal 1976 il “Povero Piero” è il simbolo del carnevale trezzese, ma il successo degli ultimi tre anni è innegabile ed esponenziale” e abbiamo, al netto di una frase dalla costruzione logica latente,  la risposta . NON E’ RIUSCITO!

domenica 1 aprile 2012

COSA ACCADE IN CITTA'

dal numero di APRILE del giornale di VIVERE TREZZO. L'Editorale di ELISABETTA VILLA


Anche quest’anno, seppure con un po’ di ritardo sui tempi, dovuto alle novità introdotte dal Governo Monti, è stato approvato (nel Consiglio Comunale del 12 Marzo) il Bilancio di Previsione per l’anno 2012, cioè l’atto di governo fondamentale che il Consiglio Comunale ha l’obbligo di approvare e dal quale emergono le scelte politiche fondamentali dell’Amministrazione per il futuro della nostra città.  

Ad una lettura superficiale infatti il bilancio potrebbe sembrare solo un insieme di numeri, ma non è così: il bilancio di previsione è un insieme di scelte, di cui i numeri sono solo la parte tecnica dietro a cui si nascondono le strategie politiche dell’Amministrazione.
Nonostante infatti spesso si sostenga il contrario (come fa puntualmente il Signor Sindaco) è una scelta e solo ed unicamente una scelta decidere di tagliare in determinati settori piuttosto che in altri, così come è una scelta praticare i cosiddetti “tagli lineari”, cioè tagliare sempre e comunque per ridurre le spese, e non ci sono mai scelte obbligate.
Nonostante anche quest’anno non ci sia stata data la possibilità di esaminare a fondo questo importante documento, poiché non ci è stato consegnato il bilancio di previsione articolato per capitoli (cioè quel documento in cui vengono elencate tutte le singole voci di entrata e di spesa), che è l’unico strumento che consente di comprendere quali siano le effettive entrate previste per il Comune e come si prevede di spendere concretamente (voce per voce) i soldi derivanti da queste entrate, noi di VIVERE TREZZO un tentativo di esaminare a fondo questo bilancio di previsione lo abbiamo fatto, e quello che abbiamo visto non ci è piaciuto, e non riteniamo di poterlo condividere.
Ciò che balza maggiormente agli occhi sono le consistenti diminuzioni relative alle spese correnti in quasi tutti i settori, ma principalmente in due settori fondamentali per la vita dei cittadini: la scuola e i servizi sociali.
Il settore dell’istruzione pubblica vede infatti una diminuzione delle spese ad esso destinate pari al 12% rispetto alle previsioni definitive dell’anno in corso (in numeri si tratta di una diminuzione pari a 91.443,00 €), mentre il settore dei servizi sociali vede una diminuzione pari al 10% sempre rispetto alle previsioni definitive dello scorso anno, diminuzione che se in percentuale appare minore, nei numeri è decisamente rilevante (circa 186.215,00 € in meno).
Tra queste diminuzioni nel settore sociale colpiscono in particolare quelle relative all’asilo nido (meno 51.159,29 €), nonostante il ritocco verso l’alto delle tariffe (ma cosa importa delle donne che lavorano al nostro Sindaco? E se hanno i bambini che stiano a casa …che diamine!), e quella relativa all’assistenza e ai servizi alla persona (meno 145.373,10 €), diminuzione questa che mal si concilia con le motivazioni usate dalla maggioranza per respingere un emendamento delle minoranze che proponeva la creazione di un fondo di solidarietà a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi del lavoro, in aggiunta alle risorse già esistenti.
Altri tagli consistenti spiccano nel settore della tutela dell’ambiente e del territorio (in particolare per quel che riguarda i parchi) dove nelle spese correnti si registra una diminuzione pari a 116.533,06 € e nelle spese in conto capitale si registra una contrazione effettiva degli investimenti pari a circa 170.000,00 €, e nel settore della cultura, dove si registra per quel che riguarda le spese correnti una diminuzione pari ad € 51.409,90.
Potremmo continuare ancora, tanti sono infatti i tagli che si registrano in questo bilancio, ma preferiamo limitarci a questi esempi maggiormente rilevanti, che ci indicano con sufficiente chiarezza (anche se non sappiamo, per i motivi che abbiamo spiegato in precedenza, su quali voci specifiche vadano ad incidere effettivamente questi tagli) le scelte di questa amministrazione che penalizza i settori di maggiore importanza per la qualità della vita dei cittadini.
Investire sulla scuola pubblica non significa forse investire sul futuro delle nuove generazioni? Investire nel sociale non significa forse mettersi al servizio dei più deboli? Trascurare l’ambiente ed il territorio, ed in particolare i parchi non significa forse aumentare il degrado della nostra città, a discapito ancora una volta della qualità della vita di chi la città la vive quotidianamente?
Certo non è facile fare un bilancio di questi tempi, dove la riduzione dei trasferimenti e delle entrate produce inevitabilmente una contrazione della spesa, ma non ci pare di individuare in questo bilancio una strategia precisa che, superata la crisi, ci consentirebbe di ripartire magari non proprio da zero.
Ci pare in sintesi un bilancio povero di idee e povero di contenuti, dove al di là delle tante belle parole dei programmi di mandato che vengono riportati, non vi è alcun tipo di iniziativa concreta che faccia seguire i fatti alle parole e che trascura ciò che è fondamentale per la vita di tutti noi, in primo luogo servizi efficienti e sostegno nei momenti di difficoltà.
Per tutto questo, pur comprendendo le difficoltà del momento e la situazione di forte crisi che tutto il nostro paese sta vivendo, non abbiamo potuto essere favorevoli a questo bilancio di previsione.
E’ bene però sottolineare che, nello spirito propositivo che ci contraddistingue (anche se il Signor Sindaco sul punto ci accusa sempre di non fare proposte, fatto che non corrisponde a verità), non ci siamo semplicemente limitati a considerare negativamente questo bilancio, ma, unitamente ai Consiglieri Comunali di PIU’ TREZZO, abbiamo anche cercato di dare un contributo concreto, anche se minimo, affinchè questo bilancio potesse essere un po’ migliorato nell’interesse di tutti i cittadini.
E lo abbiamo fatto presentando tre emendamenti, convinti che per una volta sarebbero stati messi da parte i pregiudizi e sarebbero invece state valutate seriamente le nostre proposte: così non è stato, perché ancora una volta è prevalso l’interesse di parte (al Signor Sindaco non piace proprio che qualcuno faccia delle proposte, soprattutto se a farle è l’opposizione) sull’interesse dei cittadini.
Con questi emendamenti (tutti respinti con non ben specificate motivazioni “tecniche”, che ci hanno lasciato molto perplessi), e soprattutto con i primi due (creazione di un fondo di solidarietà per aiutare le famiglie colpite dalla crisi del lavoro, e aumento delle aliquote IMU per categorie di immobili particolari) non avevamo infatti proposto grandi modifiche, ma piccoli interventi (nell’ordine dei 30.000,00 € il primo e circa 50.000,00 € il secondo) che avrebbero potuto alleviare i tagli nel settore sociale a cui era destinata la gran parte di questi soldi, e in parte nel settore della cultura (ma il parere che boccia il primo emendamento sostiene che i fondi nel settore sociale sono più che sufficienti, nonostante i 140,000,00 € in meno sulle voci riguardanti l’assistenza e i servizi alla persona…….).
Diverso invece il discorso sul terzo emendamento che proponeva di creare un fondo (pari ad € 180.000,00, da ricavarsi dall’alienazione di beni immobili comunali e già previsti dalla stessa amministrazione, ma inspiegabilmente non messi a bilancio) per eventuali interventi da parte del Comune e nel limite di quanto di sua competenza per la risoluzione del problema delle barriere antirumore vicino all’autostrada, problema che affligge i residenti delle Vie S.G. Bosco, Paradiso e San Vincenzo: questo emendamento è stato respinto dall’Amministrazione perché illegittimo (Ingegner Negri, come mai non è venuto a sostenerlo in Consiglio?).
Quello che però veniva chiesto dalle minoranze NON era un intervento diretto sulle barriere, ma le creazione di “un fondo a sostegno di tutte le iniziative che l’Amministrazione Comunale vorrà e potrà mettere in atto per perseguire tutte le strade atte a porre fine a questa incresciosa  e dannosa situazione”.
Nessuno ha mai pensato e tantomeno scritto (a parte il Signor Sindaco in campagna elettorale quando doveva prendere dei voti) che il Comune possa o debba intervenire direttamente sulle barriere di proprietà della Società Autostrade (perché noi lo sappiamo da sempre che le barriere sono di proprietà della Società Autostrade, mentre il Sindaco se lo dimentica ogni volta che deve reiterare le sue mancate promesse elettorali, salvo poi ricordarselo per respingere gli emendamenti).
Ciò che abbiamo proposto è semplicemente un accantonamento di fondi per spese a cui il Comune dovrà eventualmente concorrere per risolvere la situazione, quindi nulla di illegittimo da parte nostra, ma solo la volontà di contribuire a risolvere un problema che affligge dei nostri concittadini.
Dunque pur nella difficoltà di lettura dei documenti e pur sapendo che, senza conoscere i capitoli (cioè le singole voci), proporre emendamenti è una cosa molto difficile (eh sì, perché tra le motivazioni che hanno respinto gli emendamenti vi è anche quella che li considera troppo generici, ed in Consiglio il Capogruppo Tiraboschi, nella smania di darci una lezione sulle sue capacità ha finalmente riconosciuto che per proporre gli emendamenti bisogna conoscere i capitoli………..benvenuto nella realtà …..sono tre anni che lo sosteniamo, ma ci viene detto il contrario, salvo poi respingere gli emendamenti perché generici!!) abbiamo comunque voluto dare un contributo propositivo, contributo che, come sempre, è caduto nel vuoto.