Anche
quest’anno, seppure con un po’ di ritardo sui tempi, dovuto alle novità
introdotte dal Governo Monti, è stato approvato (nel Consiglio Comunale del 12
Marzo) il Bilancio di Previsione per l’anno 2012, cioè l’atto di governo fondamentale
che il Consiglio Comunale ha l’obbligo di approvare e dal quale emergono le scelte
politiche fondamentali dell’Amministrazione per il futuro della nostra
città.
Ad
una lettura superficiale infatti il bilancio potrebbe sembrare solo un insieme di
numeri, ma non è così: il bilancio di previsione è un insieme di scelte, di cui
i numeri sono solo la parte tecnica dietro a cui si nascondono le strategie
politiche dell’Amministrazione.
Nonostante infatti spesso si sostenga il contrario (come
fa puntualmente il Signor Sindaco) è una scelta e solo ed unicamente una scelta
decidere di tagliare in determinati settori piuttosto che in altri, così come è
una scelta praticare i cosiddetti “tagli lineari”, cioè tagliare sempre e
comunque per ridurre le spese, e non ci sono mai scelte obbligate.
Nonostante
anche quest’anno non ci sia stata data la possibilità di esaminare a fondo
questo importante documento, poiché non ci è stato consegnato il bilancio di
previsione articolato per capitoli (cioè quel documento in cui vengono elencate
tutte le singole voci di entrata e di spesa), che è l’unico strumento che
consente di comprendere quali siano le effettive entrate previste per il Comune
e come si prevede di spendere concretamente (voce per voce) i soldi derivanti da
queste entrate, noi di VIVERE TREZZO un tentativo di esaminare a fondo
questo bilancio di previsione lo abbiamo fatto, e quello che abbiamo visto non
ci è piaciuto, e non riteniamo di poterlo condividere.
Ciò che balza maggiormente
agli occhi sono le consistenti diminuzioni relative alle spese correnti in
quasi tutti i settori, ma principalmente in due settori fondamentali per la
vita dei cittadini: la scuola e i servizi sociali.
Il settore dell’istruzione
pubblica vede infatti una diminuzione delle spese ad esso destinate pari al 12%
rispetto alle previsioni definitive dell’anno in corso (in numeri si tratta di
una diminuzione pari a 91.443,00 €), mentre il settore dei servizi sociali vede
una diminuzione pari al 10% sempre rispetto alle previsioni definitive dello
scorso anno, diminuzione che se in percentuale appare minore, nei numeri è
decisamente rilevante (circa 186.215,00 € in meno).
Tra queste diminuzioni nel
settore sociale colpiscono in particolare quelle relative all’asilo nido (meno
51.159,29 €), nonostante il ritocco verso l’alto delle tariffe (ma cosa importa
delle donne che lavorano al nostro Sindaco? E se hanno i bambini che stiano a
casa …che diamine!), e quella relativa all’assistenza e ai servizi alla persona
(meno 145.373,10 €), diminuzione questa che mal si concilia con le motivazioni
usate dalla maggioranza per respingere un emendamento delle minoranze che
proponeva la creazione di un fondo di solidarietà a sostegno delle famiglie
colpite dalla crisi del lavoro, in aggiunta alle risorse già esistenti.
Altri tagli consistenti
spiccano nel settore della tutela dell’ambiente e del territorio (in
particolare per quel che riguarda i parchi) dove nelle spese correnti si
registra una diminuzione pari a 116.533,06 € e nelle spese in conto capitale si
registra una contrazione effettiva degli investimenti pari a circa 170.000,00
€, e nel settore della cultura, dove si registra per quel che riguarda le spese
correnti una diminuzione pari ad € 51.409,90.
Potremmo continuare ancora,
tanti sono infatti i tagli che si registrano in questo bilancio, ma preferiamo
limitarci a questi esempi maggiormente rilevanti, che ci indicano con
sufficiente chiarezza (anche se non sappiamo, per i motivi che abbiamo spiegato
in precedenza, su quali voci specifiche vadano ad incidere effettivamente questi
tagli) le scelte di questa amministrazione che penalizza i settori di maggiore
importanza per la qualità della vita dei cittadini.
Investire sulla scuola
pubblica non significa forse investire sul futuro delle nuove generazioni?
Investire nel sociale non significa forse mettersi al servizio dei più deboli?
Trascurare l’ambiente ed il territorio, ed in particolare i parchi non
significa forse aumentare il degrado della nostra città, a discapito ancora una
volta della qualità della vita di chi la città la vive quotidianamente?
Certo non è facile fare un
bilancio di questi tempi, dove la riduzione dei trasferimenti e delle entrate
produce inevitabilmente una contrazione della spesa, ma non ci pare di
individuare in questo bilancio una strategia precisa che, superata la crisi, ci
consentirebbe di ripartire magari non proprio da zero.
Ci pare in sintesi un
bilancio povero di idee e povero di contenuti, dove al di là delle tante belle
parole dei programmi di mandato che vengono riportati, non vi è alcun tipo di iniziativa
concreta che faccia seguire i fatti alle parole e che trascura ciò che è
fondamentale per la vita di tutti noi, in
primo luogo servizi efficienti e sostegno nei momenti di difficoltà.
Per tutto questo, pur
comprendendo le difficoltà del momento e la situazione di forte crisi che tutto
il nostro paese sta vivendo, non abbiamo potuto essere favorevoli a questo
bilancio di previsione.
E’ bene però sottolineare
che, nello spirito propositivo che ci contraddistingue (anche se il Signor
Sindaco sul punto ci accusa sempre di non fare proposte, fatto che non
corrisponde a verità), non ci siamo semplicemente limitati a considerare
negativamente questo bilancio, ma, unitamente ai Consiglieri Comunali di PIU’
TREZZO, abbiamo anche cercato di dare un contributo concreto, anche se minimo,
affinchè questo bilancio potesse essere un po’ migliorato nell’interesse di
tutti i cittadini.
E
lo abbiamo fatto presentando tre emendamenti, convinti che per una volta
sarebbero stati messi da parte i pregiudizi e sarebbero invece state valutate
seriamente le nostre proposte: così non è stato, perché ancora una volta è
prevalso l’interesse di parte (al Signor Sindaco non piace proprio che qualcuno
faccia delle proposte, soprattutto se a farle è l’opposizione) sull’interesse dei
cittadini.
Con
questi emendamenti (tutti respinti con non ben specificate motivazioni
“tecniche”, che ci hanno lasciato molto perplessi), e soprattutto con i primi
due (creazione di un fondo di solidarietà per aiutare le famiglie colpite dalla
crisi del lavoro, e aumento delle aliquote IMU per categorie di immobili
particolari) non avevamo infatti proposto grandi modifiche, ma piccoli
interventi (nell’ordine dei 30.000,00 € il primo e circa 50.000,00 € il
secondo) che avrebbero potuto alleviare i tagli nel settore sociale a cui era
destinata la gran parte di questi soldi, e in parte nel
settore della cultura (ma il parere che boccia il primo emendamento sostiene
che i fondi nel settore sociale sono più che sufficienti, nonostante i
140,000,00 € in meno sulle voci riguardanti l’assistenza e i servizi alla
persona…….).
Diverso
invece il discorso sul terzo emendamento che proponeva di creare un fondo (pari
ad € 180.000,00, da ricavarsi dall’alienazione di beni immobili comunali e già
previsti dalla stessa amministrazione, ma inspiegabilmente non messi a
bilancio) per eventuali interventi da parte del Comune e nel limite di quanto
di sua competenza per la risoluzione del problema delle barriere antirumore
vicino all’autostrada, problema che affligge i residenti delle Vie S.G. Bosco,
Paradiso e San Vincenzo: questo emendamento è stato respinto
dall’Amministrazione perché illegittimo (Ingegner Negri, come mai non è venuto
a sostenerlo in Consiglio?).
Quello
che però veniva chiesto dalle minoranze NON era un intervento diretto sulle
barriere, ma le creazione di “un fondo a sostegno di
tutte le iniziative che l’Amministrazione Comunale vorrà e potrà mettere in
atto per perseguire tutte le strade atte a porre fine a questa incresciosa e dannosa situazione”.
Nessuno
ha mai pensato e tantomeno scritto (a parte il Signor Sindaco in campagna
elettorale quando doveva prendere dei voti) che il Comune possa o debba
intervenire direttamente sulle barriere di proprietà della Società Autostrade
(perché noi lo sappiamo da sempre che le barriere sono di proprietà della
Società Autostrade, mentre il Sindaco se lo dimentica ogni volta che deve
reiterare le sue mancate promesse elettorali, salvo poi ricordarselo per
respingere gli emendamenti).
Ciò
che abbiamo proposto è semplicemente un accantonamento di fondi per spese a cui
il Comune dovrà eventualmente concorrere per risolvere la situazione, quindi
nulla di illegittimo da parte nostra, ma solo la volontà di contribuire a
risolvere un problema che affligge dei nostri concittadini.
Dunque
pur nella difficoltà di lettura dei documenti e pur sapendo che, senza
conoscere i capitoli (cioè le singole voci), proporre emendamenti è una cosa
molto difficile (eh sì, perché tra le motivazioni che hanno respinto gli
emendamenti vi è anche quella che li considera troppo generici, ed in Consiglio
il Capogruppo Tiraboschi, nella smania di darci una lezione sulle sue capacità
ha finalmente riconosciuto che per proporre gli emendamenti bisogna conoscere i
capitoli………..benvenuto nella realtà …..sono tre anni che lo sosteniamo, ma ci
viene detto il contrario, salvo poi respingere gli emendamenti perché
generici!!) abbiamo comunque voluto dare un contributo propositivo, contributo
che, come sempre, è caduto nel vuoto.
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