domenica 1 aprile 2012

COSA ACCADE IN CITTA'

dal numero di APRILE del giornale di VIVERE TREZZO. L'Editorale di ELISABETTA VILLA


Anche quest’anno, seppure con un po’ di ritardo sui tempi, dovuto alle novità introdotte dal Governo Monti, è stato approvato (nel Consiglio Comunale del 12 Marzo) il Bilancio di Previsione per l’anno 2012, cioè l’atto di governo fondamentale che il Consiglio Comunale ha l’obbligo di approvare e dal quale emergono le scelte politiche fondamentali dell’Amministrazione per il futuro della nostra città.  

Ad una lettura superficiale infatti il bilancio potrebbe sembrare solo un insieme di numeri, ma non è così: il bilancio di previsione è un insieme di scelte, di cui i numeri sono solo la parte tecnica dietro a cui si nascondono le strategie politiche dell’Amministrazione.
Nonostante infatti spesso si sostenga il contrario (come fa puntualmente il Signor Sindaco) è una scelta e solo ed unicamente una scelta decidere di tagliare in determinati settori piuttosto che in altri, così come è una scelta praticare i cosiddetti “tagli lineari”, cioè tagliare sempre e comunque per ridurre le spese, e non ci sono mai scelte obbligate.
Nonostante anche quest’anno non ci sia stata data la possibilità di esaminare a fondo questo importante documento, poiché non ci è stato consegnato il bilancio di previsione articolato per capitoli (cioè quel documento in cui vengono elencate tutte le singole voci di entrata e di spesa), che è l’unico strumento che consente di comprendere quali siano le effettive entrate previste per il Comune e come si prevede di spendere concretamente (voce per voce) i soldi derivanti da queste entrate, noi di VIVERE TREZZO un tentativo di esaminare a fondo questo bilancio di previsione lo abbiamo fatto, e quello che abbiamo visto non ci è piaciuto, e non riteniamo di poterlo condividere.
Ciò che balza maggiormente agli occhi sono le consistenti diminuzioni relative alle spese correnti in quasi tutti i settori, ma principalmente in due settori fondamentali per la vita dei cittadini: la scuola e i servizi sociali.
Il settore dell’istruzione pubblica vede infatti una diminuzione delle spese ad esso destinate pari al 12% rispetto alle previsioni definitive dell’anno in corso (in numeri si tratta di una diminuzione pari a 91.443,00 €), mentre il settore dei servizi sociali vede una diminuzione pari al 10% sempre rispetto alle previsioni definitive dello scorso anno, diminuzione che se in percentuale appare minore, nei numeri è decisamente rilevante (circa 186.215,00 € in meno).
Tra queste diminuzioni nel settore sociale colpiscono in particolare quelle relative all’asilo nido (meno 51.159,29 €), nonostante il ritocco verso l’alto delle tariffe (ma cosa importa delle donne che lavorano al nostro Sindaco? E se hanno i bambini che stiano a casa …che diamine!), e quella relativa all’assistenza e ai servizi alla persona (meno 145.373,10 €), diminuzione questa che mal si concilia con le motivazioni usate dalla maggioranza per respingere un emendamento delle minoranze che proponeva la creazione di un fondo di solidarietà a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi del lavoro, in aggiunta alle risorse già esistenti.
Altri tagli consistenti spiccano nel settore della tutela dell’ambiente e del territorio (in particolare per quel che riguarda i parchi) dove nelle spese correnti si registra una diminuzione pari a 116.533,06 € e nelle spese in conto capitale si registra una contrazione effettiva degli investimenti pari a circa 170.000,00 €, e nel settore della cultura, dove si registra per quel che riguarda le spese correnti una diminuzione pari ad € 51.409,90.
Potremmo continuare ancora, tanti sono infatti i tagli che si registrano in questo bilancio, ma preferiamo limitarci a questi esempi maggiormente rilevanti, che ci indicano con sufficiente chiarezza (anche se non sappiamo, per i motivi che abbiamo spiegato in precedenza, su quali voci specifiche vadano ad incidere effettivamente questi tagli) le scelte di questa amministrazione che penalizza i settori di maggiore importanza per la qualità della vita dei cittadini.
Investire sulla scuola pubblica non significa forse investire sul futuro delle nuove generazioni? Investire nel sociale non significa forse mettersi al servizio dei più deboli? Trascurare l’ambiente ed il territorio, ed in particolare i parchi non significa forse aumentare il degrado della nostra città, a discapito ancora una volta della qualità della vita di chi la città la vive quotidianamente?
Certo non è facile fare un bilancio di questi tempi, dove la riduzione dei trasferimenti e delle entrate produce inevitabilmente una contrazione della spesa, ma non ci pare di individuare in questo bilancio una strategia precisa che, superata la crisi, ci consentirebbe di ripartire magari non proprio da zero.
Ci pare in sintesi un bilancio povero di idee e povero di contenuti, dove al di là delle tante belle parole dei programmi di mandato che vengono riportati, non vi è alcun tipo di iniziativa concreta che faccia seguire i fatti alle parole e che trascura ciò che è fondamentale per la vita di tutti noi, in primo luogo servizi efficienti e sostegno nei momenti di difficoltà.
Per tutto questo, pur comprendendo le difficoltà del momento e la situazione di forte crisi che tutto il nostro paese sta vivendo, non abbiamo potuto essere favorevoli a questo bilancio di previsione.
E’ bene però sottolineare che, nello spirito propositivo che ci contraddistingue (anche se il Signor Sindaco sul punto ci accusa sempre di non fare proposte, fatto che non corrisponde a verità), non ci siamo semplicemente limitati a considerare negativamente questo bilancio, ma, unitamente ai Consiglieri Comunali di PIU’ TREZZO, abbiamo anche cercato di dare un contributo concreto, anche se minimo, affinchè questo bilancio potesse essere un po’ migliorato nell’interesse di tutti i cittadini.
E lo abbiamo fatto presentando tre emendamenti, convinti che per una volta sarebbero stati messi da parte i pregiudizi e sarebbero invece state valutate seriamente le nostre proposte: così non è stato, perché ancora una volta è prevalso l’interesse di parte (al Signor Sindaco non piace proprio che qualcuno faccia delle proposte, soprattutto se a farle è l’opposizione) sull’interesse dei cittadini.
Con questi emendamenti (tutti respinti con non ben specificate motivazioni “tecniche”, che ci hanno lasciato molto perplessi), e soprattutto con i primi due (creazione di un fondo di solidarietà per aiutare le famiglie colpite dalla crisi del lavoro, e aumento delle aliquote IMU per categorie di immobili particolari) non avevamo infatti proposto grandi modifiche, ma piccoli interventi (nell’ordine dei 30.000,00 € il primo e circa 50.000,00 € il secondo) che avrebbero potuto alleviare i tagli nel settore sociale a cui era destinata la gran parte di questi soldi, e in parte nel settore della cultura (ma il parere che boccia il primo emendamento sostiene che i fondi nel settore sociale sono più che sufficienti, nonostante i 140,000,00 € in meno sulle voci riguardanti l’assistenza e i servizi alla persona…….).
Diverso invece il discorso sul terzo emendamento che proponeva di creare un fondo (pari ad € 180.000,00, da ricavarsi dall’alienazione di beni immobili comunali e già previsti dalla stessa amministrazione, ma inspiegabilmente non messi a bilancio) per eventuali interventi da parte del Comune e nel limite di quanto di sua competenza per la risoluzione del problema delle barriere antirumore vicino all’autostrada, problema che affligge i residenti delle Vie S.G. Bosco, Paradiso e San Vincenzo: questo emendamento è stato respinto dall’Amministrazione perché illegittimo (Ingegner Negri, come mai non è venuto a sostenerlo in Consiglio?).
Quello che però veniva chiesto dalle minoranze NON era un intervento diretto sulle barriere, ma le creazione di “un fondo a sostegno di tutte le iniziative che l’Amministrazione Comunale vorrà e potrà mettere in atto per perseguire tutte le strade atte a porre fine a questa incresciosa  e dannosa situazione”.
Nessuno ha mai pensato e tantomeno scritto (a parte il Signor Sindaco in campagna elettorale quando doveva prendere dei voti) che il Comune possa o debba intervenire direttamente sulle barriere di proprietà della Società Autostrade (perché noi lo sappiamo da sempre che le barriere sono di proprietà della Società Autostrade, mentre il Sindaco se lo dimentica ogni volta che deve reiterare le sue mancate promesse elettorali, salvo poi ricordarselo per respingere gli emendamenti).
Ciò che abbiamo proposto è semplicemente un accantonamento di fondi per spese a cui il Comune dovrà eventualmente concorrere per risolvere la situazione, quindi nulla di illegittimo da parte nostra, ma solo la volontà di contribuire a risolvere un problema che affligge dei nostri concittadini.
Dunque pur nella difficoltà di lettura dei documenti e pur sapendo che, senza conoscere i capitoli (cioè le singole voci), proporre emendamenti è una cosa molto difficile (eh sì, perché tra le motivazioni che hanno respinto gli emendamenti vi è anche quella che li considera troppo generici, ed in Consiglio il Capogruppo Tiraboschi, nella smania di darci una lezione sulle sue capacità ha finalmente riconosciuto che per proporre gli emendamenti bisogna conoscere i capitoli………..benvenuto nella realtà …..sono tre anni che lo sosteniamo, ma ci viene detto il contrario, salvo poi respingere gli emendamenti perché generici!!) abbiamo comunque voluto dare un contributo propositivo, contributo che, come sempre, è caduto nel vuoto.


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