domenica 19 febbraio 2012

ALBERTINA QUADRI 1936 - 2012


Albertina Quadri è morta. E’ stata una persona conosciuta, stimata, apprezzata e centrale in Trezzo. Per molti trezzesi, non giovanissimi ma non necessariamente vecchi, la signorina Albertina era sinonimo e immagine della biblioteca di Trezzo. Tante parole sarebbero troppe e retoriche, non porterebbero un grammo in più di stima e di lustro a una figura che ha guadagnato giorno per giorno l’apprezzamento dei suoi concittadini. VIVERE TREZZO, le donne e gli uomini che si riconoscono e lavorano in questa lista civica, in quanto realtà viva e presente nel territorio e nella città di Trezzo, esprime le proprie condoglianze ai parenti di Albertina Quadri ed esprime il dolore che ci accomuna per la sua scomparsa. Conserveremo con piacere il suo ricordo.

ORTI COMUNALI: LE RAGIONI DEL NOSTRO NO


 Nel Consiglio Comunale di Giovedì 16 Febbraio l’Amministrazione Villa ha approvato l’acquisizione di una nuova area da destinare alla coltivazione degli Orti Comunali: la scelta è caduta su un’area sempre nel territorio di Concesa e nelle vicinanze di quella in cui gli orti si trovano attualmente (anche se più spostata nella direzione del maneggio), e le motivazioni di questo acquisto sono dovute al fatto che parte degli attuali orti dovranno traslocare in conseguenza alla realizzazione del campo da calcio di Concesa.
Il nostro voto a tale deliberazione è stato contrario.
Ci teniamo a precisare, prima di entrare nel merito delle nostre motivazioni,
 che non siamo assolutamente contrari all’acquisto di un’area da destinare ad orti comunali, quello che non ci ha convinto nella proposta effettuata dal Consiglio Comunale è la scelta dell’area ed il metodo.
A Settembre del 2011 la medesima delibera era stata ritirata perché l’opposizione (il Gruppo Consiliare di PIU’ TREZZO) aveva sollevato dei dubbi sull’idoneità dei terreni individuati per la destinazione prevista (vi era, e vi è ancora il dubbio che si tratti di terreni inquinati), ma nel Consiglio del 16 Febbraio la delibera è stata riproposta senza che nessuna indagine in proposito sia stata effettuata sulla zona.

Pare che siano stati effettuati degli scavi per verificare l’eventuale presenza di materiale inquinante (ed infatti nelle fotografie che pubblichiamo, si può notare un terreno incolto in cui si vedono delle buche), di cui l’opposizione non era stata informata, ma non è stata prodotta nessuna certificazione sui risultati a cui questi scavi avrebbero condotto.
E’ stata prodotta invece della documentazione relativa ad un’indagine effettuata nel 1995, indagine effettuata su un’area molto più ampia e non dal Comune, ma da un privato, che non ha fugato i nostri dubbi sull’eventualità che la zona possa essere inquinata.
E non ci ha convinto neppure la proposta dell’Assessore Polinelli di inserire nella delibera una condizione che subordinasse l’acquisto ad ulteriori indagini e al risultato delle stesse circa la mancanza di sostanze inquinanti: ma che senso ha prima approvare l’acquisto e poi fare le indagini sul potenziale inquinamento?
Tanto più che da Settembre ad oggi, volendo, c’era tutto  il tempo necessario per effettuare gli accertamenti del caso, ed escludere la presenza di sostanze inquinanti.
Così come non ci ha convinto il prezzo proposto per l’acquisto, definito senza nessuna spiegazione “congruo e vantaggioso” , ma che ci è sembrato, anche confrontandolo con i dati dell’Agenzia del Territorio, eccessivo.
PER ASCOLTARE IL TESTO





domenica 12 febbraio 2012

IL SILENZIO DOPO AVER FATTO LA VOCE GROSSA. IL SINDACO E LA VICENDA DELLE ASSISTENTI SOCIALI


Suonare la grancassa può consentire di sovrastare l'altrui musica e impedirne la comprensione, fino quasi a sembrare essere l'unico musicista. Quando però si stona, allora è preferibile un gran silenzio, sia per cercare di far dimenticare la propria stonatura, sia per evitare che l'altra musica possa apparire più armonica, più adeguata, più pensata.
O BUM BUM BUM, con il coro di megafoni incensanti (che forse avrebbero invece altri compiti), oppure il silenzio.
Questa immagine viene facilmente, e a ragione, in mente quando si ripercorrono i passi della vicenda che ha visto prima il Sindaco di Trezzo urlare a 9 colonne su fogli locali notizie di minacciosa meteorologia varia, novello Eolo, rivolto ai dipendenti comunali e in particolare agli assistenti sociali rei di allontanare troppi bambini dalle proprie famiglie ( in difficoltà e quindi problematiche per gli stessi bimbi), e poi lo stesso dimenticarsi a lungo di consegnare ai Consiglieri Comunali (in indirizzo – quindi atto dovuto) la lettera che in merito alle esternazioni sui propri aderenti, l’ORDINE ASSISTENTI SOCIALI, CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA aveva inviato per ricondurre a un ragionamento più fondato su dati concreti.
A questa lettera il Sindaco non ha potuto far altro che dare una risposta un po' formale, un po' balbettante, ove precisa che “non intendeva recare discredito all'immagine e al prestigio della professione delle Assistenti Sociali, e che intendeva solo prendere atto mosso dall'alto costo della questione per l'Amministrazione , probabilmente sollecitato dalla comunicazione da parte dell’Ordine che esso sta “valutando con i propri Legali se sussistono elementi atti ad intraprendere le necessarie azioni di tutela…” verso la quale si è sentito in difetto –leggere bene la lettera ( due brevi considerazioni. Altre vicende sembrano confermare uno stile di questi amministratori: prima tirare sassate,verbali o a mezzo stampa, e poi passare per fraintesi... qualcuno li avverta che questo stile governativo in Italia è ormai parte di un passato che nessuno rimpiange; seconda considerazione, facciamo nostre le parole della presidente della Associazione Mariposa: “Ci chiediamo: nel dibattito in corso vediamo che si parla di famiglie, di INTERESSI ECONOMICI o addirittura criminali delle comunità, ma i bambini dove sono? Chi si preoccupa di loro che sono l'anello più debole tra tutti i soggetti coinvolti? E poi, è importante dirlo: I MOTIVI DEGLI ALLONTANAMENTI DEI BAMBINI DALLE LORO FAMIGLIE NON SONO MAI DI NATURA ECONOMICA, che tutto sommato sarebbe il problema più facile da risolvere”)
Eh sì, non tutto è monetizzabile.
Occorre poi ben precisare che non sono le Assistenti Sociali a decidere l’allontanamento del minore, essendo decisione di competenza del Giudice.
Pubblichiamo la lettera dell'ORDINE ASSITENTI SOCIALI, giunta, obtorto collo, anche ai consiglieri di        VIVERE TREZZO. Considerata la disparità di rilevanza data alle due voci, pensiamo di colmare un vuoto di conoscenza.