Albertina Quadri è morta. E’ stata una persona conosciuta,
stimata, apprezzata e centrale in Trezzo. Per molti trezzesi, non giovanissimi
ma non necessariamente vecchi, la signorina Albertina era sinonimo e immagine
della biblioteca di Trezzo. Tante parole sarebbero troppe e retoriche, non
porterebbero un grammo in più di stima e di lustro a una figura che ha
guadagnato giorno per giorno l’apprezzamento dei suoi concittadini. VIVERE
TREZZO, le donne e gli uomini che si riconoscono e lavorano in questa lista
civica, in quanto realtà viva e presente nel territorio e nella città di
Trezzo, esprime le proprie condoglianze ai parenti di Albertina Quadri ed
esprime il dolore che ci accomuna per la sua scomparsa. Conserveremo con
piacere il suo ricordo.
domenica 19 febbraio 2012
ORTI COMUNALI: LE RAGIONI DEL NOSTRO NO
Nel Consiglio Comunale di Giovedì 16 Febbraio
l’Amministrazione Villa ha approvato l’acquisizione di una nuova area da
destinare alla coltivazione degli Orti Comunali: la scelta è caduta su un’area
sempre nel territorio di Concesa e nelle vicinanze di quella in cui gli orti si
trovano attualmente (anche se più spostata nella direzione del maneggio), e le
motivazioni di questo acquisto sono dovute al fatto che parte degli attuali
orti dovranno traslocare in conseguenza alla realizzazione del campo da calcio
di Concesa.
Il nostro voto a tale deliberazione è stato contrario.
Ci teniamo a precisare, prima di entrare nel merito delle
nostre motivazioni,
che non siamo
assolutamente contrari all’acquisto di un’area da destinare ad orti comunali,
quello che non ci ha convinto nella proposta effettuata dal Consiglio Comunale
è la scelta dell’area ed il metodo.
A Settembre del 2011 la medesima delibera era stata
ritirata perché l’opposizione (il Gruppo Consiliare di PIU’ TREZZO) aveva
sollevato dei dubbi sull’idoneità dei terreni individuati per la destinazione
prevista (vi era, e vi è ancora il dubbio che si tratti di terreni inquinati), ma
nel Consiglio del 16 Febbraio la delibera è stata riproposta senza che nessuna
indagine in proposito sia stata effettuata sulla zona.
Pare che siano stati effettuati degli scavi per verificare
l’eventuale presenza di materiale inquinante (ed infatti nelle fotografie che
pubblichiamo, si può notare un terreno incolto in cui si vedono delle buche),
di cui l’opposizione non era stata informata, ma non è stata prodotta nessuna
certificazione sui risultati a cui questi scavi avrebbero condotto.
E’ stata prodotta invece della documentazione relativa ad
un’indagine effettuata nel 1995, indagine effettuata su un’area molto più ampia
e non dal Comune, ma da un privato, che non ha fugato i nostri dubbi
sull’eventualità che la zona possa essere inquinata.
E non ci ha convinto neppure la proposta dell’Assessore
Polinelli di inserire nella delibera una condizione che subordinasse l’acquisto
ad ulteriori indagini e al risultato delle stesse circa la mancanza di sostanze
inquinanti: ma che senso ha prima approvare l’acquisto e poi fare le indagini
sul potenziale inquinamento?
Tanto più che da Settembre ad oggi, volendo, c’era
tutto il tempo necessario per effettuare
gli accertamenti del caso, ed escludere la presenza di sostanze inquinanti.
Così come non ci ha convinto il
prezzo proposto per l’acquisto, definito senza nessuna spiegazione “congruo e
vantaggioso” , ma che ci è sembrato, anche confrontandolo con i dati
dell’Agenzia del Territorio, eccessivo.
PER ASCOLTARE IL TESTO
domenica 12 febbraio 2012
IL SILENZIO DOPO AVER FATTO LA VOCE GROSSA. IL SINDACO E LA VICENDA DELLE ASSISTENTI SOCIALI
Suonare
la grancassa può consentire di sovrastare l'altrui musica e impedirne la
comprensione, fino quasi a sembrare essere l'unico musicista. Quando però si
stona, allora è preferibile un gran silenzio, sia per cercare di far
dimenticare la propria stonatura, sia per evitare che l'altra musica possa
apparire più armonica, più adeguata, più pensata.
O BUM
BUM BUM, con il coro di megafoni incensanti (che forse avrebbero invece altri
compiti), oppure il silenzio.
Questa
immagine viene facilmente, e a ragione, in mente quando si ripercorrono i passi
della vicenda che ha visto prima il Sindaco di Trezzo urlare a 9 colonne su
fogli locali notizie di minacciosa meteorologia varia, novello Eolo, rivolto ai
dipendenti comunali e in particolare agli assistenti sociali rei di allontanare
troppi bambini dalle proprie famiglie ( in difficoltà e quindi problematiche
per gli stessi bimbi), e poi lo stesso dimenticarsi a lungo di consegnare ai
Consiglieri Comunali (in indirizzo – quindi atto dovuto) la lettera che in merito
alle esternazioni sui propri aderenti, l’ORDINE ASSISTENTI SOCIALI, CONSIGLIO
REGIONALE DELLA LOMBARDIA aveva inviato per ricondurre a un ragionamento più
fondato su dati concreti.
A
questa lettera il Sindaco non ha potuto far altro che dare una risposta un po'
formale, un po' balbettante, ove precisa che “non intendeva recare discredito
all'immagine e al prestigio della professione delle Assistenti Sociali, e che
intendeva solo prendere atto mosso dall'alto costo della questione per
l'Amministrazione , probabilmente sollecitato dalla comunicazione da parte
dell’Ordine che esso sta “valutando con i propri Legali se sussistono elementi
atti ad intraprendere le necessarie azioni di tutela…” verso la quale si è
sentito in difetto –leggere bene la lettera (
due brevi considerazioni. Altre vicende sembrano confermare uno stile di questi
amministratori: prima tirare sassate,verbali o a mezzo stampa, e poi passare
per fraintesi... qualcuno li avverta che questo stile governativo in Italia è
ormai parte di un passato che nessuno rimpiange; seconda considerazione,
facciamo nostre le parole della presidente della Associazione Mariposa: “Ci
chiediamo: nel dibattito in corso vediamo che si parla di famiglie, di
INTERESSI ECONOMICI o addirittura criminali delle comunità, ma i bambini dove
sono? Chi si preoccupa di loro che sono l'anello più debole tra tutti i
soggetti coinvolti? E poi, è importante dirlo: I MOTIVI DEGLI ALLONTANAMENTI
DEI BAMBINI DALLE LORO FAMIGLIE NON SONO MAI DI NATURA ECONOMICA, che tutto
sommato sarebbe il problema più facile da risolvere”)
Eh sì,
non tutto è monetizzabile.
Occorre
poi ben precisare che non sono le Assistenti Sociali a decidere
l’allontanamento del minore, essendo decisione di competenza del Giudice.
Pubblichiamo
la lettera dell'ORDINE ASSITENTI SOCIALI, giunta, obtorto collo, anche ai
consiglieri di VIVERE TREZZO.
Considerata la disparità di rilevanza data alle due voci, pensiamo di colmare
un vuoto di conoscenza.

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