venerdì 29 giugno 2012

REGOLAMENTO EDILIZIO: SULL'INFORMATORE UN MARCHIANO ERRORE


Sull'ultimo numero dell'informatore comunale l'articolo del vicesindaco, sig. Massimo Colombo riportava, nel titolo, un errore clamoroso. Il regolamento edilizio NON è stato approvato, come strillava la notizia, ma adottato. Quindi ci sono ancora passaggi democratici che potrebbero introdurre modifiche e, per quanto scontato, deve esso ancora essere sottoposto al voto definitivo dell'assemblea. Quisquilie, potrebbe commentare qualcuno, anche considerando che nel corso dell'articolo lo stesso Colombo riporta una terminologia più corretta, scrivendo di "adozione".
Eppure.
Eppure ogni messaggio ci parla e ci racconta, di chi lo lancia, più di quanto l'emissario stesso vorrebbe dirci. 
Cosa leggiamo in questo marchiano errore?
TRASANDATEZZA. L'informatore è pur sempre pagato con soldi pubblici, di noi trezzesi. Se chi lo scrive (persona di responsabilità politica inferiore solo a quella del Sindaco) commette un simile errore, delle due l'una, o non cura di dare una informazione corretta ai suoi concittadini o non conosce bene i delicati meccanismi ai quali è stato delegato prendersi cura per il benessere dei trezzesi.
INDIFFERENZA. Il combinato tra un titolo che ci informa che la decisione è stata presa ( Trezzo ha un nuovo regolamento edilizio) e un contenuto che ci dice cosa è un regolamento edilizio ma non COSA SIA IL REGOLAMENTO EDILIZIO DI TREZZO ci racconta di un certo disinteresse da parte del signor Colombo di voler  spiegare politicamente le sue scelte ai cittadini. Egli nell'articolo sembra copiare l'indice di un manualetto per il concorso a un posto nell'Ufficio Tecnico, ma nulla ci dice sulle scelte politiche fatte ( o proposte come sarebbe più corretto)
OPACITÀ  una vecchia canzone  citava in una strofa "una mancata verità ", quindi non una bugia ma un modo di comodo di raccontare le vicende. Il signor Colombo dice che era doveroso cambiare uno strumento che risaliva la 1935 e che nessuna amministrazione aveva mai sostituito. Vero, ma ha preferito non dire che questo Regolamento riprende alla grande (ma proprio alla grande) il testo del Regolamento Edilizio adottato ma non approvato dalla precedente Amministrazione. Poteva dirlo e poteva non dirlo, la scelta è libera, ma la differenza fa lo stile. E lo stile fa venire il dubbio che egli si ponga rispetto ai trezzesi più come un imbonitore nei confronti della folla piuttosto che come un politico che illustri e motivi i processi decisionali in modo pienamente trasparente. Solo che siamo a Trezzo, non a Pyongyang.

giovedì 28 giugno 2012

Quando le vittorie assomigliano alle sconfitte e viceversa.


Qualche volta la vita è davvero strana. Non parliamo poi di quanto è strana quella politica !
Lunedi 28 maggio in Consiglio Comunale veniva discussa e votata una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, ruolo, che con una certa superficialità, la maggioranza di centrodestra aveva affidato tre anni orsono al Sindaco Villa.
Peccato che il presidente del consiglio comunale, nelle intenzioni della Legge, dello Statuto Comunale e del Regolamento del Consiglio è una figura di garanzia istituzionale ovvero dovrebbe svolgere una sorta di funzione di “arbitro” nella contesa politica, applicando le regole con imparzialità e assicurando a tutti i consiglieri le medesime opportunità di informazione rispetto ai temi posti in discussione.
A questo punto sorge spontanea la domanda:  puo' il capitano della squadra, in questo momento piu' forte in campo, svolgere con decoro anche la funzione di arbitro ?

La risposta è quasi scontata, ed evidentemente non è troppo complicato percepire le motivazioni per le quali ben 7 consiglieri di minoranza appartenenti a 2 gruppi distinti in Consiglio (Vivere Trezzo e Piu' Trezzo) – rappresentanti di 3618 cittadini pari ad oltre il 50% dei votanti alle ultime elezioni amministrative del 2009 -  hanno ritenuto doveroso presentare tale mozione, avendo constatato che la persona indicata per ricoprire tale ruolo, ha ampiamente dimostrato di non possedere le caratteristiche di equilibrio ed attenzione necessarie per svolgerlo con competenza, dando prova di  interpretarlo in modo del tutto inadeguato se non addirittura, in taluni casi, con modalità colpose.

Del resto i temi della democrazia, della trasparenza amministrativa e dell'applicazione imparziale delle regole stanno al centro di ogni organizzazione sociale che si definisca tale e per noi rappresentano quel mattone fondamentale che è la costituzione sostanziale del nostro Paese a cui tutti dovrebbero tendere, indipendentemente dal colore politico per il quale si parteggia.

Orbene, una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio, per avere efficacia deve ottenere una maggioranza qualificata (2/3 dei voti), e noi certamente non ci attendevamo di averli.
Ci è bastata la soddisfazione nel vedere finalmente un Presidente sottotono, quasi remissivo come mai era capitato di vedere durante un consiglio, che ha lasciato al capogruppo di maggioranza il compito di organizzare lo show, accusandoci espressamente di organizzare delle “buffonate”.

Sarà, ma mentre quest'ultimo leggeva il suo testo sicuramente condiviso, non poteva certo vedere le facce eloquenti e stupite di diversi  consiglieri della sua maggioranza, che evidentemente della sua  serietà e compostezza ne hanno piene le tasche.

martedì 26 giugno 2012

APPROVATA IN REGIONE LA LEGGE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE PER LA QUALE VIVERE TREZZO AVEVA PRESENTATO UNA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A TREZZO

E' con soddisfazione che questa sera sul nostro blog poniamo in evidenza l'approvazione, da parte della Regione Lombardia, della legge contro la violenza sulle donne, legge sostenuta da tutto il Consiglio Comunale di Trezzo che ha votato all'unanimità una mozione di sostegno presentata da VIVERE TREZZO


CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 MAGGIO 2012 “VIVERE TREZZO” PRESENTA UNA MOZIONE INTITOLATA AZIONI DI CONTRASTO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE CHE IMPEGNA IL COMUNE DI TREZZO SULL’ADDA A SOSTENERE, PRESSO LA REGIONE LOMBARDIA, L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.
OGGI 26 GIUGNO LA LEGGE è STATA APPROVATA.
PUBBLICHIAMO DI SEGUITO UN INTERVENTO DEL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO SARA VALMAGGI E L’ARTICOLO APPARSO SUL GIORNALE DI VIVERE TREZZO IN DISTRIBUZIONE NELLA CITTà IN QUESTI GIORNI

Regione- Legge contro la violenza sulle donne
Valmaggi (Pd):” Approdo del lungo cammino a fianco dei servizi e dei centri antiviolenza”


Oggi il consiglio regionale ha  approvato  all’unanimità la  legge  di contrasto alla violenza sulle donne ,elaborata, in quattro mesi di intenso impegno,  da un gruppo di lavoro  bipartisan.
“La legge- spiega  il  vicepresidente del Consiglio regionale, una delle  relatrici della legge, Sara Valmaggi-  è il frutto di una buona mediazione fra  i  progetti di legge, presentati dal Pd,   Sel,  Pdl   e uno di iniziativa popolare  e  ne accoglie in grande parte  i contenuti.   Questo risultato è stato reso possibile anche grazie  alla mobilitazione delle promotrici del progetto di legge di iniziativa popolare”. 
“Si tratta- continua Valmaggi-  di una buona legge, che  da una risposta a quanto denunciato  ieri anche dall’Onu,  che ha rilevato  la mancanza di strumenti di tutela dalla violenza per le donne in Italia, sana un vuoto legislativo  e interviene finalmente  su un fenomeno che, come testimoniano anche i tragici episodi recenti di cronaca, è in costante crescita.”
La legge  che condanna ogni tipo di violenza fisica, sessuale psicologica ed economica, prevede l’istituzione  di un tavolo permanente composto per metà dai rappresentanti delle associazioni e per metà da  quelli istituzionali,   con funzioni non solo consultive, ma  di proposta e di elaborazione degli interventi.   Prevede, inoltre  la creazione di una rete regionale antiviolenza, di cui faranno parte i centri  dianti violenza e di accoglienza che da anni operano sul territorio e hanno maturato una straordinaria esperienza. “Uno dei punti forti della legge- sottolinea Valmaggi- è proprio la valorizzazione di questo patrimonio fondato sul metodo della solidarietà fra donne”.
La legge stabilisce ,inoltre, che sia adottato un piano pluriennale che  individua criteri e modalità di intervento  Altro punto centrale del documento approvato è la formazione, necessità  espressa anche da chi si impegna nel soccorso alle donne maltrattate, che  fino ad oggi è stata  affidata solo all’iniziativa degli operatori  volontari. Prevede,inoltre,  programmi educativi, sia per fornire strumenti atti ad individuare eventuali casi di violenza  o maltrattamento, sia  a  diffondere,  fin dall’infanzia, una cultura mirata al rispetto di genere.
 La legge  prevede per il 2012 un  finanziamento di un milione di euro. “Una cifra significativa – commenta Valmaggi- che dovrà essere stanziata entro quest’anno.  La necessità è quella di emanare subito i bandi e individuare  le linee di finanziamento. Una dilazione, vista l’urgenza dell’attuazione degli interventi, non sarebbe in alcun modo accettabile. Per questo ne seguiremo passo il processo di attuazione,  vigileremo perché i tempi stabiliti per la erogazione dei finanziamenti siano rispettati.   Ci impegneremo a far si che il  piano pluriennale sia approvato al più presto dal Consiglio e seguiremo passo passo l’attività di monitoraggio  del fenomeno della violenza alle donne. Ad oggi  in Lombardia non esistono dati ufficiali. Per poter arrivare ad avere un quadro del fenomeno è necessario avviare un lavoro di collaborazione con i centri antiviolenza  e gli altri servizi già operativi”.

 Milano, 26 giugno 2012
Piera Mercedes Landoni
Responsabile Democratiche Area Metropolitana Milanese

A PROPOSITO DI …VIOLENZA SULLE DONNE…

VIVERE TREZZO nell’ultimo Consiglio Comunale del 28 Maggio ha presentato una mozione relativa alle “Azioni di contrasto alla violenza sulle donne”,  mozione che è stata sottoposta all’attenzione di tanti comuni della Lombardia in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (25 Novembre).
La mozione, che a Trezzo non si era potuta presentare prima di questa data per problemi tecnici, è stata promossa dal centro sinistra per sensibilizzare la Regione Lombardia, una delle più ricche e sviluppate d’Italia, ad affrontare finalmente il tema della prevenzione e del contrasto della violenza sulle donne con un atto legislativo, e ciò a partire dai progetti di legge (uno del PD, uno di SEL, uno di PDL/Lega ed uno di iniziativa popolare) presentati e giacenti da tempo nella III^ Commissione (Sanità).
Sostanzialmente i progetti di legge che, per quanto riguarda i principi e le finalità sono abbastanza simili, prevedono l’istituzione di una normativa che riconosca le case delle donne (luoghi di accoglienza per le donne che hanno subito violenza e abusi di minori anche dell’ambito familiare), i servizi e i centri antiviolenza, e che tali  strutture siano considerate un presidio nella rete dei servizi alla persona, congiuntamente a forme di finanziamento della Regione per garantirne la  continuità.
Si vuole soprattutto porre rimedio ad una mancanza che, alla luce dei tagli operati sugli enti locali, rischia di provocare la chiusura di molte realtà ricche di competenza ed esperienza, che operano sul territorio in condizioni molto delicate a causa del muro di silenzio e delle paure che solitamente accompagnano questi fatti.
Il fenomeno della violenza sulle donne infatti ha dimensioni di grandi proporzioni e non conosce confini, e sempre più spesso tali atti, già gravi di per sé, si concludono addirittura con l’omicidio della vittima di violenza (basti pensare che dall’inizio dell’anno ad oggi sono 61 le donne vittime di omicidio per mano di un uomo,e sono state 137 nello scorso 2011), con l’aggravante che queste notizie (violenze ed omicidi sulle donne), dopo il clamore iniziale, sono relegate in marginali trafiletti nelle pagine di cronaca e rischiano sempre più di passare inosservati nell’indifferenza generale. 


Per questo è importante che anche il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, aderendo alla campagna delle donne di “Se non ora quando” (movimento di donne  nato il 13 Febbraio 2011 con una grande manifestazione ed il lancio di una campagna di riscatto per la dignità delle donne e per l’Italia, dopo le note e scandalose vicende……..dell’ex presidente del Consiglio), insieme a tante personalità del mondo della cultura abbia sottoscritto una petizione per il contrasto della violenza sulle donne  “Mai più complici,” manifestando il suo impegno e la massima attenzione contro questo fenomeno allarmante che deve essere contrastato con fermezza e determinazione.

Nella seduta del Consiglio Comunale, dopo l’illustrazione ed una breve discussione, che ha portato ad un piccola modifica, la mozione è stata votata all’unanimità (anche se non è mancata qualche titubanza, un po’ pretestuosa, nelle file della maggioranza).
Possiamo dunque essere soddisfatti che con la formalizzazione di questo atto anche la nostra città abbia contribuito a questa causa,  ed abbiamo anche apprezzato l’intervento del Signor Sindaco, che  ha ricordato come a Trezzo l’attenzione a questo fenomeno sia particolarmente sviluppata: lo testimonia l’attivazione della linea d’ascolto telefonica antiviolenza gestita dalle volontarie della “Associazione Mariposa” che opera nella rete dei servizi dell’ambito territoriale, all’interno di un progetto attivato dal Comune (dalla precedente amministrazione nel gennaio 2008) e denominato “Orizzonte Donna” che si avvale di figure professionali (assistente sociale, psicologa e avvocato) per l’ aiuto ed il sostegno alle donne che hanno subito maltrattamenti, violenze o abusi di minori in famiglia.

sabato 23 giugno 2012

FONDO ANTICRISI: Non ci interessa la visibilità mediatica,ci interessa solo ed esclusivamente che questo fondo, per risorse e partecipazione, possa costituire davvero un aiuto concreto per chi è in difficoltà a causa della crisi:


COSA ACCADE IN CITTA’
Nelle ultime settimane ha tenuto banco sulla stampa locale ed anche in Consiglio Comunale il tema della costituzione di un “Fondo di Solidarietà” a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi economica, in aggiunta alle risorse già esistenti: non sempre però quanto è stato riportato corrisponde a quanto in realtà è avvenuto, e per questo riteniamo doveroso fare un po’ di chiarezza.  

L’idea della proposta di un fondo di solidarietà per aiutare le famiglie in crisi, soprattutto quelle colpite dalla perdita del lavoro, è nata da una discussione all’interno di VIVERE TREZZO al momento della lettura del Bilancio di Previsione, e si è concretizzata nella preparazione e nella presentazione di un emendamento al suddetto bilancio, che chiedeva lo stanziamento per la costituzione di tale fondo della somma di 30.000,00 €: per l’importanza dell’argomento abbiamo ritenuto di condividere la presentazione di questo emendamento anche con PIU’ TREZZO (che adesso pare essersi dimenticata di averlo sottoscritto, dato che racconta alla stampa di aver avviato la riflessione sul tema grazie alla sollecitazione del Parroco…o forse lo aveva sottoscritto senza leggerlo…..).
Al Consiglio Comunale dello scorso 12 Marzo, l’emendamento veniva respinto, in parte con una motivazione tecnica (per quanto riguardava la somma di 10.000,00 € che andava a toccare un capitolo di bilancio da cui non potevano essere tolte risorse), ma principalmente sulla base di un parere NON FAVOREVOLE del settore dei Servizi Sociali, che riteneva che le risorse messe a disposizione per il 2012 fossero sufficienti  (e ciò nonostante il taglio di circa 140.000,00 sulle voci relative all’assistenza ed ai servizi alla persona), parere che ci ha lasciato molto perplessi.
A questo proposito si tenga conto che nessun parere contrario è stato dato né da parte del Settore Finanziario né dal Revisore dei Conti sulla somma pari ad € 20.000,00 da prelevare dal Fondo di Riserva nei termini di legge, e quindi con un po’ di buona volontà da parte della maggioranza il fondo avrebbe potuto essere costituito a partire proprio da quest’ultima somma, ma così non è stato.
Siamo dunque rimasti molto sorpresi quando sul settimanale locale “la Gazzetta dell’Adda” del 2 Aprile 2012 è stato pubblicato un articolo nel quale il Responsabile del settore Servizi alla Persona, esprimeva una grande preoccupazione rispetto all’ulteriore aggravarsi della crisi e al conseguente aumento di situazioni di famiglie e soggetti in grave difficoltà economica, auspicando una maggior disponibilità di risorse al fine di garantire interventi minimi necessari di sostegno e aiuto concreto, preoccupazione espressa dallo stesso funzionario che aveva dato parere negativo alla proposta di aggiungere risorse proprio da destinarsi al settore dei Servizi Sociali.

Nel corso delle celebrazioni del Primo Maggio, Don Alberto Cereda, Parroco della nostra Città, ha lanciato un appello ai Cittadini, alle Associazioni e alle Istituzioni, rendendosi disponibile a valutare proposte ed a collaborare concretamente alla costituzione di un Fondo di solidarietà e Anticrisi, appello che ha suscitato molte reazioni sulla stampa locale, ma che di fatto è stato respinto al mittente dal Signor Sindaco.
Abbiamo così deciso di rilanciare la nostra proposta, attraverso la presentazione al Consiglio Comunale dello scorso 28 Maggio di un’interrogazione con la quale si chiedevano le intenzioni dell’Amministrazione Comunale circa la costituzione di questo fondo di solidarietà anticrisi, interrogazione a cui veniva  risposto che non vi era l’intenzione di costituire nessun fondo di questo tipo.

Questa risposta ci ha lasciati decisamente sconcertati, perché esattamente qualche minuto prima, era stata approvata (con due voti favorevoli e l’astensione del resto del Consiglio) una mozione presentata dal Gruppo Consiliare PIU’ TREZZO, che prevedeva proprio la costituzione di un “Fondo di sostegno alle famiglie in crisi” (chissà poi perché gli è stato cambiato nome…..forse per distinguersi?), in cui far confluire i gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali (e perché non anche almeno uno stipendio del Sindaco e degli Assessori?).
Su questa mozione anche il nostro gruppo Consiliare si è astenuto, non perché non fossimo d’accordo in linea di principio, ma semplicemente perché ci è sembrato più opportuno proporre, durante la discussione, che il Consiglio si assumesse un impegno preciso per costituire il fondo a partire almeno dalla somma di 20.000,00 € per poi allargarlo ad altri contributi (tra cui anche i gettoni di presenza, che da soli certo non servono a granchè, dato che si tratta di una cifra di circa 2000,00/2,500,00 € all’anno), proposta che però NON ha trovato consenso.
Si è dunque preferito far passare una mozione, che consentisse visibilità immediata (ed infatti sulla stampa ha avuto grande risonanza), ma che di concreto ha poco o nulla (cosa ci fanno le famiglie colpite dalla crisi con 2000,00/2.500,00 € l’anno?), piuttosto che lavorare su una proposta magari meno immediata, ma certamente più concreta (anche 20.000,00 € possono essere pochi, ma è decisamente  un inizio più consistente)…………..misteri della politica…….dove conta di più esser visibili ”mediaticamente” che fare qualcosa di concreto e sostanzioso, magari nel silenzio.
Non ci arrendiamo però, e ci impegneremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione affinché questo fondo venga adeguatamente rinforzato con tutte le risorse  necessarie, iniziando dai 20.000,00 € che possono essere prelevati dal Fondo di Riserva
Non ci interessa la visibilità mediatica, né la corsa a chi è più bravo o arriva prima, né tantomeno fare liste su chi donerà oppure no il gettone di presenza (ciascuno di noi risponde ad una sua etica ed a una sua coscienza), ci interessa solo ed esclusivamente che questo fondo, per risorse e partecipazione, possa costituire davvero un aiuto concreto per chi è in difficoltà a causa della crisi: ci impegneremo a fondo perché ciò avvenga, anche se purtroppo, non abbiamo i numeri per garantire il risultato positivo di questo nostro impegno (e non ci piace promettere ciò che non siamo sicuri di poter ottenere), ma è certo che faremo tutto il possibile.
                                                             Elisabetta Villa
(Capo Gruppo VIVERE TREZZO)

domenica 17 giugno 2012

MARIPOSA PROPONE AI TREZZESI UNA MOSTRA FOTOGRAFICA E UNO SPETTACOLO TEATRALE

VIOLENZA CONTRO LE DONNE
DONNE CHE RESISTONO

VIVERE TREZZO ha l'onore di aiutare Mariposa nella promozione di questa iniziativa
DOMENICA 24 GIUGNO.
Mostra fotografica e spettacolo teatrale proposto da Mariposa
sul filo rosso della mozione proposta da VIVERE TREZZO e approvata in Consiglio Comunale

domenica 10 giugno 2012

CRISI ECONOMICA. TANTE PAROLE ECLATANTI DALLA MAGGIORANZA MA FATTI ZERO

Stefano Crespi, consigliere comunale di VIVERE TREZZO illustra gli esiti dell'interrogazione presentata da VIVERE TREZZO in Consiglio Comunale a Trezzo. Tre risposte deludenti da parte del Sindaco.
Dopo aver respinto l'emendamento al bilancio di previsione 2012 presentato da VIVERE TREZZO con il quale si sarebbe istituito un FONDO DI SOLIDARIETA' STRAORDINARIO ANTICRISI (con risorse trovate nel bilancio dai consiglieri di VIVERE TREZZO), anche alla interrogazione presentata nell'ultimo  Consiglio Comunale la maggioranza (che è apparsa in stato confusionale, come evidenziato dalla votazione al punto precedente in CC) per voce del Sindaco ha dato risposte estremamente deludenti che lasciano amareggiati perché ciò significa che al di la delle "belle " parole facili da spendere non si è voluto far seguire fatti concreti

martedì 5 giugno 2012

VIVERE TREZZO: MOZIONE PRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE

VIVERE TREZZO ha presentato in consiglio comunale di Trezzo sull'Adda una mozione intitolata AZIONI DI CONTRASTO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE.
La mozione partiva da alcune premesse che illustravano una situazione preoccupante nella nostra società.
La proposta di VIVERE TREZZO è stata approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale.
La capogruppo ELISABETTA VILLA ci illustra in questo post il senso e gli esiti della mozione.


sabato 2 giugno 2012

EVVIVA LA REPUBBLICA ITALIANA

2 giugno 2012, FESTA DELLA REPUBBLICA.
Trezzo sull'Adda. Nel silenzio e nell'assenza delle Istituzioni Pubbliche c'è chi a Trezzo non ha mancato di celebrare, con fantasia e senza costi, la Repubblica Italiana. ANPI Trezzo ha organizzato un flash mob, una passeggiata in Trezzo con tappe in luoghi significativi: il centro storico, la Scuola, il monumento ai caduti, la Società Operaia, il Palazzo Municipale sede del Comune, dove sono stati letti passi significativi di grandi Italiani e, infine, i primi dodici articoli della Costituzione Italiana.
In particolare questi articoli sono stati letti da due consiglieri comunali di VIVERE TREZZO, Elisabetta Villa e Francesco Carrera, per dimostrare, anche in virtù del loro ruolo istituzionale di consiglieri di minoranza nel Consiglio Comunale di Trezzo, che le istituzioni trezzesi non erano completamente assenti, e sottolineare l'adesione di VIVERE TREZZO  alle celebrazioni per la Repubblica


altre foto su google+ " EVVIVA LA REPUBBLICA ITALIANA"

venerdì 1 giugno 2012

MOZIONE DI SFIDUCIA - INTERVENTO IN C.C. DI VIVERE TREZZO

La questione della mozione di sfiducia contro il Presidente del Consiglio Comunale ( l'attuale Sindaco) è una vicenda grave. Grave soprattutto per le motivazioni che hanno portato i gruppi consiliari di opposizione a presentare questa mozione, riassumibili nelle parole pronunciate dal consigliere Guido Leoni  ( di VIVERE TREZZO) nell'aula del Consiglio : "verifica delle responsabilità oggettive riguardo alle inadempienze ed alle modalità non conformi della gestione di questo delicato ruolo di garanzia istituzionale ... valutare, a tre anni dal suo insediamento in veste di Presidente del Consiglio Comunale -  del tutto inadeguata la modalità con cui ella ha ottemperato ai dettami imposti dalla Legge, dallo Statuto e del Regolamento, riguardo al ruolo ricoperto."
Per quanto le leggi che regolano l'elezione del Consiglio Comunale concedono una ampia maggioranza alla lista vincitrice, giustamente il consigliere Leoni ha ricordato che i due gruppi consiliari distinti, ... rappresentano il voto di 3618 cittadini Trezzesi  - (pari al  50,8% dei voti espressi nelle amministrative 2009).
Non è un dato da sottovalutare ( a questo potremmo aggiungere la sensazione palpabile di delusione che è presente nella società trezzese da parte di chi aveva creduto nel cambiamento promesso - ma in che direzione?), e al di la dello scontato risultato nella votazione della mozione, rimane un momento grave che deve indurre alla riflessione tutte le componenti del Consiglio, a partire da colui che rimane il Presidente.
Pubblichiamo l'abstract dell'intervento di Guido Leoni perchè crediamo sia un altro momento di opportunità per i concittadini di ampliare l'informazione e la conoscenza delle vicende dell'Amministrazione Comunale



Brevi considerazioni politiche in merito alla Mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale

Egregi Consiglieri
La mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale è un atto importante e grave che richiede, da un lato convergenza politica e di visione da parte di almeno 7 consiglieri comunali,   mentre dall'altro costringe alla verifica delle responsabilità oggettive riguardo alle inadempienze ed alle modalità non conformi della gestione di questo delicato ruolo di garanzia istituzionale.
Inoltre la mozione, per passare al vaglio del consiglio necessita di una maggioranza qualificata.

Riteniamo allora che un primo risultato positivo sia già sotto gli occhi di tutti in quest'aula ed in città:  ovvero due gruppi consiliari distinti, che rappresentano il voto di 3618 cittadini Trezzesi  - (pari al  50,8% dei voti espressi nelle amministrative 2009)  convergono nel valutare, a tre anni dal suo insediamento in veste di Presidente del Consiglio Comunale -  del tutto inadeguata la modalità con cui ella ha ottemperato ai dettami imposti dalla Legge, dallo Statuto e del Regolamento, riguardo al ruolo ricoperto.

Le doti di equilibrio, di correttezza istituzionale, di trasparenza e democrazia, seppure non obbligatorie nel curriculum di un SINDACO, dovrebbero invece costituire la norma per quei ruoli di garanzia istituzionale come quello da Lei ricoperto in seno al Consiglio.
Del resto come dimostra la Del C.C. n. 44/2005, Lei stesso, in veste di capogruppo di minoranza chiedeva a gran voce, attraverso un'apposita mozione, “a sostegno del ruolo e delle funzioni del Presidente del Consiglio a garanzia delle minoranze” ad esempio che si “concretizzasse il coinvolgimento della Conf dei Capigruppo nei lavori preparatori sui temi piu' rilevanti del C.C.”
così come richiamava piu' volte la necessità che la figura del Presidente del Consiglio svolgesse quella carica attraverso una corretta imparzialità istituzionale.
Evidentemente o la sua memoria comincia a farle brutti scherzi oppure piu' semplicemente anche  Lei, come certe banderuole, vira a seconda del vento e della convenienza.

Ecco allora che l'atteggiamento dello struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia, in questo caso specifico non aiuta certo a rimettere ordine ed a delimitare i confini di una corretta gestione istituzionale. Ovviamente da parte nostra non c'è ne la pretesa ne l'aspettativa che questa mozione sia accolta favorevolmente, ma piuttosto vi è il forte invito alla maggioranza affinchè  avvi una riflessione profonda ed attenta sui molti errori commessi e sull'individuazione di figure idonee per i ruoli chiave della rappresentanza istituzionale a tutela e garanzia di tutto il C.C.

Un'ultima considerazione riguarda, oltre agli  elementi qualitativi già richiamati, che anche sul piano quantitativo la convocazione di 24 Consigli in 36 mesi dal suo insediamento, parrebbero  mostrare  apparentemente una frequenza significativa di 1 consiglio ogni 1,5 mesi, - ovvero 8 C.C. Annui di media, ma non bisogna scordare che ben 15 di essi sono convocazioni dovute per Legge che hanno avuto per oggetto il Bilancio o il PGT, ed in tali consigli, per regolamento, è inibita la possibilità ai consiglieri di produrre mozioni e/o interrogazioni, che evidentemente giocoforza sono state concentrate sui restanti 9 Consigli Comunali rimanenti (vedere odg odierno), ovvero i consiglieri hanno la possibilità di interrogare e discutere una volta ogni 4 mesi.
Anche da questo punto di vista, ovvero riguardo alla programmazione dei lavori, per una voluta scarsità di coordinamento con la  Conferenza Capigruppo, riteniamo del tutto insoddisfacente le modalità di lavoro prescelte, e non escludiamo d'ora in avanti di avvalerci della facoltà  di   convocazione del C.C. Ex art. 39 comma II° ;

Vi è infine un interrogativo ancora piu' ampio e generale, sulle capacità e la forza interiore di una persona che oggi è una e trina – ricoprendo le funzioni di Sindaco – Assessore ai Servizi Sociali e Presidente del Consiglio Comunale. Tocca alla maggioranza stabilire se è prudente o meno concentrare tanto potere in un'unica persona . Contenti voi contenti tutti !

Attenzione dunque, perchè quando le istituzioni non sanno essere all'altezza del loro compito democratico e non vi è modo di riformarne dall'interno le storture,  presto o tardi saranno chiamati i cittadini a riprendersi gli spazi ed i contenuti che non si è stati in grado di garantire.