martedì 26 giugno 2012

APPROVATA IN REGIONE LA LEGGE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE PER LA QUALE VIVERE TREZZO AVEVA PRESENTATO UNA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A TREZZO

E' con soddisfazione che questa sera sul nostro blog poniamo in evidenza l'approvazione, da parte della Regione Lombardia, della legge contro la violenza sulle donne, legge sostenuta da tutto il Consiglio Comunale di Trezzo che ha votato all'unanimità una mozione di sostegno presentata da VIVERE TREZZO


CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 MAGGIO 2012 “VIVERE TREZZO” PRESENTA UNA MOZIONE INTITOLATA AZIONI DI CONTRASTO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE CHE IMPEGNA IL COMUNE DI TREZZO SULL’ADDA A SOSTENERE, PRESSO LA REGIONE LOMBARDIA, L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.
OGGI 26 GIUGNO LA LEGGE è STATA APPROVATA.
PUBBLICHIAMO DI SEGUITO UN INTERVENTO DEL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO SARA VALMAGGI E L’ARTICOLO APPARSO SUL GIORNALE DI VIVERE TREZZO IN DISTRIBUZIONE NELLA CITTà IN QUESTI GIORNI

Regione- Legge contro la violenza sulle donne
Valmaggi (Pd):” Approdo del lungo cammino a fianco dei servizi e dei centri antiviolenza”


Oggi il consiglio regionale ha  approvato  all’unanimità la  legge  di contrasto alla violenza sulle donne ,elaborata, in quattro mesi di intenso impegno,  da un gruppo di lavoro  bipartisan.
“La legge- spiega  il  vicepresidente del Consiglio regionale, una delle  relatrici della legge, Sara Valmaggi-  è il frutto di una buona mediazione fra  i  progetti di legge, presentati dal Pd,   Sel,  Pdl   e uno di iniziativa popolare  e  ne accoglie in grande parte  i contenuti.   Questo risultato è stato reso possibile anche grazie  alla mobilitazione delle promotrici del progetto di legge di iniziativa popolare”. 
“Si tratta- continua Valmaggi-  di una buona legge, che  da una risposta a quanto denunciato  ieri anche dall’Onu,  che ha rilevato  la mancanza di strumenti di tutela dalla violenza per le donne in Italia, sana un vuoto legislativo  e interviene finalmente  su un fenomeno che, come testimoniano anche i tragici episodi recenti di cronaca, è in costante crescita.”
La legge  che condanna ogni tipo di violenza fisica, sessuale psicologica ed economica, prevede l’istituzione  di un tavolo permanente composto per metà dai rappresentanti delle associazioni e per metà da  quelli istituzionali,   con funzioni non solo consultive, ma  di proposta e di elaborazione degli interventi.   Prevede, inoltre  la creazione di una rete regionale antiviolenza, di cui faranno parte i centri  dianti violenza e di accoglienza che da anni operano sul territorio e hanno maturato una straordinaria esperienza. “Uno dei punti forti della legge- sottolinea Valmaggi- è proprio la valorizzazione di questo patrimonio fondato sul metodo della solidarietà fra donne”.
La legge stabilisce ,inoltre, che sia adottato un piano pluriennale che  individua criteri e modalità di intervento  Altro punto centrale del documento approvato è la formazione, necessità  espressa anche da chi si impegna nel soccorso alle donne maltrattate, che  fino ad oggi è stata  affidata solo all’iniziativa degli operatori  volontari. Prevede,inoltre,  programmi educativi, sia per fornire strumenti atti ad individuare eventuali casi di violenza  o maltrattamento, sia  a  diffondere,  fin dall’infanzia, una cultura mirata al rispetto di genere.
 La legge  prevede per il 2012 un  finanziamento di un milione di euro. “Una cifra significativa – commenta Valmaggi- che dovrà essere stanziata entro quest’anno.  La necessità è quella di emanare subito i bandi e individuare  le linee di finanziamento. Una dilazione, vista l’urgenza dell’attuazione degli interventi, non sarebbe in alcun modo accettabile. Per questo ne seguiremo passo il processo di attuazione,  vigileremo perché i tempi stabiliti per la erogazione dei finanziamenti siano rispettati.   Ci impegneremo a far si che il  piano pluriennale sia approvato al più presto dal Consiglio e seguiremo passo passo l’attività di monitoraggio  del fenomeno della violenza alle donne. Ad oggi  in Lombardia non esistono dati ufficiali. Per poter arrivare ad avere un quadro del fenomeno è necessario avviare un lavoro di collaborazione con i centri antiviolenza  e gli altri servizi già operativi”.

 Milano, 26 giugno 2012
Piera Mercedes Landoni
Responsabile Democratiche Area Metropolitana Milanese

A PROPOSITO DI …VIOLENZA SULLE DONNE…

VIVERE TREZZO nell’ultimo Consiglio Comunale del 28 Maggio ha presentato una mozione relativa alle “Azioni di contrasto alla violenza sulle donne”,  mozione che è stata sottoposta all’attenzione di tanti comuni della Lombardia in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (25 Novembre).
La mozione, che a Trezzo non si era potuta presentare prima di questa data per problemi tecnici, è stata promossa dal centro sinistra per sensibilizzare la Regione Lombardia, una delle più ricche e sviluppate d’Italia, ad affrontare finalmente il tema della prevenzione e del contrasto della violenza sulle donne con un atto legislativo, e ciò a partire dai progetti di legge (uno del PD, uno di SEL, uno di PDL/Lega ed uno di iniziativa popolare) presentati e giacenti da tempo nella III^ Commissione (Sanità).
Sostanzialmente i progetti di legge che, per quanto riguarda i principi e le finalità sono abbastanza simili, prevedono l’istituzione di una normativa che riconosca le case delle donne (luoghi di accoglienza per le donne che hanno subito violenza e abusi di minori anche dell’ambito familiare), i servizi e i centri antiviolenza, e che tali  strutture siano considerate un presidio nella rete dei servizi alla persona, congiuntamente a forme di finanziamento della Regione per garantirne la  continuità.
Si vuole soprattutto porre rimedio ad una mancanza che, alla luce dei tagli operati sugli enti locali, rischia di provocare la chiusura di molte realtà ricche di competenza ed esperienza, che operano sul territorio in condizioni molto delicate a causa del muro di silenzio e delle paure che solitamente accompagnano questi fatti.
Il fenomeno della violenza sulle donne infatti ha dimensioni di grandi proporzioni e non conosce confini, e sempre più spesso tali atti, già gravi di per sé, si concludono addirittura con l’omicidio della vittima di violenza (basti pensare che dall’inizio dell’anno ad oggi sono 61 le donne vittime di omicidio per mano di un uomo,e sono state 137 nello scorso 2011), con l’aggravante che queste notizie (violenze ed omicidi sulle donne), dopo il clamore iniziale, sono relegate in marginali trafiletti nelle pagine di cronaca e rischiano sempre più di passare inosservati nell’indifferenza generale. 


Per questo è importante che anche il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, aderendo alla campagna delle donne di “Se non ora quando” (movimento di donne  nato il 13 Febbraio 2011 con una grande manifestazione ed il lancio di una campagna di riscatto per la dignità delle donne e per l’Italia, dopo le note e scandalose vicende……..dell’ex presidente del Consiglio), insieme a tante personalità del mondo della cultura abbia sottoscritto una petizione per il contrasto della violenza sulle donne  “Mai più complici,” manifestando il suo impegno e la massima attenzione contro questo fenomeno allarmante che deve essere contrastato con fermezza e determinazione.

Nella seduta del Consiglio Comunale, dopo l’illustrazione ed una breve discussione, che ha portato ad un piccola modifica, la mozione è stata votata all’unanimità (anche se non è mancata qualche titubanza, un po’ pretestuosa, nelle file della maggioranza).
Possiamo dunque essere soddisfatti che con la formalizzazione di questo atto anche la nostra città abbia contribuito a questa causa,  ed abbiamo anche apprezzato l’intervento del Signor Sindaco, che  ha ricordato come a Trezzo l’attenzione a questo fenomeno sia particolarmente sviluppata: lo testimonia l’attivazione della linea d’ascolto telefonica antiviolenza gestita dalle volontarie della “Associazione Mariposa” che opera nella rete dei servizi dell’ambito territoriale, all’interno di un progetto attivato dal Comune (dalla precedente amministrazione nel gennaio 2008) e denominato “Orizzonte Donna” che si avvale di figure professionali (assistente sociale, psicologa e avvocato) per l’ aiuto ed il sostegno alle donne che hanno subito maltrattamenti, violenze o abusi di minori in famiglia.

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