sabato 23 giugno 2012

FONDO ANTICRISI: Non ci interessa la visibilità mediatica,ci interessa solo ed esclusivamente che questo fondo, per risorse e partecipazione, possa costituire davvero un aiuto concreto per chi è in difficoltà a causa della crisi:


COSA ACCADE IN CITTA’
Nelle ultime settimane ha tenuto banco sulla stampa locale ed anche in Consiglio Comunale il tema della costituzione di un “Fondo di Solidarietà” a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi economica, in aggiunta alle risorse già esistenti: non sempre però quanto è stato riportato corrisponde a quanto in realtà è avvenuto, e per questo riteniamo doveroso fare un po’ di chiarezza.  

L’idea della proposta di un fondo di solidarietà per aiutare le famiglie in crisi, soprattutto quelle colpite dalla perdita del lavoro, è nata da una discussione all’interno di VIVERE TREZZO al momento della lettura del Bilancio di Previsione, e si è concretizzata nella preparazione e nella presentazione di un emendamento al suddetto bilancio, che chiedeva lo stanziamento per la costituzione di tale fondo della somma di 30.000,00 €: per l’importanza dell’argomento abbiamo ritenuto di condividere la presentazione di questo emendamento anche con PIU’ TREZZO (che adesso pare essersi dimenticata di averlo sottoscritto, dato che racconta alla stampa di aver avviato la riflessione sul tema grazie alla sollecitazione del Parroco…o forse lo aveva sottoscritto senza leggerlo…..).
Al Consiglio Comunale dello scorso 12 Marzo, l’emendamento veniva respinto, in parte con una motivazione tecnica (per quanto riguardava la somma di 10.000,00 € che andava a toccare un capitolo di bilancio da cui non potevano essere tolte risorse), ma principalmente sulla base di un parere NON FAVOREVOLE del settore dei Servizi Sociali, che riteneva che le risorse messe a disposizione per il 2012 fossero sufficienti  (e ciò nonostante il taglio di circa 140.000,00 sulle voci relative all’assistenza ed ai servizi alla persona), parere che ci ha lasciato molto perplessi.
A questo proposito si tenga conto che nessun parere contrario è stato dato né da parte del Settore Finanziario né dal Revisore dei Conti sulla somma pari ad € 20.000,00 da prelevare dal Fondo di Riserva nei termini di legge, e quindi con un po’ di buona volontà da parte della maggioranza il fondo avrebbe potuto essere costituito a partire proprio da quest’ultima somma, ma così non è stato.
Siamo dunque rimasti molto sorpresi quando sul settimanale locale “la Gazzetta dell’Adda” del 2 Aprile 2012 è stato pubblicato un articolo nel quale il Responsabile del settore Servizi alla Persona, esprimeva una grande preoccupazione rispetto all’ulteriore aggravarsi della crisi e al conseguente aumento di situazioni di famiglie e soggetti in grave difficoltà economica, auspicando una maggior disponibilità di risorse al fine di garantire interventi minimi necessari di sostegno e aiuto concreto, preoccupazione espressa dallo stesso funzionario che aveva dato parere negativo alla proposta di aggiungere risorse proprio da destinarsi al settore dei Servizi Sociali.

Nel corso delle celebrazioni del Primo Maggio, Don Alberto Cereda, Parroco della nostra Città, ha lanciato un appello ai Cittadini, alle Associazioni e alle Istituzioni, rendendosi disponibile a valutare proposte ed a collaborare concretamente alla costituzione di un Fondo di solidarietà e Anticrisi, appello che ha suscitato molte reazioni sulla stampa locale, ma che di fatto è stato respinto al mittente dal Signor Sindaco.
Abbiamo così deciso di rilanciare la nostra proposta, attraverso la presentazione al Consiglio Comunale dello scorso 28 Maggio di un’interrogazione con la quale si chiedevano le intenzioni dell’Amministrazione Comunale circa la costituzione di questo fondo di solidarietà anticrisi, interrogazione a cui veniva  risposto che non vi era l’intenzione di costituire nessun fondo di questo tipo.

Questa risposta ci ha lasciati decisamente sconcertati, perché esattamente qualche minuto prima, era stata approvata (con due voti favorevoli e l’astensione del resto del Consiglio) una mozione presentata dal Gruppo Consiliare PIU’ TREZZO, che prevedeva proprio la costituzione di un “Fondo di sostegno alle famiglie in crisi” (chissà poi perché gli è stato cambiato nome…..forse per distinguersi?), in cui far confluire i gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali (e perché non anche almeno uno stipendio del Sindaco e degli Assessori?).
Su questa mozione anche il nostro gruppo Consiliare si è astenuto, non perché non fossimo d’accordo in linea di principio, ma semplicemente perché ci è sembrato più opportuno proporre, durante la discussione, che il Consiglio si assumesse un impegno preciso per costituire il fondo a partire almeno dalla somma di 20.000,00 € per poi allargarlo ad altri contributi (tra cui anche i gettoni di presenza, che da soli certo non servono a granchè, dato che si tratta di una cifra di circa 2000,00/2,500,00 € all’anno), proposta che però NON ha trovato consenso.
Si è dunque preferito far passare una mozione, che consentisse visibilità immediata (ed infatti sulla stampa ha avuto grande risonanza), ma che di concreto ha poco o nulla (cosa ci fanno le famiglie colpite dalla crisi con 2000,00/2.500,00 € l’anno?), piuttosto che lavorare su una proposta magari meno immediata, ma certamente più concreta (anche 20.000,00 € possono essere pochi, ma è decisamente  un inizio più consistente)…………..misteri della politica…….dove conta di più esser visibili ”mediaticamente” che fare qualcosa di concreto e sostanzioso, magari nel silenzio.
Non ci arrendiamo però, e ci impegneremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione affinché questo fondo venga adeguatamente rinforzato con tutte le risorse  necessarie, iniziando dai 20.000,00 € che possono essere prelevati dal Fondo di Riserva
Non ci interessa la visibilità mediatica, né la corsa a chi è più bravo o arriva prima, né tantomeno fare liste su chi donerà oppure no il gettone di presenza (ciascuno di noi risponde ad una sua etica ed a una sua coscienza), ci interessa solo ed esclusivamente che questo fondo, per risorse e partecipazione, possa costituire davvero un aiuto concreto per chi è in difficoltà a causa della crisi: ci impegneremo a fondo perché ciò avvenga, anche se purtroppo, non abbiamo i numeri per garantire il risultato positivo di questo nostro impegno (e non ci piace promettere ciò che non siamo sicuri di poter ottenere), ma è certo che faremo tutto il possibile.
                                                             Elisabetta Villa
(Capo Gruppo VIVERE TREZZO)

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