COSA ACCADE IN CITTA’
Nelle
ultime settimane ha tenuto banco sulla stampa locale ed anche in Consiglio
Comunale il tema della costituzione di un “Fondo di Solidarietà” a sostegno
delle famiglie colpite dalla crisi economica, in aggiunta alle risorse già
esistenti: non sempre però quanto è stato riportato corrisponde a quanto in
realtà è avvenuto, e per questo riteniamo doveroso fare un po’ di
chiarezza.
L’idea
della proposta di un fondo di solidarietà per aiutare le famiglie in crisi,
soprattutto quelle colpite dalla perdita del lavoro, è nata da una discussione
all’interno di VIVERE TREZZO al momento della lettura del Bilancio di
Previsione, e si è concretizzata nella preparazione e nella presentazione di un
emendamento al suddetto bilancio, che chiedeva lo stanziamento per la
costituzione di tale fondo della somma di 30.000,00 €: per l’importanza
dell’argomento abbiamo ritenuto di condividere la presentazione di questo
emendamento anche con PIU’ TREZZO (che adesso pare essersi dimenticata di
averlo sottoscritto, dato che racconta alla stampa di aver avviato la
riflessione sul tema grazie alla sollecitazione del Parroco…o forse lo aveva
sottoscritto senza leggerlo…..).
Al
Consiglio Comunale dello scorso 12 Marzo, l’emendamento veniva respinto, in
parte con una motivazione tecnica (per quanto riguardava la somma di 10.000,00
€ che andava a toccare un capitolo di bilancio da cui non potevano essere tolte
risorse), ma principalmente sulla base di un parere NON FAVOREVOLE del settore
dei Servizi Sociali, che riteneva che le risorse messe a disposizione per il
2012 fossero sufficienti (e ciò
nonostante il taglio di circa 140.000,00 sulle voci relative all’assistenza ed
ai servizi alla persona), parere che ci ha lasciato molto perplessi.
A
questo proposito si tenga conto che nessun parere contrario è stato dato né da
parte del Settore Finanziario né dal Revisore dei Conti sulla somma pari ad €
20.000,00 da prelevare dal Fondo di Riserva nei termini di legge, e quindi con
un po’ di buona volontà da parte della maggioranza il fondo avrebbe potuto
essere costituito a partire proprio da quest’ultima somma, ma così non è stato.
Siamo dunque rimasti molto sorpresi quando sul settimanale locale “Nel corso delle celebrazioni del Primo Maggio, Don Alberto Cereda, Parroco della nostra Città, ha lanciato un appello ai Cittadini, alle Associazioni e alle Istituzioni, rendendosi disponibile a valutare proposte ed a collaborare concretamente alla costituzione di un Fondo di solidarietà e Anticrisi, appello che ha suscitato molte reazioni sulla stampa locale, ma che di fatto è stato respinto al mittente dal Signor Sindaco.
Abbiamo così deciso di rilanciare la nostra
proposta, attraverso la presentazione al Consiglio Comunale dello scorso 28
Maggio di un’interrogazione con la quale si chiedevano le intenzioni dell’Amministrazione
Comunale circa la costituzione di questo fondo di solidarietà anticrisi,
interrogazione a cui veniva risposto che
non vi era l’intenzione di costituire nessun fondo di questo tipo.
Questa risposta ci ha lasciati decisamente
sconcertati, perché esattamente qualche minuto prima, era stata approvata (con
due voti favorevoli e l’astensione del resto del Consiglio) una mozione
presentata dal Gruppo Consiliare PIU’ TREZZO, che prevedeva proprio la
costituzione di un “Fondo di sostegno alle famiglie in crisi” (chissà poi
perché gli è stato cambiato nome…..forse per distinguersi?), in cui far
confluire i gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali (e perché non anche
almeno uno stipendio del Sindaco e degli Assessori?).
Su
questa mozione anche il nostro gruppo Consiliare si è astenuto, non perché non
fossimo d’accordo in linea di principio, ma semplicemente perché ci è
sembrato più opportuno proporre, durante la discussione, che il Consiglio si
assumesse un impegno preciso per costituire il fondo a partire almeno dalla
somma di 20.000,00 € per poi allargarlo ad altri contributi (tra
cui anche i gettoni di presenza, che da soli certo non servono a granchè, dato
che si tratta di una cifra di circa 2000,00/2,500,00 € all’anno), proposta che
però NON ha trovato consenso.
Si
è dunque preferito far passare una mozione, che consentisse visibilità
immediata (ed infatti sulla stampa ha avuto grande risonanza), ma che di
concreto ha poco o nulla (cosa ci fanno le famiglie colpite dalla crisi con
2000,00/2.500,00 € l’anno?), piuttosto che lavorare su una proposta magari meno
immediata, ma certamente più concreta (anche 20.000,00 € possono essere pochi,
ma è decisamente un inizio più
consistente)…………..misteri della politica…….dove conta di più esser visibili
”mediaticamente” che fare qualcosa di concreto e sostanzioso, magari nel
silenzio.
Non
ci arrendiamo però, e ci impegneremo con tutti gli strumenti a nostra
disposizione affinché questo fondo venga adeguatamente rinforzato con tutte le
risorse necessarie, iniziando dai
20.000,00 € che possono essere prelevati dal Fondo di Riserva
Non
ci interessa la visibilità mediatica, né la corsa a chi è più bravo o arriva
prima, né tantomeno fare liste su chi donerà oppure no il gettone di presenza
(ciascuno di noi risponde ad una sua etica ed a una sua coscienza), ci
interessa solo ed esclusivamente che questo fondo, per risorse e
partecipazione, possa costituire davvero un aiuto concreto per chi è in difficoltà
a causa della crisi: ci impegneremo a fondo perché ciò avvenga, anche se
purtroppo, non abbiamo i numeri per garantire il risultato positivo di questo
nostro impegno (e non ci piace promettere ciò che non siamo sicuri di poter
ottenere), ma è certo che faremo tutto il possibile.
Elisabetta Villa
(Capo Gruppo VIVERE TREZZO)
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