Qualche
volta la vita è davvero strana. Non parliamo poi di quanto è strana quella
politica !
Lunedi
28 maggio in Consiglio Comunale veniva discussa e votata una mozione di
sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, ruolo, che con
una certa superficialità, la maggioranza di centrodestra aveva affidato tre
anni orsono al Sindaco Villa.
Peccato
che il presidente del consiglio comunale, nelle intenzioni della Legge, dello
Statuto Comunale e del Regolamento del Consiglio è una figura di garanzia
istituzionale ovvero dovrebbe svolgere una sorta di funzione di “arbitro” nella
contesa politica, applicando le regole con imparzialità e assicurando a tutti i
consiglieri le medesime opportunità di informazione rispetto ai temi posti in
discussione.
A
questo punto sorge spontanea la domanda:
puo' il capitano della squadra, in questo momento piu' forte in campo,
svolgere con decoro anche la funzione di arbitro ?
La
risposta è quasi scontata, ed evidentemente non è troppo complicato percepire
le motivazioni per le quali ben 7 consiglieri di minoranza appartenenti a 2
gruppi distinti in Consiglio (Vivere Trezzo e Piu' Trezzo) – rappresentanti di
3618 cittadini pari ad oltre il 50% dei votanti alle ultime elezioni
amministrative del 2009 - hanno ritenuto
doveroso presentare tale mozione, avendo constatato che la persona indicata per
ricoprire tale ruolo, ha ampiamente dimostrato di non possedere
le caratteristiche di equilibrio ed attenzione
necessarie per svolgerlo con competenza, dando prova di interpretarlo in modo del tutto inadeguato se
non addirittura, in taluni casi, con modalità colpose.
Del
resto i temi della democrazia, della trasparenza amministrativa e
dell'applicazione imparziale delle regole stanno al centro di ogni
organizzazione sociale che si definisca tale e per noi rappresentano quel
mattone fondamentale che è la costituzione sostanziale del nostro Paese a cui
tutti dovrebbero tendere, indipendentemente dal colore politico per il quale si
parteggia.
Orbene,
una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio, per avere efficacia deve
ottenere una maggioranza qualificata (2/3 dei voti), e noi certamente non ci
attendevamo di averli.
Ci
è bastata la soddisfazione nel vedere finalmente un Presidente sottotono, quasi
remissivo come mai era capitato di vedere durante un consiglio, che ha lasciato
al capogruppo di maggioranza il compito di organizzare lo show, accusandoci
espressamente di organizzare delle “buffonate”.
Sarà,
ma mentre quest'ultimo leggeva il suo testo sicuramente condiviso, non
poteva certo vedere le facce eloquenti e stupite di diversi consiglieri della sua maggioranza, che
evidentemente della sua serietà e
compostezza ne hanno piene le tasche.
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