giovedì 28 giugno 2012

Quando le vittorie assomigliano alle sconfitte e viceversa.


Qualche volta la vita è davvero strana. Non parliamo poi di quanto è strana quella politica !
Lunedi 28 maggio in Consiglio Comunale veniva discussa e votata una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, ruolo, che con una certa superficialità, la maggioranza di centrodestra aveva affidato tre anni orsono al Sindaco Villa.
Peccato che il presidente del consiglio comunale, nelle intenzioni della Legge, dello Statuto Comunale e del Regolamento del Consiglio è una figura di garanzia istituzionale ovvero dovrebbe svolgere una sorta di funzione di “arbitro” nella contesa politica, applicando le regole con imparzialità e assicurando a tutti i consiglieri le medesime opportunità di informazione rispetto ai temi posti in discussione.
A questo punto sorge spontanea la domanda:  puo' il capitano della squadra, in questo momento piu' forte in campo, svolgere con decoro anche la funzione di arbitro ?

La risposta è quasi scontata, ed evidentemente non è troppo complicato percepire le motivazioni per le quali ben 7 consiglieri di minoranza appartenenti a 2 gruppi distinti in Consiglio (Vivere Trezzo e Piu' Trezzo) – rappresentanti di 3618 cittadini pari ad oltre il 50% dei votanti alle ultime elezioni amministrative del 2009 -  hanno ritenuto doveroso presentare tale mozione, avendo constatato che la persona indicata per ricoprire tale ruolo, ha ampiamente dimostrato di non possedere le caratteristiche di equilibrio ed attenzione necessarie per svolgerlo con competenza, dando prova di  interpretarlo in modo del tutto inadeguato se non addirittura, in taluni casi, con modalità colpose.

Del resto i temi della democrazia, della trasparenza amministrativa e dell'applicazione imparziale delle regole stanno al centro di ogni organizzazione sociale che si definisca tale e per noi rappresentano quel mattone fondamentale che è la costituzione sostanziale del nostro Paese a cui tutti dovrebbero tendere, indipendentemente dal colore politico per il quale si parteggia.

Orbene, una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio, per avere efficacia deve ottenere una maggioranza qualificata (2/3 dei voti), e noi certamente non ci attendevamo di averli.
Ci è bastata la soddisfazione nel vedere finalmente un Presidente sottotono, quasi remissivo come mai era capitato di vedere durante un consiglio, che ha lasciato al capogruppo di maggioranza il compito di organizzare lo show, accusandoci espressamente di organizzare delle “buffonate”.

Sarà, ma mentre quest'ultimo leggeva il suo testo sicuramente condiviso, non poteva certo vedere le facce eloquenti e stupite di diversi  consiglieri della sua maggioranza, che evidentemente della sua  serietà e compostezza ne hanno piene le tasche.

Nessun commento: