Lo scorso 19 novembre il Consiglio Comunale ha istituito
dopo diverse sollecitazioni delle opposizioni un fondo straordinario di
€. 25.000 per le famiglie in difficoltà, a seguito della perdita del lavoro del
capo famiglia. Oltre che in ritardo rispetto alla richiesta fatta dalle
opposizioni, la maggioranaza del CC ha
vincolato la distribuzione di tale fondo di solidarietà a criteri molto rigidi.
Tuttavia,
consapevoli dell’importanza dell’iniziativa, le opposizioni hanno ritenuto opportuno dare un segnale concreto di
attenzione destinando al fondo la quota corrispondente al gettone di presenza
di ogni consigliere, cosa che i consiglieri di maggiornaza non risulta abbiano
fatto, ad eccezione dell'assessore Confalone che ha rinunciato ad una mensilità della propria
indennità;
VIVERE TREZZO,
subito dopo l'emanazione delle linee guida e del bando per accedere ai
contributi di tale fondo, aveva inviato una serie di osservazioni, finalizzate
a migliorarne la fruibilità.
Nonostante ciò i risultati al termine dell'iter di assegnazione
sono alquanto deludenti.
Su 64 istanze ne sono state accolte solo 34 (circa la
metà) e i motivi di esclusione nella maggior parte dei casi sono stati
quelli denunciati da VIVERE TREZZO sin
dalla seduta del consiglio comunale ( periodo di disoccupazione superiore
rispetto al limite indicato, residenza a Trezzo per
un periodo inferiore a quello previsto nelle suddette linee guida,
precarietà del lavoro ecc.),
Questo fondo di solidarietà pur rappresentando per le famiglie in
difficoltà un piccolo contributo non risolutivo dei problemi che tali famiglie
si sono trovate ad affrontare a seguito della disoccupazione dovuta alla crisi
e non alla loro volontà, ha visto
escluse proprio quelle persone in maggiore difficoltà perchè disoccupate da più
tempo o solo perchè residenti a
Trezzo da minor tempo.
La filosofia di fondo di questa maggioranza che governa il nostro
comune è sempre il sospetto che qualcuno "ci marci..." ignorando che nessuna
delle famiglie in difficoltà desidera esserlo e che tutti i disoccupati,
cassaintegrati ed esodati vorrebbero avere un lavoro che permetta loro e alle
loro famiglie di vivere con dignità.
Nonostante il successo dell'iniziativa, sintomo di un bisogno reale,
l'attuale maggioranza si è convinta
che la crisi stia finendo e ha bocciato la proposta di VIVERE TREZZO di inserire anche nel bilancio di previsione per l'anno
2013, un fondo di solidarietà di €.
20.000, stralciandolo dal fondo di riserva. Si è ritenuto che la
cifra di €. 5.000 inserita a bilancio per tutto l'anno per tutte le
famiglie in difficoltà fosse più che sufficiente.
Lista Civica VIVERE TREZZO
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