lunedì 10 giugno 2013

Analisi del programma di mandato della giunta di destra che, per ora, governa Trezzo: il POCO benessere sociale a Trezzo

Guido Leoni, consigliere di VIVERE TREZZO nel Consiglio Comunale di Trezzo e componente della lista civica VIVERE TREZZO, illustra l'analisi di VT sul capitolo "il benessere sociale" del programma di mandato della Giunta di destra che, per ora, governa Trezzo, dopo 4/5 di periodo di governo.
La sintesi potrebbe essere racchiusa in questa definizione: il POCO benessere sociale che questa amministrazione assicura ai Trezzesi"



 Il benessere sociale




Prima linea strategica: sostegno alla famiglia quale soggetto fondante della società.

L'attenzione alla famiglia quale soggetto fondante della società c'è sicuramente stata da parte di questa Amministrazione comunale, nel senso che tutti i servizi pubblici fondamentali per la cura dei componenti delle famiglie, soprattutto quelli più bisognosi di interventi, siano essi minori o anziani, hanno visto l'aumento delle tariffe di accesso. Contemporaneamente la spesa globale per le funzioni del settore sociale nel corso dei due esercizi precedenti si è ridotta ed anche per il 2013 la previsione di bilancio è inferiore di ben 93.341 euro rispetto alla spesa dell'anno precedente.

Per quanto riguarda la fascia infanzia e minori tra i progetti previsti c'era la realizzazione di un nuovo asilo nido con la previsione entro il 2012 della conclusione della fase esecutiva della progettazione e  l'avvio delle procedure di appalto per la realizzazione da concludersi entro il 2014.
Nessuna procedura risulta attivata sulla individuazione dell'area, sulla fattibilità di un progetto nè tanto meno risulta redatto un progetto da realizzare.
Contemporaneamente l'aumento progressivo delle tariffe, ha determinato un calo di accessi all'attuale asilo comunale, lasciando posti vuoti con il paradossale risultato di  vedere innalzare i costi di gestione.
Il sottoutilizzo dell'asilo nido comunale si protrarrà anche per il 2013, non è un caso che nel bilancio di previsione le derrate alimentari e l'acquisto di beni di consumo saranno ridotti del 50%.
Il previsto potenziamento dell'utilizzo complementare di strutture alternative all'asilo comunale non è più considerato un servizio aggiuntivo, finalizzato ad ampliare l'offerta ed accogliere un numero maggiore di bambini, ma un servizio sostitutivo. Si ha notizia del fatto che l'asilo privato gestito dalle suore ha dovuto aprire una nuova sezione per bambini di 2 anni, perchè il minor costo lo rende competitivo rispetto all'asilo comunale.
Per i bimbi più piccoli è stato mantenuto lo spazio giochi "papaveri e papere" e per quelli più grandi  è stato attivato un servizio di post scuola presso la ex pro-loco,  gestiti entrambi dalla cooperativa AIRES, sono stati investiti  anche notevoli risorse economiche per recintare lo spazio circostante l'edificio, ma il servizio sembrerebbe poco frequentato a causa dell'elevato costo, soprattutto se si considera che per le famiglie si tratta di costi che si vanno ad aggiungere ad altri servizi indispensabili, quali mensa, trasporto ecc.
Altri servizi rivolti ai minori sono stati mantenuti nelle loro forme essenziali in quanto non derogabili ad altri enti (tutela minori e penale minorile).
L'Amministrazione comunale e il Sindaco, ancorchè assessore ai servizi sociali ad interim permanente, ha tanto a cuore le famiglie e soprattutto i minori, quali soggetti deboli da tutelare, da attivare una campagna di stampa di delegittimazione degli stessi servizi sociali comunali, accusati di essere troppo zelanti e di inviare con troppa facilità i minori in comunità, togliendoli alle loro famiglie, ed incidendo pesantemente sul bilancio comunale.

Il risparmio a tutti i costi è apparso molto più importante della tutela dei minori in difficoltà.

Per quanto riguarda l'assistenza agli anziani nulla è stato aggiunto ai servizi già esistenti e rispetto alla residenza Sanitaria "Anna Sironi" si è proceduto alla revisione degli istituti erogati ad integrazione delle rette non già per alleggerire il peso sostenuto da parte delle famiglie che hanno visto anche in questo caso aumentare il loro contributo per la fruizione del servizio.

Nei confronti delle famiglie in difficoltà è stata istituita la "carta famiglia" e la convenzione presso alcuni esercizi commerciali, comunque con fondi non sufficienti a coprirne il fabbisogno, soprattutto in un periodo di crisi come l'attuale.
E' stato realizzato un protocollo d'intesa con il consultorio privato "la famiglia", la parrocchia e lo sportello Caritas  in attuazione di un fondo messo a disposizione dalla Provincia per le famiglie in difficoltà o a rischio fragilità.
Lo scorso 19 novembre il Consiglio Comunale ha inoltre istituito un fondo straordinario di €. 25.000 per le famiglie in difficoltà a seguito della perdita del lavoro del capo famiglia, fondo promosso e sollecitato dalle opposizioni, che rappresenterà un piccolo contributo anche se insufficiente per venire incontro al numero sempre più alto di famiglie in difficoltà a causa della crisi economica in atto.
Il numero delle domande presentate per accedere al suddetto fondo sono state 65 e probabilmente non tutte potranno essere accolte, l'attuale maggioranza però è convinta  che la crisi stia finendo e ha bocciato la proposta di Vivere Trezzo di inserire  nel bilancio di previsione, anche per l'anno 2013, un fondo di solidarietà  di €. 20.000, stralciandolo dal fondo di riserva. Si è ritenuto che la cifra di €. 5.000 inserita a bilancio per tutto l'anno per tutte le famiglie in difficoltà fosse più che sufficiente.

I propositi di attivare iniziative di prevenzione, sostegno psicologico e sociale per minori in caso di separazione dei genitori, donne in gravidanza o disagio familiare dovuto a fenomeni quali: bullismo, pedofilia, maltrattamenti non sono stati realizzati se non nella parte di sostegno alle donne vittime di violenza e di maltrattamento in famiglia oltre che di stalking, attraverso il potenziamento del servizio "Orizzonte donna" già esistente da alcuni anni.
Ciò si è realizzato grazie a finanziamenti, previsti nel piano di zona, ad hoc finalizzati da parte dell'ambito del distretto ASL Mi 2 e a finanziamenti regionali nell'ambito delle politiche sulle pari oppotunità, nonchè grazie al contributo dell'associazione Mariposa che ha collaborato all'attivazione e alla gestione della "Linea d'ascolto telefonica" quale primo nodo della rete di accoglienza delle donne vittime di violenza. Nel bilancio di previsione del 2013 è stata prevista una piccola somma per consentire al servizio di andare avanti, in assenza di altri finanziamenti.
E' stato anche firmato un protocollo operativo sulle emergenze tra i servizi sociali dei Comuni dell'ambito trezzese, il servizio "Orizzonte donna" le Forze dell'ordine, i medici di base, i pronto soccorso degli ospedali di zona, Centri di pronta accoglienza del privato sociale, l'azienda "Offerta sociale". Tale attività è stata oggetto di apprezzamento in vari ambiti, che lo hanno anche adottato come modello d'intervento.

I propositi relativi alla Lotta alle tossicodipendenze relativamente a campagne di informazione e prevenzione non hanno visto l'attivazione di alcun intervento aggiuntivo da parte dell'amministrazione comunale rispetto ai compiti istituzionali attrbuiti all'ASL e ai servizi all'uopo dedicati.

Anche per l'handicap e la disabilità c'è stato un mantenimento di servizi già esistenti e attualmente nell'ambito del piano di zona si sta revisionando e omogeneizzando tra i comuni del distretto il contributo richiesto alle famiglie in base alle condizioni economiche e finanziarie delle stesse.

Per quanto riguarda la salute e medicina nulla è stato attivato per far fronte al disagio della collocazione di Trezzo nel distretto dell'ASL di Melegnano.

La politica nei confronti del volontariato e dell'associazionismo è stato quello di depotenziare tutte quelle associazioni non in linea con la nuova gestione politica dell'Amministrazione, riduzione generalizzata dei fondi a sostegno delle associazioni, erogazione degli stessi in modo del tutto discrezionale e privo di criteri oggettivi, inoltre  l'atteggiamento pregiudizievole dell'amministrazione, che non ha riscontro nelle forme di rapporto intrattenute da altri enti locali nella zona, oltre
ad essere maturato nel tempo in forme di controllo o di ostracismo di alcune associazioni (provocando addirittura
la "emigrazione" di alcune), è stato efficace nel disgre-garne la Consulta, vanificandone il lavoro: addirittura, l'assemblea delle associazioni attende da due anni la controfirma della revisione del proprio regolamento, caduto senza onore o forse rinchiuso intenzionalmente nel dimenticatoio di qualche assessore.

Riguardo alle politiche sulla casa, esse hanno disatteso sostanzialmente la lettura della realtà, sia per quanto riguarda il fabbisogno "emergenziale" sia nel disconoscimento della struttura della domanda: quest'ultima oltre al tempo di crisi, è ampiamente influenzata da un'effervescente evoluzione demografica, di cui è più che evidente quanto non si voglia dar conto. Nel caso specifico, alcune associazioni hanno più volte fornito proposte, suggerimenti e stimoli: non sono però seguite ne' analisi attente ne' risposte confacenti, pregiudicando così sia soddisfazione dei bisogni sia il buon uso delle risorse disponibili (cosa che, fra l'altro, dovrebbe permettere di discriminare un'amministrazione pubblica da una cassa di risparmio; ma tant'è).

Nulla è stato fatto nelle politiche per il lavoro pur in presenza di una generalizzata e devastante crisi economica che sta colpendo anche il nostro territorio.

ALCUNE PROPOSTE DI VIVERE TREZZO
  • riproposizione del fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà
  • un politica tariffaria per l'accesso ai servizi sociali differenziata in base al reddito con particolare attenzione alle fasce più deboli
  • una politica per la casa attenta alle giovani coppie e alle fasce deboli con investimenti finalizzati a governare l'emergenza sfratti
  • l'individuazione di alloggi a canone agevolato e convenzioni con associazioni e privati per l'utilizzo di alloggi per la prima accoglienza
  • promozione di iniziative mirate a contrastare il rischio povertà dei soggetti deboli e degli anziani attraverso convenzioni con gli esercizi commerciale della zona per la costituzione di panieri di prodotti disponibili a prezzi convenzionati
  • costituzione di reti sovracomunali per affrontare insieme le questioni derivanti dalle difficoltà dovute alla crisi del mercato del lavoro e creazione di momenti stabili di economia solidale
  • iniziative mirate a favorire l'integrazione sociale dei soggetti a rischio isolamento e dei cittadini immigrati attraverso occasioni di incontro e di ascolto
  • promozione della cultura della salute e della prevenzione
  • una politica di sostegno e di coordinamento delle associazioni di volontariato presenti sul territorio al fine di promuovere la cittadinanza attiva



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