domenica 1 luglio 2012

LEGA, ITALIA, SENSO DELLO STATO, ETICA POLITICA

Questa sera pubblichiamo due articoli tratti dal nostro bollettino di informazione che stiamo distribuendo nelle case di Trezzo. Non si tratta di una scelta dovuta a mancanza di spazio, ma di una contiguità di argomento. Se leggete i due articoli vedrete che in fondo raccontano la stessa cosa, raccontano un periodo storico che, pur con strascichi che sono lenti a finire, si sta esaurendo (fortunatamente per l'Italia). Oggi, nel giorno in cui la Lega fa qualche cambiamento ( di sostanza o di facciata?- ma Zaia dice: facciamo il mea culpa. Onore al merito della chiarezza), e la nazione è tesa verso un traguardo sportivo (il presidente Napolitano - un gigante dice Buffon -  dice "consapevolezza dell'importanza dei risultati, senza retorica, senza trionfalismi, sapendo quanta strada resta da percorrere. Ma non è forse questo il discorso da fare per L'Italia e per la sua Nazionale di calcio"), crediamo utile sottoporre ai Trezzesi questa doppia riflessione: il signor Sindaco che dice di Bossi Ha dato talmente tanto a tutti noi che sarei prontissimo a capire e perdonare se anche si fosse tenuto qualcosa per sé” (come si pone con il congresso di oggi della Lega?) e l'assordante silenzio e la mesta diserzione dell'Amministrazione Comunale alla celebrazione della festa della Repubblica.



Ha dato talmente tanto a tutti noi che sarei prontissimo a capire e perdonare se anche si fosse tenuto qualcosa per sé
 da “Il Giorno”, 6 Aprile 2012, intervista a firma di Gabriele Gabbini

Purtroppo queste parole sono state usate dal nostro Sindaco Danilo Villa per commentare, attraverso le pagine del quotidiano “Il Giorno”, la notizia delle dimissioni di Umberto Bossi da segretario della Lega Nord.
Parole che non avremmo mai voluto sentir pronunciare da un rappresentante dell'Amministrazione Comunale, tantomeno dal primo cittadino.
Come può il Sindaco di una Città permettersi di fare un'affermazione simile?
Come potranno i Cittadini fidarsi e lasciare che le scelte che li riguardano vengano gestite attraverso un tale pensiero?
Dietro a quella che, a prima vista, potrebbe sembrare una battuta da bar si nasconde una visione politica imperniata sul fanatismo nei confronti di certi (presunti) valori e personaggi, a cui  molto si è concesso e molto si è perdonato negli ultimi anni.
La gestione della cosa pubblica invece non può e non deve mai essere ricondotta a interessi privati “giustificabili”.
Chiunque lo fa’, sbaglia.


Trezzo sull’Adda, 2 Giugno 2012: una mesta diserzione

Una mesta diserzione: basterebbero queste tre parole per commentare la mancata partecipazione dell’Amministrazione Comunale alla Festa della Repubblica.
Se ci spingiamo ad andare oltre è perché lo stupore per lo sfregio di non avere celebrato la data di nascita della nostra Repubblica è grande e ci ha lasciati più delusi che sorpresi.
Non è la prima volta infatti che l’attuale Amministrazione Comunale tenta di far passare inosservate le date “fondamentali” nella vita del nostro paese, ma mai si era arrivati addirittura alla non celebrazione, come invece è accaduto quest’anno con la ricorrenza del 2 Giugno.
Una dimenticanza? Appare assai strano visto il dibattito pubblico su giornali e televisioni, che ha preceduto l’evento e che ben avrebbe accompagnato la riflessione ed il pronunciamento dell’Amministrazione.
Semplicemente l’Amministrazione Comunale (ormai interamente inchinata al volere del Signor Sindaco) non ha voluto celebrare la nascita della Repubblica Italiana, quella Repubblica che il Signor Sindaco (gli piaccia o no) rappresenta per il ruolo stesso che ricopre, ma del quale forse non ha alcuna consapevolezza e di cui certamente appare sempre meno degno.
E non si prenda la scusa, per giustificarsi, di non aver voluto spendere soldi: si può celebrare una ricorrenza importante e fondamentale come questa anche a “costo zero”, basta avere qualche idea originale (come quella avuta dalla locale sezione dell’ANPI, a cui noi abbiamo aderito).
E la si può celebrare senza mancare di rispetto anche a chi in quei giorni stava, e sta ancora vivendo momenti difficili, perché è proprio nei momenti difficili che è importante ricordare le date fondamentali della nascita del nostro paese.

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