sabato 7 luglio 2012

UN INTERVENTO DI "ARTE A TREZZO"

L'Associazione  "ARTE A TREZZO" ha chiesto che il giornale di VIVERE TREZZO potesse ospitare un loro intervento teso a rendere edotti i concittadini di alcune precisazioni in relazione alla donazione De Micheli, atto reso necessario causa le affermazioni, che essi hanno giudicato poco rispondenti al vero, fatte dal signor Mazza, assessore a Trezzo, in relazione alla stessa donazione.
Riportiamo nel nostro blog l'intervento integrale come è stato pubblicato sul giornale.


Aggiornamento sulla De Micheli
“Arte A TrezzoAssociazione culturale Ada e Mario De Micheli” nasce nel 2010 per iniziativa di un gruppo di cittadini. Il fine dell’associazione è di promuovere attività culturali legate alle figure di  Ada e Mario De Micheli, cittadini emeriti di Trezzo sull’Adda; Mario critico d’arte e poeta, Ada educatrice e scrittrice, sono stati protagonisti della storia italiana del dopoguerra.
Dal 1984 donano al Comune di Trezzo sull’Adda oltre 20.000 volumi provenienti dalla loro biblioteca: libri rari, preziosi e autografati e 1000 stampe d’arte: materiale catalogato dalla biblioteca comunale “A. Manzoni” di Trezzo che nel novembre del 2008 inaugura la biblioteca d’arte  a loro dedicata. Ma dal giugno 2010 per decisione unilaterale  dell’attuale Amministrazione Comunale, tutta la donazione viene trasferita  a Milano presso la Biblioteca di Via Senato dove è attualmente consultabile.
Nel 2009  il Comune di Trezzo sull’Adda rigetta un considerevole nucleo di materiali, che comprende la  collezione d’arte, l’archivio e oltre 1000 libri, offerto nel 2007 dai figli Anna e Gioxe.
Questo ricco e vasto fondo è attualmente conferito in comodato d’uso a Arte a Trezzo, che si sta impegnando con varie attività  e collaborazioni a renderlo fruibile a tutti.
L’Associazione, oltre alla mostra ospitata lo scorso ottobre alla Centrale Taccani,  ha  prestato  alla Biblioteca di Via Senato ben 12 dipinti di quel nucleo di opere respinte dall’attuale Amministrazione. Queste opere, con altro materiale sempre derivante dalla Biblioteca d’Arte, sono state utilizzate per una mostra, che a detta del senatore Dell’Utri è stata una delle più visitate.
Anche l’Assessore, Mazza attraverso l’articolo apparso sull’informatore comunale, ha elogiato questa mostra , peccato che all’inaugurazione abbia brillato per la sua assenza.
Sempre sull’informatore comunale l’assessore Mazza ha espresso considerazioni tese a sminuire il valore delle opere presenti nella donazione degli eredi De Micheli, presentandole non come proprie ma attribuendole  a un “consesso di esperti” che, nel 2010,  avrebbe giudicato che  “solo una trentina meritava attenzione sotto il profilo qualitativo”. Veniva indicato come componente di questo consesso anche “il Presidente della Permanente che, trattando arte del Novecento, mi sembrava il più accreditato per fornire un parere” ( tutto il virgolettato è citazione dell’articolo di Mazza).
Incuriosito da tale affermazione Gioxe  De Micheli scrive al Direttore (non Presidente, probabilmente l’assessore si è confuso) della Permanente per chiedere un chiarimento in merito alle affermazioni dell’Assessore. 
Alla luce di questo facciamo nostre le domande di Gioxe De Micheli: 
cosa giustifica tanto accanimento dell’Assessore Mazza?
Perché diamo tanto fastidio all’Assessore Mazza? 
Certo che è ben diverso l’atteggiamento di molti sindaci e assessori che lo scorso febbraio hanno sottoscritto il manifesto “ niente cultura, niente sviluppo” condividendo l’idea che investire nella cultura sia una strategia indispensabile per ritrovare la crescita e lo sviluppo culturale anche di un piccolo territorio.
L’Assessore Mazza che  si preoccupa, come un mercante d’arte,  solo del valore commerciale di queste 800 opere,  non coglie invece il loro valore storico/culturale rappresentato da molti artisti dal 1945 al 2000.
 Da mesi ormai  l’Assessore continua a polemizzare sulla questione, l’Associazione invece continua il suo intenso lavoro in collaborazione con le realtà trezzesi e non solo,  convinti  che le polemiche oltre a dividere  non fanno crescere i cittadini
Ci siamo sentiti quindi  il dovere di fare chiarezza su quanto affermato dall’Assessore con  la lettera che gli eredi De Micheli hanno inviato ai Trezzesi e che l’Associazione ha inviato al Sindaco, chiedendo che venisse  pubblicata sull’informatore Comunale.                                                                                                             

      M.  Luisa Pesenti

                                                                                                                      
                                                                                                         Milano, 19 aprile 2012
Cari amici trezzesi,
con grande stupore ho letto le dichiarazioni dell’Assessore Mazza a proposito
della collezione Ada e Mario De Micheli, dichiarazioni dove si afferma che “un consesso di esperti”
avrebbe espresso un giudizio negativo sull’insieme del fondo.
Un consesso, a dire dell’Assessore, dove tra gli altri spiccava il “Presidente della Permanente”
(qui l’assessore si riferisce evidentemente al “Direttore” del Museo della Permanente Alberto Ghinzani,  scultore ed esperto d’arte del ‘900, e non al “Presidente” della stessa, Guido Podestà).
Poco convinto delle dichiarazioni dell’Assessore ho mandato a Ghinzani la lettera che segue:

                                                                                                                Milano, 5 aprile 2012
Caro Alberto,
l’Assessore alla cultura del Comune di Trezzo sull’Adda, l’architetto-pittore Mazza, nel tentativo di screditare la collezione di opere d’arte appartenuta a mio padre Mario De Micheli, attualmente data in comodato d’uso all’associazione culturale “Arte a Trezzo”, sul giornalino del Comune così scrive:

[...] Rimane da chiedersi come mai Milano non abbia accolto un simile patrimonio. Una risposta, per la verità, mi era stata data in proposito, quando nel 2010, essendo queste opere in affido alla precedente Amministrazione per l’erigendo museo e dovendo invece l’attuale amministrazione decidere sul loro destino, fu radunato un consesso di esperti d’arte per avere conforto. Tra loro vi era anche il Presidente della Permanente che, trattando arte del Novecento, mi sembrava il più accreditato per fornire un parere. La valutazione risultò unanime: delle 800 opere, solo una trentina meritava attenzione sotto il profilo qualitativo, ma, in ogni caso, non così sufficiente per giustificare un museo.

Così dice l’assessore, ma a me non risulta che tu abbia mai presieduto questo “consesso di esperti”, tra l’altro nel periodo al quale fa riferimento l’assessore le opere erano ancora per la maggior parte imballate, e mi sembra impossibile  che questo “consesso” abbia potuto esprimere all’unanimità un giudizio negativo sulla qualità della collezione.
Collezione che comprende tra gli altri artisti come: Banchieri, Basaglia,  Baratella, Bodini, Balena, Cascella, Carpi, Cavaliere, Cassinari, Ceretti, Cazzaniga, Comporri, Dova, Fabbri, Faraoni, Farulli, Fieschi, Forgioli, Francese, Gasparini, Grosso, Ghinzani, Guiotto,  Guttuso,  Ipoustéguy, Leddi,  Martinelli,  Migneco, Ortega, Paganin, Papetti, Pignatelli, Pisani, Pizzinato, Quetglas, Romagnoni, Rossello, Spadari, Sassu, Tavernari, Trubbiani, Vaglieri, Vacchi, Zancanaro, Zigaina.
Artisti rappresentati nel fondo anche da più opere, come nel caso di Vaglieri e Francese.
Ora, caro Alberto, per me, per gli amici dell’associazione “ Arte a Trezzo” che tanto si prodigano per mantenere unita questa collezione “d’autore”, un tuo chiarimento su quanto affermato pubblicamente dall’Assessore  Mazza sarebbe importante, per amore di verità e per incoraggiare il nostro impegno,

                                                                                                        Gioxe De Micheli
Ed ecco la risposta di Ghinzani:
Caro Gioxe,
ti confermo di non aver mai presieduto alcun "consesso di esperti", a meno che non si riferisca a una riunione tenuta presso la Biblioteca di Via Senato per definire le modalità di trasferimento delle opere, del fondo librario e dei Disegni della Resistenza.
In questo caso erano presenti soltanto i responsabili della Biblioteca di Via Senato e i funzionari di Regione Lombardia.
Un caro saluto,
Alberto
 
Da questo si deduce quanto segue:
1              I responsabili della Biblioteca di via Senato e i funzionari della Regione Lombardia non si possono definire propriamente degli esperti. L’unico esperto d’arte, Ghinzani, afferma di non aver espresso pareri sulla collezione Ada e Mario De Micheli.
2              La riunione non aveva il compito di dare giudizi sulla collezione.
3              Nessuno dei partecipanti alla riunione ha visto le opere facenti parte la collezione.  
 
Ora mi domando: cosa giustifica tanto accanimento dell’Assessore Mazza?
Dovrebbe essere vanto di una Amministrazione pubblica il fatto che dei concittadini portino avanti, autonomamente e con successo, attività e progetti culturali!
Perché diamo tanto fastidio all’Assessore Mazza? 
 
Un caro saluto, 
                                                    Gioxe De Micheli

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