Riportiamo nel nostro blog l'intervento integrale come è stato pubblicato sul giornale.
Aggiornamento
sulla De Micheli
“Arte A Trezzo –Associazione
culturale Ada e Mario De Micheli” nasce nel 2010 per iniziativa di un gruppo di
cittadini. Il fine dell’associazione è di promuovere attività culturali legate
alle figure di Ada e Mario De Micheli,
cittadini emeriti di Trezzo sull’Adda; Mario critico d’arte e poeta, Ada
educatrice e scrittrice, sono stati protagonisti della storia italiana del
dopoguerra.
Dal 1984 donano al Comune di Trezzo sull’Adda oltre
20.000 volumi provenienti dalla loro biblioteca: libri rari, preziosi e
autografati e 1000 stampe d’arte: materiale catalogato dalla biblioteca
comunale “A. Manzoni” di Trezzo che nel novembre del 2008 inaugura la
biblioteca d’arte a loro dedicata. Ma
dal giugno 2010 per decisione unilaterale
dell’attuale Amministrazione Comunale, tutta la donazione viene
trasferita a Milano presso la Biblioteca di Via
Senato dove è attualmente consultabile.
Nel 2009 il
Comune di Trezzo sull’Adda rigetta un considerevole nucleo di materiali, che
comprende la collezione d’arte,
l’archivio e oltre 1000 libri, offerto nel 2007 dai figli Anna e Gioxe.
Questo ricco e vasto fondo è attualmente conferito
in comodato d’uso a Arte a Trezzo, che si sta impegnando con varie
attività e collaborazioni a renderlo
fruibile a tutti.
L’Associazione, oltre alla mostra ospitata lo
scorso ottobre alla Centrale Taccani,
ha prestato alla Biblioteca di Via Senato ben 12 dipinti
di quel nucleo di opere respinte dall’attuale Amministrazione. Queste opere,
con altro materiale sempre derivante dalla Biblioteca d’Arte, sono state
utilizzate per una mostra, che a detta del senatore Dell’Utri è stata una delle
più visitate.
Anche l’Assessore,
Mazza attraverso l’articolo apparso sull’informatore comunale, ha elogiato questa
mostra , peccato che all’inaugurazione abbia brillato per la sua assenza.
Sempre sull’informatore comunale l’assessore Mazza ha espresso considerazioni tese a sminuire il valore delle opere presenti nella donazione degli eredi De Micheli, presentandole non come proprie ma attribuendole a un “consesso di esperti” che, nel 2010, avrebbe giudicato che “solo una trentina meritava attenzione sotto il profilo qualitativo”. Veniva indicato come componente di questo consesso anche “il Presidente della Permanente che, trattando arte del Novecento, mi sembrava il più accreditato per fornire un parere” ( tutto il virgolettato è citazione dell’articolo di Mazza).
Incuriosito da tale affermazione Gioxe De Micheli scrive al Direttore (non Presidente, probabilmente l’assessore si è confuso) della Permanente per chiedere un chiarimento in merito alle affermazioni dell’Assessore.
Alla luce di questo facciamo nostre le domande di Gioxe De Micheli:
cosa giustifica tanto accanimento dell’Assessore Mazza?
Perché diamo tanto fastidio all’Assessore Mazza?
Certo che è ben diverso l’atteggiamento di molti
sindaci e assessori che lo scorso febbraio hanno sottoscritto il manifesto “ niente
cultura, niente sviluppo” condividendo l’idea che investire nella cultura
sia una strategia indispensabile per ritrovare la crescita e lo sviluppo
culturale anche di un piccolo territorio.
L’Assessore Mazza che si preoccupa, come un mercante d’arte, solo del valore commerciale di queste 800
opere, non coglie invece il loro valore
storico/culturale rappresentato da molti artisti dal 1945 al 2000.
Da mesi
ormai l’Assessore continua a polemizzare
sulla questione, l’Associazione invece continua il suo intenso lavoro in
collaborazione con le realtà trezzesi e non solo, convinti
che le polemiche oltre a dividere
non fanno crescere i cittadini
Ci siamo sentiti quindi il dovere di fare chiarezza su quanto
affermato dall’Assessore con la lettera
che gli eredi De Micheli hanno inviato ai Trezzesi e che l’Associazione ha
inviato al Sindaco, chiedendo che venisse
pubblicata sull’informatore Comunale.
M.
Luisa Pesenti
Milano, 19 aprile 2012
Cari amici trezzesi,
con grande stupore ho letto le dichiarazioni dell’Assessore
Mazza a proposito
della collezione Ada e Mario De Micheli,
dichiarazioni dove si afferma che “un consesso di esperti”
avrebbe espresso un giudizio negativo sull’insieme del
fondo.
Un consesso, a dire dell’Assessore, dove tra gli altri
spiccava il “Presidente della Permanente”
(qui l’assessore si riferisce evidentemente al “Direttore”
del Museo della Permanente Alberto Ghinzani,
scultore ed esperto d’arte del ‘900, e non al “Presidente” della stessa,
Guido Podestà).
Poco convinto delle dichiarazioni dell’Assessore ho mandato
a Ghinzani la lettera che segue:
Milano, 5 aprile 2012
Caro Alberto,
l’Assessore alla
cultura del Comune di Trezzo sull’Adda, l’architetto-pittore Mazza, nel
tentativo di screditare la collezione di opere d’arte appartenuta a mio padre
Mario De Micheli, attualmente data in comodato d’uso all’associazione culturale
“Arte a Trezzo”, sul giornalino del Comune così scrive:
[...] Rimane da
chiedersi come mai Milano
non abbia accolto un simile patrimonio. Una risposta, per la verità, mi era
stata data in proposito, quando nel 2010, essendo queste opere in affido alla
precedente Amministrazione per l’erigendo museo e dovendo invece l’attuale
amministrazione decidere sul loro destino, fu radunato un consesso di esperti
d’arte per avere conforto. Tra loro vi era anche il Presidente della Permanente
che, trattando arte del Novecento, mi sembrava il più accreditato per fornire
un parere. La valutazione risultò unanime: delle 800 opere, solo una trentina
meritava attenzione sotto il profilo qualitativo, ma, in ogni caso, non così
sufficiente per giustificare un museo.
Così dice l’assessore, ma a me non risulta che tu abbia
mai presieduto questo “consesso di esperti”, tra l’altro nel periodo al quale
fa riferimento l’assessore le opere erano ancora per la maggior parte
imballate, e mi sembra impossibile che
questo “consesso” abbia potuto esprimere all’unanimità un giudizio negativo
sulla qualità della collezione.
Collezione che comprende
tra gli altri artisti come: Banchieri, Basaglia, Baratella, Bodini, Balena, Cascella, Carpi,
Cavaliere, Cassinari, Ceretti, Cazzaniga, Comporri, Dova, Fabbri, Faraoni,
Farulli, Fieschi, Forgioli, Francese, Gasparini, Grosso, Ghinzani,
Guiotto, Guttuso, Ipoustéguy, Leddi, Martinelli,
Migneco, Ortega, Paganin, Papetti, Pignatelli, Pisani, Pizzinato,
Quetglas, Romagnoni, Rossello, Spadari, Sassu, Tavernari, Trubbiani, Vaglieri,
Vacchi, Zancanaro, Zigaina.
Artisti rappresentati nel
fondo anche da più opere, come nel caso di Vaglieri e Francese.
Ora, caro Alberto, per me, per gli amici
dell’associazione “ Arte a Trezzo” che tanto si prodigano per mantenere unita
questa collezione “d’autore”, un tuo chiarimento su quanto affermato
pubblicamente dall’Assessore Mazza
sarebbe importante, per amore di verità e per incoraggiare il nostro impegno,
Gioxe De Micheli
Ed ecco la risposta di Ghinzani:
Caro Gioxe,
ti confermo di non aver mai presieduto alcun "consesso di esperti", a meno che non si riferisca a una riunione tenuta presso la Biblioteca di Via Senato per definire le modalità di trasferimento delle opere, del fondo librario e dei Disegni della Resistenza.
In questo caso erano presenti soltanto i responsabili della Biblioteca di Via Senato e i funzionari di Regione Lombardia.
Un caro saluto,
Alberto
Da questo si deduce quanto segue:
1 I responsabili della Biblioteca di via Senato e i funzionari della Regione Lombardia non si possono definire propriamente degli esperti. L’unico esperto d’arte, Ghinzani, afferma di non aver espresso pareri sulla collezione Ada e Mario De Micheli.
2 La riunione non aveva il compito di dare giudizi sulla collezione.
3 Nessuno dei partecipanti alla riunione ha visto le opere facenti parte la collezione.
Ora mi domando: cosa giustifica tanto accanimento dell’Assessore Mazza?
Dovrebbe essere vanto di una Amministrazione pubblica il fatto che dei concittadini portino avanti, autonomamente e con successo, attività e progetti culturali!
Perché diamo tanto fastidio all’Assessore Mazza?
Un caro saluto,
Gioxe De Micheli
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