domenica 20 maggio 2012

TRA IL DIRE E IL WELL..FARE

RIPUBBLICHIAMO IL POST: TRA IL DIRE E IL WELL...FARE
un problema di impaginazione aveva reso la tabella difficilmente leggibile


In prossimità dell’anno nuovo, l’Amministrazione Villa,  ha provveduto a pianificare la propria politica per definire  i costi di importanti voci di spesa riguardanti i servizi ai cittadini e con apposite delibere di Giunta Comunale ha approvato le nuove tariffe.  Più nel dettaglio le voci riguardano i servizi scolastici come la mensa e trasporto alunni, le prestazioni socio-assistenziali sia ai minori e diversamente abili sia agli anziani a domicilio, le rette per ricoveri in strutture residenziali e semiresidenziali, le tariffe dell’Asilo Nido Comunale, l’utilizzo delle strutture per attività sportive, i servizi cimiteriali, nonché le spese per atti di competenza della Polizia Locale; ed infine per ultimo, ma non certo di minore importanza, i contributi annuali delle Associazioni di volontariato con finalità socio-ricreative, sportive e culturali.


Analizzando le delibere con le precedenti si può notare che le tariffe per i servizi scolastici già aumentate in precedenza non sono lievitate e gran parte dei servizi socio-assistenziali sono rimasti invariati. Gli aumenti hanno riguardato le tariffe della piscina comunale per gli impianti sportivi, quelle per l’utilizzo delle sale di proprietà del Comune, peraltro già ritoccate di recente, i servizi cimiteriali  (nuovi loculi e spese per tumulazione), e buona parte delle prestazioni per procedimenti di competenza della Polizia Locale.
VIVERE TREZZO non può che cogliere con favore che soprattutto le tariffe per servizi sociali siano rimaste invariate, se non fosse che la retta minima dell’Asilo Nido Comunale “Setti Carraro”  nel giro di soli due anni è  più che raddoppiata (aumenti di 100 Euro/anno).  
Ecco le variazioni:

Anno scolastico/Retta         
2009/2010
 2010/2011
2011/2012
 2012/2013
minima/mese resid.
163,00  
250,00 
250,00 
350,00
massima/mese    resid.
542,00 
553,00 
553,00
553,00
non residenti    
638,00
650,00 
650,00 
  700,00


Le rette sopraesposte si riferiscono alla fascia oraria ordinaria dalle 7.30 alle 16.30, mentre l’estensione prolungata dalle 16.30 alle 18.00 ha un ulteriore costo di € 70,00/mensile; sono altresì previste fasce orarie inferiori (di 5 ore e trenta diversificate nell’arco della giornata e tutte comprensive di pasto) con una riduzione della tariffa ordinaria del 30%. Il part-time ora previsto su fascia oraria ordinaria (7.30-16.30) per 3 giorni a settimana prevede una riduzione del 30% mentre per i 4 giorni a settimana la riduzione è del 10% sulla tariffa completa. Le rette vengono calcolate applicando il 3,1% su base ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) coefficiente che fino all’anno 2010 era del 2,1% e con questa variazione ha sostanzialmente determinato un aumento del 50%.
Questa tendenza rischia di far avvitare in senso negativo il Welfare della famiglia con particolare riferimento al lavoro delle donne (è risaputo che la percentuale delle donne occupate in Italia si trova come fanalino di coda rispetto ai paesi europei, con l’aggravante di essere anche meno pagate rispetto agli uomini). L’aumento della retta minima metterà in seria difficoltà le donne con condizioni economiche meno favorevoli che per continuare a lavorare dopo una maternità, si vedranno assorbire gran parte del proprio stipendio per la retta del Nido.
Nel caso specifico si vuole evidenziare che l’Asilo Nido Comunale è una struttura pubblica e oltre ad essere riconosciuto per l’ottima soluzione educativa, la sua funzione naturale è il sostegno dell’ Welfare al femminile, in particolare per sostenere le donne che non hanno aiuti interni alla famiglia, ad avere una prospettiva di un futuro migliore per sé e per i propri figli.
Il rischio che si intravede in questa scelta è che non sia funzionale alla politica della famiglia (come Lei sig. Sindaco, ha più volte dichiarato di sostenere tramite l’informatore comunale e la stampa locale),  con il risultato che questo Asilo Nido Comunale servirà solo a soddisfare l’utenza privilegiata e disincentivare il lavoro delle donne con redditi più bassi.
Ci si domanda, cari cittadini, è solo un caso che la lista d’attesa dell’Asilo Nido Comunale “Setti Carraro” nel giro di poco tempo  si è notevolmente ridotta? Ma, ahimè, la visione di questa amministrazione è più rivolta a trovare soluzioni di tipo privatistico piuttosto che far funzionare la struttura pubblica;  ne è la prova anche il nuovo regolamento Asilo Nido approvato nel Consiglio Comunale del 12 Marzo u.s.,  dove tutte e due le opposizioni hanno votato in modo contrario.
 A VIVERE TREZZO di questo regolamento non ha convinto soprattutto il nuovo criterio della graduatoria per l’ammissione dei piccoli alla struttura, ci saremmo aspettati che i casi di disagio sociale e alcune situazioni genitoriali particolari venissero valutate con maggiore attenzione e si fosse riservata maggiore accoglienza, come troviamo discriminante l’aspetto della territorialità per l’ammissione   (5 anni di residenza), e pure poco chiara è la retta per frequenze diverse dalla fascia ordinaria.
ASSOCIAZIONISMO E VOLONTARIATO
In merito a questo tema VIVERE TREZZO ha da sempre considerato molto importante l’operosità ed il dinamismo sociale delle Associazioni, per questo motivo pensiamo che tutte le associazioni a carattere volontaristico debbano essere sostenute, anche economicamente, dalle amministrazioni comunali. Un sostegno equo, non discriminante, per stimolo alla progettualità. Purtroppo dobbiamo constatare con rammarico che l’amministrazione Villa ha una diversa concezione nei confronti delle associazioni, perché ci risulta dalle deliberazioni approvate dalla Giunta Comunale che non tutte siano state trattate in egual misura. Lo sviluppo creativo di attività e le azioni solidaristiche che il mondo del volontariato mette in campo insieme alla rete di aggregazione sociale fra i cittadini, a nostro avviso,  debbono essere  considerate un arricchimento per la città; il recente passato dimostra quanto questo prezioso patrimonio abbia concorso, insieme alla storia e alla cultura di questo paese, al meritato riconoscimento onorifico del titolo di Città. Siamo tutti consapevoli che i tempi costringono gli Enti Locali ad economizzare, ma noi di VIVERE TREZZO  auspichiamo che nelle priorità di un’ amministrazione devono essere salvaguardati i valori della persona della solidarietà e del bene comune.
Di fatto il problema è un altro: sono le scelte politiche a fare la differenza sulle voci di spesa del bilancio ed inoltre alla politica tanto annunciata qualche volta dovrebbero seguire anche  i fatti.


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