Nel Consiglio Comunale del 12 Marzo scorso
congiuntamente all’approvazione del Bilancio di previsione 2012 è stato portato
all’ordine del giorno il regolamento dell’Imposta Municipale Propria (IMU) in base alla Legge 22 dicembre 2011, n°
214 recante: ” Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il
consolidamento dei conti pubblici” il cosiddetto decreto “Salva Italia”.
La
suddetta Imposta di fatto sostituisce l’ICI, che per quanto riguarda
l’abitazione principale venne notevolmente ridotta dal Governo Prodi e successivamente eliminata da Berlusconi,
dopo la sua ultima vittoria, per mantenere quanto promesso in campagna
elettorale. Mentre l’ICI veniva incassata per l’intero importo dai comuni ora l’IMU verrà divisa pressoché a metà tra Stato
e Comuni (esclusa l’abitazione principale e pertinenza, i cui introiti
rimarranno interamente ai Comuni).
Elenchiamo
di seguito le disposizioni più
importanti:
L’aliquota di base per gli immobili diversi dall’abitazione principale è pari allo 0,76 %, con la facoltà per
i comuni di aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali.
L’aliquota è ridotta allo 0,4 %
se trattasi dell’abitazione principale e relativa pertinenza, ed
anche per questa aliquota è data la facoltà ai comuni di aumentarela o diminuirla
di 0,2 punti percentuali.
L’aliquota è ridotta allo 0,2 %
per i fabbricati rurali ad uso strumentale ed i comuni hanno la
possibilità di ridurla nuovamente fino allo 0,1 %.
Sull'abitazione
principale (compresa la 1° pertinenza) è
prevista una detrazione d’imposta pari a
200,00 € rapportata al periodo
dell’anno di destinazione della medesima. I comuni hanno però la possibilità
di elevare detta detrazione fino a
concorrenza dell’imposta dovuta nel rispetto
dell’equilibrio di bilancio.
E’
pure prevista, per gli anni 2012 e 2013, un’ulteriore detrazione pari a 50,00 €
per ogni figlio di età non superiore a 26 anni, nel limite massimo di 400,00 €
purchè dimori abitualmente e abbia residenza nella stessa unità immobiliare
adibita ad abitazione principale.
Sostanzialmente
il regolamento approvato nel Consiglio Comunale prevede le seguenti aliquote:
·
Abitazione principale e relativa pertinenza : 0,3 % con detrazione pari ad € 200,00;
·
Altri immobili per Gruppi catastali e categorie
diverse dall’ abitazione principale: 0,8
%;
·
fabbricati rurali ad uso strumentale : 0,1 %.
I
gruppi di minoranza VIVERE TREZZO e PIU’ TREZZO hanno presentato una proposta
di emendamento per modificare in due gruppi catastali diversi (A e D) due
categorie di immobili e precisamente di aumentare l’aliquota da 0,80 a 1,00 % per:
·
Gruppo Catastale A categoria 10 – Uffici e Studi
Privati
·
Gruppo Catastale D categoria 5 – Istituti di
credito e assicurazione.
L’emendamento
è stato respinto dall’Amministrazione Villa per un non ben specificato problema
tecnico (peraltro analogo emendamento al bilancio è stato respinto con
motivazione tecnica diversa): ci domandiamo se sia stato veramente equo mantenere
anche per le due categorie citate la stessa aliquota di tutti gli altri
immobili diversi dall’abitazione principale, e quale sia la vera ragione di
questa scelta, e ciò pur sapendo che la nostra proposta avrebbe concesso al
comune una ulteriore entrata a favore dei nostri cittadini, posto che tutto ciò
che sarebbe stato incassato in più sarebbe rimasto nella piena disponibilità
dell’Amministrazione Comunale
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