domenica 12 febbraio 2012

IL SILENZIO DOPO AVER FATTO LA VOCE GROSSA. IL SINDACO E LA VICENDA DELLE ASSISTENTI SOCIALI


Suonare la grancassa può consentire di sovrastare l'altrui musica e impedirne la comprensione, fino quasi a sembrare essere l'unico musicista. Quando però si stona, allora è preferibile un gran silenzio, sia per cercare di far dimenticare la propria stonatura, sia per evitare che l'altra musica possa apparire più armonica, più adeguata, più pensata.
O BUM BUM BUM, con il coro di megafoni incensanti (che forse avrebbero invece altri compiti), oppure il silenzio.
Questa immagine viene facilmente, e a ragione, in mente quando si ripercorrono i passi della vicenda che ha visto prima il Sindaco di Trezzo urlare a 9 colonne su fogli locali notizie di minacciosa meteorologia varia, novello Eolo, rivolto ai dipendenti comunali e in particolare agli assistenti sociali rei di allontanare troppi bambini dalle proprie famiglie ( in difficoltà e quindi problematiche per gli stessi bimbi), e poi lo stesso dimenticarsi a lungo di consegnare ai Consiglieri Comunali (in indirizzo – quindi atto dovuto) la lettera che in merito alle esternazioni sui propri aderenti, l’ORDINE ASSISTENTI SOCIALI, CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA aveva inviato per ricondurre a un ragionamento più fondato su dati concreti.
A questa lettera il Sindaco non ha potuto far altro che dare una risposta un po' formale, un po' balbettante, ove precisa che “non intendeva recare discredito all'immagine e al prestigio della professione delle Assistenti Sociali, e che intendeva solo prendere atto mosso dall'alto costo della questione per l'Amministrazione , probabilmente sollecitato dalla comunicazione da parte dell’Ordine che esso sta “valutando con i propri Legali se sussistono elementi atti ad intraprendere le necessarie azioni di tutela…” verso la quale si è sentito in difetto –leggere bene la lettera ( due brevi considerazioni. Altre vicende sembrano confermare uno stile di questi amministratori: prima tirare sassate,verbali o a mezzo stampa, e poi passare per fraintesi... qualcuno li avverta che questo stile governativo in Italia è ormai parte di un passato che nessuno rimpiange; seconda considerazione, facciamo nostre le parole della presidente della Associazione Mariposa: “Ci chiediamo: nel dibattito in corso vediamo che si parla di famiglie, di INTERESSI ECONOMICI o addirittura criminali delle comunità, ma i bambini dove sono? Chi si preoccupa di loro che sono l'anello più debole tra tutti i soggetti coinvolti? E poi, è importante dirlo: I MOTIVI DEGLI ALLONTANAMENTI DEI BAMBINI DALLE LORO FAMIGLIE NON SONO MAI DI NATURA ECONOMICA, che tutto sommato sarebbe il problema più facile da risolvere”)
Eh sì, non tutto è monetizzabile.
Occorre poi ben precisare che non sono le Assistenti Sociali a decidere l’allontanamento del minore, essendo decisione di competenza del Giudice.
Pubblichiamo la lettera dell'ORDINE ASSITENTI SOCIALI, giunta, obtorto collo, anche ai consiglieri di        VIVERE TREZZO. Considerata la disparità di rilevanza data alle due voci, pensiamo di colmare un vuoto di conoscenza.

  

1 commento:

diego ha detto...

A mio avviso una figura imbarazzante, che mette in evidenza la "bassezza" dell'assessore ai servizi sociali nonchè sindaco.
E che fine fanno le lettere accuratamente selezionate apparse sullo scorso informatore comunale che inneggiavano al sindaco per aver "smascherato" il mercato oscuro degli affidi???

Ma sbaglio o l'amministrazione ha il vizio di dimenticare nei cassetti lettere e comunicazioni?? ricordo la vicenda dei residenti delle vie san giovanni, del paradiso e san vincenzo relativa alle barriere dell'A4: quanto tempo è rimasta nei cassetti la loro lettera di protesta indirizzata a TUTTI i gruppi consigliari??