domenica 23 marzo 2014

La solidarietà non è il pezzo forte di Danilo Villa Assessore ai Servizi sociali ad interim permanente

Nel 2012 le due liste di opposizione, preso atto di una sempre più crescente crisi sociale, dovuta al perdurare della crisi economica, che metteva in grossa difficoltà per la prima volta molte famiglie del ceto medio, a seguito della perdita del lavoro del capo famiglia, chiedeva all'Amministrazione Comunale di fare uno sforzo straordinario per sostenere coloro che, si venivano a trovare, improvvisamente, senza reddito o con il reddito molto ridotto.
Dopo varie sollecitazioni  da parte di VIVERE TREZZO e Più Trezzo che avevano fatto pressione, anche attraverso la rinuncia al proprio gettone di presenza in CC, cosa che i consiglieri di maggiornaza non risulta abbiano fatto (ad eccezione dell'assessore Confalone che ha rinunciato ad una mensilità della propria indennità) nel Consiglio Comunale del 19 novembre 2012 la maggioranza finalmente propose la istituzione di un fondo di €. 25.000 per le famiglie in difficoltà.  Ma, oltre che in ritardo, vincolava la distribuzione di tale fondo a criteri molto rigidi e nonostante le obiezioni, inascoltate, delle opposizioni, finalizzate a migliorarne la fruibilità, il risultato che si ottenne fu che: su 64 domande solo 34 vennero accolte.
Considerato il successo dell'iniziativa, sintomo di un bisogno reale, il gruppo consiliare di VIVERE TREZZO chiedeva di inserire,  anche nel bilancio di previsione per l'anno 2013, un fondo di solidarietà  di €. 20.000, stralciandolo dal fondo di riserva.

La maggioranza rispondeva con  la cifra di €. 5.000, inserita a bilancio per tutto l'anno per tutte le famiglie in difficoltà, considerandola  più che sufficiente,  salvo poi a fine anno riproporre ancora un fondo di 20.000 euro.

Almeno questa volta si pensava che l'Assessore Villa facesse tesoro dei consigli datigli, invece, non pago di aver lasciato fuori, a causa di paletti molto rigidi, più della metà dei richiedenti, escludendo proprio quelle persone con  maggiori difficoltà, perchè disoccupate da più tempo, ancora una volta inseriva criteri tali da non venire incontro alle esigenze reali dei cittadini.

Il risultato anche questa volta è stato alquanto deludente: sono state presentate la metà delle domande ( in totale 34)  dell'anno passato, perché chi aveva già usufruito del bando precedente non poteva rinnovare la domanda. Tra le domande presentate ben 15 non sono state accolte, 5 perchè avevano già avuto il contributo l'anno scorso, (quindi non avevano trovato ancora lavoro e per questo probabilmente ancora di più in difficoltà) e 10 perchè non avevano i requisiti.


A cosa serve un fondo di solidarietà se non ad aiutare chi si trova in difficoltà? Si pensa di fare un ulteriore bando entro l'anno per consumare i fondi rimasti inutilizzati, tanto chi non riesce a pagare le bollette e l'affitto può aspettare.....perchè la filosofia di fondo di questa maggioranza che governa il nostro comune (si spera ancora per poco) è sempre il sospetto che qualcuno "ci marci" 

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